Appello a Tronca del Comitato per via Gradoli: non si butti il lavoro di Sabella

Ci siamo occupati più volte di via Gradoli e delle cantine trasformate abusivamente in abitazioni. Il pericolo provocato dalle bombole del gas GPL è concreto. Il comitato per via Gradoli si rivolge al commisario Tronca e al subcomissario Taucer con questo appello. icona180

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E’  dal novembre 2009 che  i residenti di via Gradoli per il tramite del “Comitato per via Gradoli” si battono al fine di contrastare il degrado edilizio, urbano e sociale della strada, che trova origine nella trasformazione abusiva ad uso abitativo di circa un centinaio di cantine e/o magazzini situati nei piani terra, seminterrati e interrati di alcune ben definite e “note” palazzine.

Se dal  punto di vista della vivibilità quotidiana molto è stato ottenuto grazie al costante impegno dei presidi territoriali delle forze dell’ordine, con particolare riguardo al Commissariato di P.S.”Flaminio Nuovo”, quasi nulla è stato fatto per risolvere il nodo strutturale della illegittima locazione ad uso abitativo di cantine e magazzini e delle condotte illegali ad essa  associate.

Decine di famiglie di cittadini, prevalentemente extracomunitarie, continuano a dimorare in angusti tuguri, privi di certificato di agibilità, se non ancora censite nella categoria catastale C, e dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti “per case di civile abitazione”, con grave nocumento per la loro salute e gravissimo pericolo per la sicurezza degli interi stabili causa l’uso e la detenzione di bombole GPL nei piani interrati e seminterrati.

Se si esclude l’ordinanza sindacale di inabitabilità e sgombero del novembre 2007, riguardante alcune cantine del civico 65/69, peraltro compiutamente eseguita solo il  10 ottobre 2010, e la revoca, con  provvedimento in autotutela di due certificati di agibilità, da parte dell’U.O. Condono Edilizio, nessun altro provvedimento amministrativo è stato emanato dalle successive amministrazioni  di Roma Capitale per reprimere l’odioso fenomeno speculativo. Da oltre trent’anni speculatori e sfruttatori senza scrupoli, eredi più o meno diretti della famigerata “cricca” di via Gradoli, perseverano nel loro turpe mercimonio e se la ridono bellamente come se la ridevano nel letto gli affaristi della cricca degli appalti alle ore 03.32 del 6 aprile 2009.

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In verità, nel luglio 2012 un provvedimento di sgombero di alcune unità immobiliari site ai civici 35/37, 65/69 e 90/96 sembrava in dirittura di arrivo, avendo l’ASL RM/E  “…..accertato che gli immobili in oggetto indicati non sono idonei per essere utilizzati come civili abitazioni in quanto non   rispettano  i  requisiti   igienico – sanitari  previsti   dalla   normativa   vigente”  ed  avendo   il Dipartimento  Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute messo in atto le procedure di comunicazione di avvio del procedimento.

Ovviamente, tale atto amministrativo non ha mai visto la luce, né sotto la direzione del dr. Angelo Scozzafava, né durante le dirigenze della dr.ssa Isabella Cozza e del dr. Stefano Giulioli.

In data 2 dicembre 2014 sono emerse le possibili ragioni di tale comportamento omissivo.

L’emanazione di quel provvedimento non sarebbe risultata esaustiva per la risoluzione della “questione” di via Gradoli  ma almeno avrebbe manifestato la volontà politica dell’Amministrazione e un segnale inequivocabile per la “cricca” degli sfruttatori.

Abbiamo più volte richiesto  ai suddetti dirigenti e alla responsabile del procedimento le motivazioni della mancata adozione dei dovuti provvedimenti, ricevendo solo imbarazzate e imbarazzanti risposte.

A nulla sono valse anche le richieste inoltrate, per quanto di competenza, ai vari responsabili succedutisi alla  Direzione Tecnica, settore Urbanistica – Edilizia Privata del Municipio XV e agli organi politici dello stesso, avendo gli uni con gli altri, in perfetta simbiosi, eretto un “muro di gomma” a difesa degli interessi dei speculatori.

E’ di tutta evidenza che le diverse Amministrazioni Capitoline e Municipali risultano accomunate nella scelta politica consociativa di perseguire la via dell’inazione.

L’unico soggetto che ha assunto l’impegno alla risoluzione delle problematiche di via Gradoli, tramite l’emanazione di idonei atti amministrativi , è stato l’ex assessore alla legalità dr. Alfonso Sabella: evidentemente causa le plurime e straordinarie incombenze assegnategli non ha potuto concretare l’onere.

Si richiede, pertanto alle SS.LL., affinché il lavoro intrapreso non sia vanificato, di porre in essere tutti i provvedimenti amministrativi volti al definitivo esito della “questione” di via Gradoli; in primis, l’ordinanza in oggetto, dispersa nel porto delle nebbie di viale Manzoni; in secondo luogo che l’U.O. Condono Edilizio prosegua nell’opera, timidamente intrapresa, di revoca dei certificati di agibilità, delle concessioni in sanatoria e dei condoni rilasciati su dichiarazioni palesemente mendaci.

Prima che la “politica romana” torni ad a ammorbare con la sua maleodorante cappa i cieli della capitale.

 

Lucio Maria Frizzoni

Presidente del Comitato per Via Gradoli

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