Sembra che la proposta di un tapis roulant sotto al Traforo stia andando avanti, incredibilmente!

Per il Traforo di via Milano si continua a parlare di un'inutile e problematica passerella mobile, mentre la soluzione sarebbe un semplice ridisegno degli spazi

Dell’idea di installare un tapis roulant all’interno della galleria del Traforo parlammo a giugno dello scorso anno, quando la proposta venne avanzata da Massimo Bertoni, presidente della Federmoda Roma.

Così ne scrivevamo:

È quindi la proposta del tapis rulant da sostenere?

Noi non lo crediamo e il primo motivo che ci viene in mente è che un’infrastruttura del genere, manutenuta e gestita dal pubblico, a Roma avrebbe scarsissime possibilità di funzionare in maniera affidabile. Vi sono infatti, e purtroppo, le centinaia di impianti di traslazione delle stazioni della metropolitana a dimostrare quanto sia difficile a Roma mantenere funzionanti impianti del genere.

Ma vi sono ragioni ulteriori per non accogliere con favore la proposta del tapis roulant e la principale è che il Traforo va reso complessivamente un passaggio più agevole per tutte le componenti deboli della mobilità cittadina, ovvero pedoni, biciclette, monopattini, ecc.

 

E ancora:

A nostro avviso per rendere il Traforo più appetibile per i pedoni va anzitutto cambiata la distribuzione degli spazi, creando una corsia carrabile in ognuno dei due sensi della dimensione minima possibile, realizzando uno spazio ciclabile nei due sensi di marcia e destinando l’eventuale spazio residuo ai marciapiedi.

Va poi sostituita la pavimentazione carrabile realizzando una copertura con asfalto fonoassorbente, in modo da minimizzare i rumori prodotti dai veicoli, e allo stesso scopo va assicurato il rispetto del limite di 50 km/h mediante installazione di un dispositivo di controllo elettronico della velocità.

Per minimizzare infine l’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli, si potrebbe pensare ad un impianto di ventilazione che crei dei flussi in entrata e uscita dalla galleria, oltre che prevedere pulizie periodiche sia della volta che della carreggiata (le polveri che si depositano a terra vengono risollevate dai veicoli in transito).

 

Pensavamo che un’idea tanto bislacca fosse stata definitivamente accantonata e invece una decina di giorni fa se ne è tornati a parlare in una seduta delle commissioni capitoline congiunte turismo e mobilità, con tanto di intervento dell’assessore Patanè che si sarebbe detto possibilista sulla realizzazione del tappeto mobile.

Va detto che l’assessore ha subito fatto presente sia il problema di come finanziare una tale opera (project financing?), che quello di individuare un responsabile della gestione e manutenzione, escludendo possa essere ATAC in quanto l’impianto non è situato in una stazione della metropolitana.

Inoltre Patanè avrebbe contestualizzato la proposta nell’ambito delle attività di ridefinizione degli assi di via Nazionale e Corso Vittorio, cogliendo l’occasione della realizzazione della tramvia Termini-Vaticano-Aurelio (TVA). In tale ottica un intervento che migliori il collegamento tra via Nazionale e la zona del Tridente avrebbe senso, secondo l’assessore.

 

Assolutamente condivisibile l’idea di provare a ripensare le arterie dove passerà la tramvia TVA ed ottimo aver voluto creare un gruppo di lavoro interdisciplinare insieme all’università La Sapienza.

Ma per noi la proposta di passerella mobile all’interno del Traforo rischia di peggiorare la situazione, con l’ormai conclamata incapacità a Roma di gestire gli impianti di traslazione e soprattutto considerando che l’impianto non migliorerebbe in nulla la condizione delle altre componenti dolci della mobilità (biciclette e monopattini, che ad oggi il tunnel possono percorrerlo solo in un senso di marcia!?!).

 

Suggeriremmo quindi all’amministrazione tutta di mettere da parte idee ad effetto prive di una visione d’insieme dei problemi e nel caso specifico del Traforo di realizzare una diversa distribuzione degli spazi che contenga la componente veicolare, sia in termini di spazi che di inquinamento atmosferico e acustico, e dia nuova dignità a tutte le componenti deboli della mobilità.

Un tale intervento avrebbe un costo alquanto contenuto, sarebbe di immediata realizzazione e non avrebbe problemi di gestione o manutenzione.

 

 


L’immagine di copertina è di Roberto Ventre.

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