Sindaco di lotta e di governo (e associazioni amiche)

Tra i compiti che il nostro ordinamento assegna ad un sindaco, vi è la responsabilità della salute ed igiene pubbliche. Per questo un sindaco può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

 

Qualche giorno fa sono stati presentati in Campidoglio (presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini) i risultati di una campagna di misurazione della qualità dell’aria a Roma. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Cittadini per l’aria” e portata a Roma dall’associazione “Salvaiciclisti – Roma“.

In estrema sintesi, a febbraio di quest’anno circa 150 cittadini, chiamati per l’occasione “vedette per l’aria”, hanno posizionato delle provette fuori dalla finestra di casa e per un mese hanno atteso che i campionatori misurassero la concentrazione di biossido di azoto.

Cos’hanno detto i risultati delle misurazioni? Usiamo quanto riportato dai Cittadini per l’aria per descriverli:

 

I RISULTATI IN BREVE
La prima mappatura del biossido di azoto (NO2) realizzata dagli abitanti di Roma restituisce un’immagine inquietante dell’aria che si respira nella Capitale.

Su base mensile, il 79% dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 superiori ai 40µg/m³. A colpo d’occhio, la mappa suggerisce che il centro città e le vicinanze delle arterie più trafficate siano i punti con le concentrazioni più elevate. In particolare, i valori massimi sono quelli registrati in Via di Trasone (88,4µg/m³), Via di Casilina (Torpignattara, 91µg/m³), e più di tutti in Viale Etiopia/Piazza Addis Abeba (95,4µg/m³).

[…]

CONCENTRAZIONI FUORILEGGE
Il valore-limite indicato dal D.Lgs 155/2010 è una concentrazione media di biossido di azoto pari a 40µg/m³ (microgrammi per metro cubo) su base annuale. Dalla rilevazione mensile è stata quindi prodotta una stima relativa ai 12 mesi: a Roma, per il 60% dei punti di campionamento è stata stimata una concentrazione media annuale superiore ai limiti: tre fuorilegge su cinque.

[…]

COSA DICE L’OMS
20 µg/m³ è la soglia oltre la quale l’Organizzazione mondiale della sanità rileva conseguenze sulla salute: da irritazioni delle mucose, asma e bronchiti, fino a edemi polmonari ed enfisemi. E incremento della mortalità generale.

 

Insomma, una situazione disastrosa, fuorilegge e preoccupante.

L’associazione Salvaiciclisti – Roma ha scritto sulla cosa in maniera anche più drammatica. Qualche estratto dal loro post:

 

 

 

 

Prosegue poi il post:

 

… il biossido di azoto proviene principalmente dai processi di combustione interna ai motori diesel, responsabili anche per le alte concentrazioni di particelle sottili (PM10 e PM2.5), più difficili da misurare. Alte concentrazioni di NO2, corrispondono ad alte concentrazioni di polveri sottili. Anche in questo caso, gli studi scientifici non lasciano scampo: per ogni incremento di 5 µg/m³ di PM 2,5, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre cresce del 22% a ogni aumento di 10 µg/m³ di PM 10.

 

Si poteva essere più chiari nel denunciare il preoccupante inquinamento in corso e la causa principale dello stesso? Diremmo di no.

Con premesse e conclusioni del genere, cosa ci si sarebbe aspettati da chi ha voluto spendere tempo e denaro per dimostrare e denunciare tutto questo? Diremmo come minimo la richiesta al Sindaco di una riconsiderazione immediata dell’utilizzo dei motori diesel a Roma e una qualche limitazione che vada oltre il pur positivo blocco dei diesel euro 6 nelle domeniche ecologiche.

E invece ecco come si conclude il post:

 

Nella zona nord-ovest di Roma, dove risiede la Sindaca Raggi, i valori di NO2 stimati su base annua superano abbondantemente i limiti di legge. La stessa Sindaca, durante l’iniziativa Women4Climate a Città del Messico, ha promesso che a partire dal 2024 i motori diesel saranno banditi dal centro di Roma.

Ma per i cittadini romani il problema è come iniziare fin da subito a smettere di avvelenare l’aria che essi stessi respirano.

[…]

Noi abbiamo un piano. Anzi un biciplan. Costa circa 80 milioni di euro. È la stessa cifra che spendiamo ogni anno a Roma per le cure necessarie ai nuovi malati di tumore ai polmoni.

Le romane e i romani, cosa sono disposti a fare per combattere l’inquinamento e prendersi cura di ogni loro respiro?

 

 

Siamo cattivi noi a giudicare imbarazzante una chiosa del genere? Come a dire: il Sindaco la sua parte l’ha fatta, bandendo i diesel dal centro di Roma (dal centro di Roma!?) dal 2024 (tra sei anni!?!), ora tocca ai cittadini darsi da fare.

Facendo cosa, verrebbe da chiedersi? Andando più a piedi o in bici in una città che anche grazie all’attuale amministrazione si è classificata ultima per mobilità sostenibile tra le grandi città europee?

Quelli di Salvaiciclisti – Roma non se ne rendono conto, ma il loro atteggiamento smaccatamente benevolo nei confronti del Sindaco Raggi li mette al limite del ridicolo in certe situazioni. Ed è un peccato perché sono tra i pochi a darsi da fare per cercare di smuovere una città che ormai sembra crogiolarsi nei suoi infiniti degradi.

 

Certo il fatto che alla misurazione sembrerebbe aver partecipato anche il Sindaco Raggi, seppur a titolo personale, come informa Paolo Bellino, avrà spinto gli organizzatori a non calcare la mano, ad usare grande benevolenza nei confronti di chi, invece, se lo volesse con un’ordinanza contingibile ed urgente potrebbe bloccare da domani tutti i veicoli diesel a Roma.

Provvedimento esagerato si dirà, senz’altro, ma da qui a non chiedere niente a chi istituzionalmente avrebbe la responsabilità di vigilare sulla salute pubblica ce ne passa.

Viene anche da chiedersi come faccia a dormire sonni tranquilli senza prendere alcun provvedimento serio contro l’inquinamento un Sindaco che ha partecipato in prima persona alla misurazione dei livelli fuorilegge degli inquinanti, come se ci fosse uno sdoppiamento di personalità tra una movimentista che bazzica saltuariamente i centri sociali ed il Sindaco della capitale d’Italia che, per dirne due, ancora non trova il coraggio di far pagare l’IMU sui beni ecclesiastici ed ha trasformato il progetto del nuovo stadio della Roma nell’ennesima speculazione edilizia in perfetto stile romano.

 

Noi non abbiamo ricette infallibili per affrontare un problema tanto grave quanto l’inquinamento atmosferico, ma sappiamo che continuando a non far nulla, o rimandando qualcosa a tra sei anni, le persone a Roma continueranno ad ammalarsi ed a morire d’inquinamento.

Se proprio i motori diesel sono così dannosi i città, andrebbero fin da subito istituiti disincentivi al loro utilizzo, ad esempio penalizzandoli progressivamente nei permessi ZTL, o cominciando a vietarli per taxi e NCC.

Inoltre ci sarebbe tutto il parco autobus ATAC che va a gasolio e visto che l’amministrazione da mesi sbandiera l’acquisto imminente di centinaia di nuovi autobus, perché non prenderli a gas abbattendo così drasticamente una delle componenti maggiori d’inquinamento? A Madrid da anni la flotta autobus local è per oltre la metà fatta di veicoli a gas. Quanto dovremo metterci a Roma per fare la stessa cosa?

 

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