Roma: l’unica città dove si continua a morire per strada con le strade vuote

Solo qualche giorno fa abbiamo riparlato di sicurezza stradale, cogliendo l’occasione della diretta Facebook organizzata dalla presidente del Municipio VII, Monica Lozzi.

Nel pezzo scrivevamo:

Uno dei più gravi che affligge Roma è relativo alla sicurezza stradale, con numeri che pongono la città in cima alle classifiche mondiali di quelle più pericolose.

In queste settimane sembra fuori luogo pensarci, guardando le immagini di strade e piazze completamente prive di persone e veicoli. Eppure prima o poi si tornerà a circolare e senza tema di smentita si ricomincerà a contare morti e feriti a decine, con numeri paragonabili a quelli del COVID19 a Roma.

 

Ci sembrava effetivamente un po’ fuori luogo parlare della mattanza pedonale di Roma quando il transito di pedoni e veicoli sulle strade si è ridotto praticamente a zero.

 

Ma come al solito la realtà ha superato la fantasia e ieri si è verificato l’ennesimo investimento a morte di un pedone da parte di un automobilista.

È accaduto in via Ostiense, all’altezza di via Pellegrino Matteucci e in prossimità del ponte della ferrovia.

 

foto da Street View di Google

 

Sulle strisce pedonali mostrate nell’immagine un uomo di 73 anni è stato investito da un van ed è morto sul colpo.

Gli articoli di stampa scrivono che le cause dell’incidente sono in corso di accertamento. Sarà stata l’eccessiva velocità del mezzo, la distrazione dell’autista, che magari stava usando il cellulare, o chissà quale altre causa o concorrenza di cause (l’automobilista è risultato negativo ai test su droghe e alcol).

Rimane la terribile constatazione di una città in cui i pedoni riescono a morire sulle strade anche quando queste sono quasi completamente vuote.

 

Riguardo questo apparente controsenso tra strade vuote e incidenti che continuano a verificarsi, ci siamo ricordati di un commento che durante la già citata diretta facebook della presidente Lozzi aveva lasciato Alfredo Giordani, vice presidente Consulta per la Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità.

Scriveva il Giordani il 30 marzo scorso:

Restrizioni mobilità hanno portato riduzione traffico ma pericoloso aumento velocità. Polizia Locale non fa più prevenzione stradale. Urgono strumenti tecnologici come tutor e Velox fissi. Oltre a strutture fisiche di moderazione traffico. Poi isole salvagente per attraversamenti più estesi e rifacimento strisce sbiadite.

 

Neanche fosse un profeta, quattro giorni dopo il suo avvertimento è caduta l’ennesima vittima delle strade romane.

 

Non sappiamo più come scriverlo della terribile responsabilità che ha l’attuale amministrazione nella mattanza pedonale in corso a Roma ormai da troppi anni.

La strage non è certo iniziata con loro, ma essi si sono presentati come i paladini della sicurezza stradale e fin dall’inizio hanno riempito le loro bocche di proclami che poi non si sono mai trasformati in azioni concrete.

Nel novembre 2017 ci eravamo spinti a titolare: “Un Sindaco sporco di sangue” con qualche dubbio di esagerare.

Altro che esagerare: passati altri due anni la situazione è se possibile anche peggiore, con centinaia di morti in più e tanti altri che continueranno a morire.

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