1.105 multe nel 2017 per mancato rispetto delle strisce. Tante o poche?

 

Del fatto che a Roma gli attraversamenti pedonali siano generalmente ignorati da automobilisti e motociclisti, ma spesso anche dai pedoni, abbiamo parlato più volte, descrivendo il semplice attraversamento della strada a Roma un’attività con rischi paragonabili ad uno sport estremo.

Una situazione tanto degradata, con le strisce pedonali che perdono gran parte del loro significato, non può che essere il combinato disposto di una platea di automobilisti e motociclisti del tutto indisciplinati e di forze dell’ordine che mancano totalmente nella repressione degli illeciti.

Convinti di ciò, più di una volta abbiamo provato ad interloquire con i responsabili istituzionali sfidandoli a dimostrare che non è esattamente così, ossia che in realtà un certo numero di sanzioni per mancato rispetto delle strisce pedonali a Roma vengono elevate. Eravamo tanto sicuri della cosa da promettere all’assessore Meleo un pasto in ristorante stellato se ci avesse mostrato almeno dieci verbali elevati in un anno!?!

 

Ignorati da tutti tali responsabili istituzionali, ma ci abbiamo fatto il callo, abbiamo voluto toglierci la curiosità di verificare la nostra tesi ed abbiamo fatto richiesta formale al Comando della Polizia Locale Roma Capitale di fornirci il numero di verbali elevati nel 2017 per violazione all’art. 191 del Codice della Strada (Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni).

 

Ebbene con nostra enorme sorpresa la risposta ricevuta non è stata di qualche verbale o di qualche decina, come avremmo scommesso, bensì di ben 1.105 verbali!?!

Questo vorrebbe dire che mediamente ogni giorno vengono fatte circa tre multe per mancato rispetto delle strisce pedonali. Certo, se si considera che a Roma ogni giorno circolano diverse centinaia di migliaia di veicoli e che in ogni attraversamento pedonale cittadino (che saranno svariate decine di migliaia) sarebbe possibile rilevare decine di infrazioni all’ora, il numero di 3 verbali al giorno fa sorridere e dà la dimensione di quanto il problema sia fondamentalmente ignorato.

Confessiamo però che tale numero ci ha sorpreso, essendo sicuri che nessun vigile si prenderebbe mai la briga di rilevare un’infrazione tanto diffusa quanto difficile da dimostrare. Peraltro immaginiamo quanto male debbano prendere la cosa gli automobilisti e motociclisti multati, considerando, comprensibilmente, che il comportamento a loro sanzionato è quello normale della stragrande maggioranza degli altri.

 

Tutto bene quindi? Facciamo ammenda del cattivo pensiero che avevamo fatto e ci riteniamo soddisfatti del fatto che qualche multa per mancato rispetto delle strisce i vigili ogni tanto la fanno?

No, neanche per sogno! Il numero di 1.105 verbali in un anno per infrazione all’art. 191 del CdS è chiaramente insufficiente e non può che comportare il mantenimento dello status quo, ossia di una situazione in cui le strisce pedonali non costituiscono alcuna garanzia di incolumità per i pedoni.

A nostro avviso l’obiettivo non può che essere anche in questa materia di avvicinare Roma agli standard della gran parte delle capitali europee, dove al pedone è sufficiente avvicinarsi alle strisce pedonali per essere sicuro che i veicoli si fermino. Per far questo i 1.105 verbali devono però essere elevati in un giorno, e lo stesso il giorno successivo e via così, fino a quando la percezione degli automobilisti non sarà cambiata nel senso di rallentare istintivamente alla sola vista delle strisce pedonali (che ovviamente dovranno essere ben visibili, ma questa è un’altra storia).

Già dalla prima volta in cui parlammo di “mattanza pedonale” noi avanzammo la proposta di avviare un’iniziativa simile da parte della Polizia Locale, provvedendo in una prima fase ad avvisare bonariamente sul mancato rispetto delle strisce e passando alle sanzioni in una seconda fase.

 

Purtroppo questo tema sembra appassionare solo noi; non i vigili, che evidentemente devono considerarlo un tratto tipico romano quasi da preservare, non l’assessore alla mobilità, che probabilmente giudica sufficiente partecipare alle fiaccolate in memoria di qualcuno morto investito sulle strisce, e neanche al Sindaco, che forse a causa della sua limitata esperienza di vita non deve aver avuto modo di conoscere come funzionano le cose nelle città civili.

Prendiamo atto di essere in una tutt’altro che splendida solitudine ma non smetteremo di denunciare il problema dalla nostra piccola tribuna.

 

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