Ama compra 12 mila nuovi cassonetti. Ma non è del tutto una buona notizia

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A prima vista potrebbe sembrare una scelta utile alla città: comprare nuovi cassonetti mentre quelli attuali sono scassati e puzzolenti. Eppure se il Campidoglio puntasse realmente ad aumentare la differenziata, non dovrebbe pensare a nuovi cassonetti perché sono questi la causa del basso livello di raccolta dei singoli materiali.

L’Ama ha deciso di rinnovare e ampliare il numero dei cassonetti. Entro il 2020 sulle strade arriveranno 12 mila nuovi bidoni destinati alla raccolta di carta, plastica, umido, vetro. Ma l’esperienza e i dati in possesso al Comune raccontano che laddove ci sono i cassonetti la differenziata non funziona. Mentre il porta a porta si conferma l’unico sistema davvero efficiente. Ecco perché l’acquisto di Ama e Campidoglio non convince.

Erano state la stessa Sindaca Raggi e la prima assessore all’ambiente, Paola Muraro, a scagliarsi contro i cassonetti in strada. “Nelle città europee non esistono più”, spiegavano in campagna elettorale e durante i primi mesi di mandato. Poi la promessa di eliminare nel tempo i 60 mila cassonetti attualmente in servizio e di sostituirli con la vera raccolta porta a porta.

Ma la Sindaca deve avere la memoria corta se oggi decide di comprarne 12 mila nuovi. E’ vero che molti sono stati bruciati e altri danneggiati dalla grande quantità di rifiuti di queste settimane, ma è anche vero che se si vuole crescere con la differenziata i cassonetti sono il sistema peggiore. In un contenitore per la carta, basta infilare tre bottiglie di plastica per inficiare l’intero contenuto e mandare la carta in discarica. Se ci guardiamo intorno, vedremo che chi conferisce correttamente nei cassonetti è un numero sempre minore di cittadini. Molti, esasperati per il caos, gettano tutto ovunque.

 

Tanto è vero che a giugno la differenziata ha toccato il suo minimo degli ultimi anni scendendo sotto il 40%. L’obiettivo di arrivare al 60 prima della fine della consiliatura è del tutto impossibile se si prosegue con la politica dei contenitori in strada invece del porta a porta. L’assessora Montanari parlava addirittura di tariffa puntuale che si riduceva se il cittadino faceva la corretta differenziata. La valutazione del conferimento del singolo sarebbe stata fatta attraverso una card che avrebbe permesso l’apertura di cassonetti hi-tech.

Ma di tutto questo si sono perse le tracce: il bando che verrà pubblicato a ottobre prevede 12 mila cassonetti normalissimi, senza tecnologie né possibilità di ammodernamenti futuri. Nel frattempo sul porta a porta non si compiono passi avanti e anzi gli unici progetti aperti (nel VI e X municipio) hanno subito un rinvio al 2020. Il motivo non è solo la solita lentezza dell’amministrazione 5Stelle, ma anche la carenza di uomini Ama: se per svuotare un cassonetto in strada basta un solo operatore, per svuotare quelli del porta a porta ne occorrono 3. Questo sguarnirebbe alcune zone aumentando il caos attuale.

Roma, insomma, si conferma l’unica grande città in Europa occidentale ad utilizzare i cassonetti esterni dato che molti paesi hanno optato per quelli interrati, più capienti, meno costosi e a prova di rovistaggio.

 

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2 Commenti

  1. Anonimo

    In moltissimi luoghi la differenziata funziona perfettamente al livello condominiale. Bisogna però istruire i cittadini a fare la differenziata. Ci vuole una campagna d’informazione continuativo sui media e, naturalmente, nelle scuole.

  2. mario

    l’altro giorno vado a buttare la carta e che ci trovo nel cassonetto bianco? Delle cassette in legno usate per contenere i funghi……Qualche genio avrà pensato : “visto che la carta si fa con il legno, mi porto avanti col lavoro”. E probabilmente erano anche della pizzeria di fronte visto che fra “noi umani” chi se magna 3 cassette de funghi tutte insieme?

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