Ancora nessuna serietà sulle ciclabili

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Gli abbastanza discutibili lavori di rifacimento del primo tratto di via Portuense, quello dove si svolge la domenica il mercato di Porta Portese, hanno portato alla realizzazione di una sorta di pista ciclabile tra il marciapiede ed i veicoli in sosta. Immaginiamo che manchi ancora qualche dettaglio, come il simbolo della bici disegnato sulla parte in rosso e delle strisce trasversali sull’area di protezione tra le auto e la pista. Il risultato finale dovrebbe essere simile all’immagine che segue.

Ipotesi di realizzazione
Ipotesi di realizzazione

 

Come qualcuno ricorderà questa è proprio l’immagine che avevamo utilizzato per descrivere la nostra proposta di dorsale ciclabile che avevamo chiamato MACRO-MAXXI. L’idea è di sperimentare nel periodo estivo una pista ciclabile sul lungotevere di sinistra (lato centro storico) semplicemente spostando la sosta dei veicoli verso il centro della carreggiata. Questo creerebbe un corridoio ciclabile nord-sub che attraverserebbe la città e servirebbe tutto il centro storico. La sperimentazione durante il periodo estivo beneficerebbe del naturale calo di traffico e se la misura dimostrasse l’utilità attesa, cosa di cui noi non dubitiamo, la si potrebbe rendere stabile a seguire. Il tutto con una spesa qualsi nulla, dovendosi solo prevedere una nuova segnaletica orizzontale.

Quella da noi proposta è una sperimentazione vera e ragionevole, funzionale ad un progetto realistico e che avrebbe un enorme impatto sulla mobilità cittadina.

Tornando invece alla nuova segnaletica in via Portuense, ci chiediamo a cosa essa serva, essendo stata realizzata su un tratto limitato di strada e senza che la pista sia collegata ad altri percorsi ciclabili. Inoltre una tale pista ciclabile sarà inutilizzabile la domenica, non potendo immaginare di difenderla durante il mercato di Porta Portese.

Insomma questo intervento fa tanto pensare all’ennesima iniziativa di facciata dell’amministrazione, che invece di cominciare a fare quello che altrove è disponibile da anni, continua a cincischiare con progetti ridicoli. Viene da chiedersi se il motivo di tanto dilettantismo dipende dalla mancanza di una visione strategica della politica o dall’incapacità dei tecnici (leggi “dell’Agenzia della Mobilità”) di mettere in campo progetti minimamente decenti. Molto probabilmente si tratta del combinato disposto delle due cose, col risultato che Roma, che un tempo è stata un modello di buone pratiche trasportistiche (la rete tramviaria di Roma è stata per anni un modello in Europa), è oggi quanto di peggio ci sia dal punto di vista della mobilità.

Qualche ulteriore immagine del divertissement (come altro chiamarlo?) di via Portuense, a dimostrazione che si tratta dell’ennesimo spreco di risorse pubbliche.

Evidentemente a qualcuno è sfuggito di avverti l'AMA
Evidentemente a qualcuno è sfuggito di avvertire l’AMA

 

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I banchetti del mercato se ne fregano della pista ciclabile

 

anche avventori ed esercenti se ne fregano della pista ciclabile
Anche avventori ed esercenti se ne fregano della pista ciclabile

 

Noi ribadiamo che di sperimentazioni sulla mobilità ciclabile non ci sia gran bisogno, ma che sarebbe ora di passare a realizzazioni serie. Se proprio una sperimentazione si vuole fare che la si faccia su un progetto serio ed ambizioso, come la nostra proposta di dorsale ciclabile sul lungotevere o su qualcos’altro che possa dare una vera svolta alla mobilità cittadina.

Purtroppo al momento siamo ancora al Sindaco che ogni tanto si fa qualche passeggiata in bicicletta, ma che evidentemente non ha idea di come una buona parte del traffico cittadino possa essere spostato sulle due ruote.

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2 risposte

  1. Da un sindaco che appena eletto si recava in bici in Campidoglio ci aspettavamo ben altro. In realtà ormai possiamo tranquillamente definire Ignazio Marino NEMICO della ciclabilità.

    1. ben detto! ed un’altra prova che il tipo non ne sa nulla di andare in bici è il fatto che gli interventi di pedonalizzazione non tengono mai presente la necessità di usare le strade anche da parte di chi va in bici. ai fori imperiali è spesso complicato è pericoloso transitare in bici per la grande presenza di pedoni. basterebbe creare una corsia centrale dedicata alle bici. stesso dicasi per via del corso.

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