A passo di gambero anche sulla Polizia Locale

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Uno dei tormentoni sempiterni a Roma è: “che fine hanno fatto i vigili che non si vedono più per le strade”?

 

Con l’attuale amministrazione questa lamentela ha preso sempre maggior piede, a dispetto delle diverse centinaia di nuovi agenti assunti. Confessiamo di aver avuto anche noi questa impressione benché non abbiamo elementi fattuali per poterla dimostrare.

 

La cosa però non deve essere proprio campata in aria se addirittura il Sindaco Raggi se n’è lamentata col comando della Polizia Locale Roma Capitale, come si evince dalla seguente comunicazione inviata dal Comandante Di Maggio a tutti i comandanti dei gruppi locali.

 

 

… richiesta di informazioni pervenuta dalla Sindaca di Roma … in merito ad uno scarso presidio della P.L. segnalato dalla cittadinanza …” scrive il Comandante Di Maggio.

 

Ebbene come risponde il Comandante alla richiesta del Sindaco? Così:

… le SS. LL. vorranno predisporre il massimo impiego possibile di personale nei servizi di Polizia stradale …

Un po’ come facite ammuina, ossia: a prescindere dalla necessità di coprire tutti i diversi servizi svolti dagli agenti di Polizia Locale, vedete di mostrare più persone possibile per strada. Non suona molto bene dal punto di vista di assicurare un’efficace azione di controllo a 360 della città, ma capiamo che evidentemente il Comandante Di Maggio non aveva modo migliore per rispondere ad una domanda probabilmente priva di fondamento. Non ci sarebbe da stupirsi infatti se il Sindaco Raggi si sia affidata al sentire comune senza anche lei avere validi elementi di prova. Peccato però che l’uomo di strada, e noi con lui, può permettersi di parlare sulla base di sensazioni mentre dal Sindaco della capitale d’Italia non ci si aspetterebbe un approccio così improvvisato.

 

C’è un altro elemento che evidentemente il Sindaco Raggi ha voluto puntualizzare con la PLRC e riguarda il fatto che sempre più spesso le sanzioni per violazioni del codice della strada vengono rilevate con mezzi elettronici (palmari, street control, varchi elettronici, ecc.). Questo comporta la mancanza di un riscontro immediato della sanzione da parte degli automobilisti che quindi possono pensare di averla fatta franca avendo, ad esempio, lasciato il veicolo in sosta vietata.

Il ragionamento non è del tutto infondato, in quanto l’avviso sul parabrezza, che pur non è obbligatorio per legge, fa capire subito all’automobilista che il suo comportamento scorretto è stato sanzionato e lo spinge a non ripeterlo.

E come ha voluto rispondere a questo appunto il Comandante Di Maggio? Così:

Le SS.LL. vorranno … sensibilizzare il personale impegnato nelle attività di contrasto alle soste irregolari all’utilizzo della modulistica cartacea per un’azione preventiva di maggiore evidenza …

 

Come dire, lasciate stare i palmari e magari anche lo street control e rimettetevi a scrivere i verbali a mano. Peccato che questo voglia dire un grosso passo indietro nell’efficacia dell’azione della Polizia Locale. Agli inizi di settembre infatti il comando del corpo di PLRC così scriveva sulla sua pagina facebook:

 

#Sicurezzastradale: bilancio primo semestre 2019. Aumentato di circa il 10% il numero delle violazioni accertate.

E’ di oltre 1.100.000 il numero di infrazioni al codice della strada rilevate nel primo semestre del 2019, con un aumento di circa il 10 % rispetto ai primi sei mesi del 2018.
Dall’inizio dell’anno è stato portato avanti un vasto piano di controlli su strada, attuando un potenziamento degli accertamenti per contrastare quelle condotte che, oltre a violare le norme, in molti casi mettono a repentaglio la sicurezza e l’incolumità delle persone che percorrono ogni giorno le vie della Capitale.

Nei primi sei mesi di quest’anno, sono state migliaia le violazioni accertate dagli agenti grazie anche all’ausilio di strumenti tecnologici quale lo Street Control, che consente una rilevazione in tempo reale degli illeciti, come quelli commessi da chi utilizza il veicolo in condizioni di dubbia efficienza, in quanto sprovvisto di assicurazione e revisione obbligatoria: 8581 le infrazioni riscontrate da gennaio a giugno 2019, rispetto alle 6547 rilevate nello stesso periodo dell’anno scorso.

 

Ma come, grazie ai nuovi strumenti tecnologici si è riusciti ad aumentare del 10% il numero degli accertamenti di violazioni che “… in molti casi mettono a repentaglio la sicurezza e l’incolumità delle persone che percorrono ogni giorno le vie della Capitale” ed ora si vuole tornare indietro perché per qualcuno è meglio fare meno sanzioni ma farle vedere di più con gli avvisi?

Sarebbe interessante conoscere se una tale decisione si sia basata su qualche elemento fattuale ma temiamo che anche essa sia stata il modo più semplice per far vedere qualcosa al Sindaco, anche se ciò probabilmente significa peggiorare il servizio e diminuire l’efficacia dei controlli.

 

Noi abbiamo ben chiaro il problema dell’assenza di una notifica immediata della sanzione nel caso di utilizzo di strumenti elettronici, tant’è che ne parlammo estensivamente già nel dicembre 2018. Ma la soluzione ai problemi portati dalle nuove tecnologie non può essere l’abbandonare queste tecnologie, bensì fare passi avanti e sfruttarle ancora di più per rendere più efficaci i controlli minimizzando le sanzioni elevate (scopo delle sanzioni non è infatti fare cassa bensì rappresentare un deterrente efficace al commettere gli illeciti).

Peraltro già la normativa nazionale prevede l’utilizzo della tecnologia per fare notifiche automatiche delle sanzioni. Per i professionisti obbligati ad avere una casella di posta elettronica certificata (PEC) è infatti previsto che la notifica delle sanzioni avvenga presso quella casella.

Per tutti gli altri cittadini, non obbligati ad avere una PEC, si sta aspettando la predisposizione di un “archivio nazionale della popolazione residente”, da parte del Ministero degli Interni, per poter procedere con le notifiche elettroniche a coloro che una PEC ce l’hanno.

 

Quello che ci si aspetterebbe dal governo della capitale d’Italia sarebbe allora una pressione presso il governo nazionale affinché questo archivio venga predisposto ed una sensibilizzazione presso i cittadini sull’utilità di avere una casella PEC (magari proponendo che essa sia fornita a tutti i cittadini in via gratuita).

Un’amministrazione più propensa all’utilizzo delle moderne tecnologie potrebbe anche pensare ad un servizio di notifica su richiesta da parte dei cittadini, senza valore legale ma utile a comunicare tempestivamente le sanzioni. Ma probabilmente si chiederebbe troppo a chi ha mantenuto per oltre un anno il sito internet di Roma Capitale in versione beta.

 

 

Pur in una situazione normativa ancora un po’ confusa riguardo le notifiche automatiche, a noi sembra assurdo che a Roma si facciano tornare gli agenti della PLRC a carta e penna con la speranza, per noi remotissima, che gli avvisi cartacei fungano da deterrente per gli automobilisti. D’altronde sono decenni che vengono utilizzati questi avvisi e la loro scarsa efficacia è abbondantemente provata.

 

A nostro avviso quindi si dovrebbe estendere ulteriormente l’utilizzo degli strumenti tecnologici (altro che ritorno a carta e penna!) accompagnandolo con una serie di messaggi chiari da parte dell’amministrazione, dal Sindaco in giù, che informino i cittadini sul cambio di passo nella repressione delle infrazioni al codice della strada.

Qualcosa ci dice però che anche su questo tema l’amministrazione preferirà il mantenimento dello status quo invece che far fare un passo avanti a Roma.

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5 Commenti

  1. Andrea

    È vero che l’utilizzo di mezzi elettronici per sanzionare le violazioni del codice della strada è efficace nei confronti di chi commette infrazioni, ma il lasciare l’avviso sul parabrezza è efficace anche nei confronti di quegli altri utenti che potrebbero essere tentati di commettere la stessa infrazione (per esempio sosta in divieto) pensando (essendo certi?) di farla franca
    Allo stesso modo la contestazione immediata della violazione ha valore sia nella percezione degli altri utenti della strada (lo hanno fermato, se commetto un’infrazione probabilmente fermeranno anche me), sia dello stesso soggetto (ho violato il codice, mi hanno fermato e mi hanno fatto perdere mezz’ora; anche se faccio parte della grossa percentuale di chi la multa non la pagherà mi hanno comunque fatto un “danno”)
    Quindi ben venga il massiccio uso di mezzi elettronici, ma non si possono vedere i vigili inerti (anche solo all’apparenza) nei confronti delle violazioni che avvengono davanti a loro

    • Roberto

      Completamente d’accordo sul messaggio devastante che danno gli agenti quando ignorano tutte le infrazioni commesse davanti a loro.
      Riguardo invece l’azione deterrente, a mio avviso sarebbe molto efficace una campagna informative da parte del Comune che dicesse che si comincia a riprendere il controllo del territorio, dando delle priorità sulle infrazioni che verranno maggiormente represse.
      Ovviamente poi ci sarebbe da andare giù pesante con le multe.

      • Andrea

        Mi scusi, la deterrenza è sicuramente importante, ma la percentuale di contravvenzioni elevate e non pagate ne riscosse a Roma è del 75%
        Senza un effettivo controllo “fisico” del territorio ed una contestazione immediata, che quantomeno fa perdere tempo al furbo di turno (perché se ti fermo per il cellulare, poi già che ci sono ti controllo triangolo, giubbetto, cassetta del pronto soccorso…:magari la multa non la pagherai ma un’oretta fermo con i vigili potresti non trovarla tanto gradevole), il mero sanziona mento non serve a niente

  2. Jack

    Ma non si potrebbe fare la multa in modalità elettronica e stampare una specie di scontrino da mettere sul parabreza ? Due piccioni con una fava….

    • Roberto

      Con i palmari sì, non dovrebbe essere un Grosso problema, anche se servirebbe un’amministrazione meno negata con la tecnologia.
      Per lo street control invece l’unica è la notifica elettronica.

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