Prorogata la disattivazione dei varchi ZTL, anche se non ha senso

I varchi ZTL aperti contrastano con tante altre decisioni già prese dall'amm.ne. C'è poi la questione dei permessi pagati ma non usufruiti che qualcuno dovrebbe affrontare

Come previsto, l’amministrazione capitolina ha deciso di prorogare fino a fine agosto lo spegnimento dei varchi ZTL del centro storico e di Trastevere.

Si è deciso così di acoogliere le richieste di tanto commercio del centro storico che continua a ritenere che la ZTL faccia perdere loro clienti. Nessuno, però, si è domandato dove questi veicoli potranno sostare.  Le rappresentanze degli esercenti non si sono mai preoccupate del problema parcheggi ben sapendo che, visto il molto limitato numero di posti auto regolari a disposizione, la gran parte di chi arriva non potrà che lasciare la propria auto nei modi più disparati, degradando tanti luoghi del centro storico e costituendo un potenziale pericolo per gli altri utilizzatori delle strade.

Piuttosto che chiedere l’apertura della ZTL gli esercenti del centro molto meglio farebbero a suggerire di sfruttare meglio l’enorme parcheggio del Galoppatoio che, con i suoi oltre 2000 posti auto, potrebbe rappresentare la risposta alla domanda di sosta in centro storico. Si potrebbero richiedere tariffe di maggior favore in questo momento, con l’amministrazione che potrebbe farsi forte del ridicolo canone di affitto pagato da anni dal concessionario (900 euro al mese!?!) e la struttura potrebbe essere meglio collegata con apposite navette che percorrano tutto il centro storico.

 

… aprire la ZTL non serve a nulla, se non a creare traffico “a monte” (perchè tutti si sentiranno in diritto di “provare” ad andare a via del Corso in auto) e a penalizzare il trasporto pubblico (bus e soprattutto taxi) che invece in questa fase andrebbe sostenuto, rendendo quindi di fatto il centro meno accessibile.

Queste non sono le parole di qualche consigliere di opposizione, bensì il pensiero di Enrico Stefàno, presidente della commissione mobilità in Comune, appena saputo della decisione del Sindaco Raggi di prolungare la disattivazione dei varchi.

 

Alle sue considerazioni noi aggiungiamo la domanda, rivolta in particolare al sindaco Raggi che da giorni si è messa a fare la madrina/valletta alle presentazioni di servizi di sharing di monopattini, su dove dovranno transitare tutte le migliaia di monopattini in arrivo a Roma, insieme alle tante bici che l’amministrazione si aspetta comincino ad utilizzare le nuove piste ciclabili in via di realizzazione, se le strade del centro saranno ingombre di veicoli in transito e sosta.

Un’altra domanda riguarda il combinato disposto della proroga della disattivazione della ZTL con il provvedimento allo studio per ampliare di molto le OSP sottraendo, dove possibile, spazio alle auto in sosta. Di nuovo non si capisce dove tutti i veicoli che accederanno in centro storico verranno parcheggiati se i posti regolari sono già scarsi per gli abitanti del centro e verranno ulteriormente diminuiti per far spazio ai tavolini.

 

Ricapitolando: per rispondere alla mobilità in epoca COVID19 da una parte vengono sbandierate le nuove ciclabili “transitorie” che sperabilmente porteranno più ciclisti nelle zone centrali della città, vengono inaugurati in pompa magna servizi di sharing con alcune migliaia di monopattini che cominceranno a percorrere le nostre strade e viene incrementata la flotta ATAC introducendo qualche centinaio di bus non di linea. Dall’altra si decide di mantenere spenti i varchi della ZTL consentendo l’accesso a tutti e riempiendo prevedibilmente le strade di veicoli privati e nel contempo si pensa di eliminare una parte della sosta regolare per consentire ai locali di allargarsi sulle strade per mantenere distanti i propri tavoli.

 

Che tutti questi provvedimenti non possano essere coniugati insieme lo capisce anche un bambino, ma evidentemente l’amministrazione Raggi preferisce accontentare qualche lobby singolarmente piuttosto che pensare al bene della città e dei cittadini.

 

Da ultimo una considerazione che il sindaco dovrebbe fare per primo se avesse un minimo rispetto per la città.

I titolari dei permessi di accesso alle ZTL pagano ogni anno canoni molto salati al Comune. Di seguito qualche esempio:

 

 

Considerato che con l’ultima proroga fino alla fine di agosto i titolari di permesso ZTL non l’avranno utilizzato per circa sei mesi, il Comune dovrebbe o procedere con un rimborso per la parte di canone non usufruito oppure prolungare la validità dei permessi per un periodo pari alla durata dello spegnimento dei varchi.

Ovviamente nessuno dell’amministrazione ha accennato a questa ipotesi, ché tanto i residenti del centro sono tutti benestanti e non c’è problema a spennarli un po’. Non ci ha pensato il sindaco Raggi, per la quale o sei lobby oppure non esisti, ma non ci ha pensato neanche la presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, che in teoria dovrebbe rappresentare la stragrande maggioranza dei titolari di permesso ZTL.

Purtroppo la Alfonsi non si è mai appassionata alla difesa dei cittadini da lei rappresentati, specialmente quando ci sarebbe da tutelarli contro ingiustizie economiche da parte dell’amministrazione. Ce la ricordiamo del tutto silente quando l’amministrazione Marino aumentò a dismisura i canoni ZTL e la ritroviamo oggi del tutto assente quando ci sarebbe da riconoscere a moltissimi dei suoi rappresentati il giusto ristoro per un servizio non usufruito.

D’altronde lo sanno tutti che l’unico vero interesse della presidente Alfonsi è il commercio del centro storico, particolarmente quello più deteriore a cui lei e la sua maggioranza lisciano il pelo dal primo giorno del precedente mandato.

 

Questa storia dei permessi ZTL regolarmente pagati ma non usufruiti rischia di sfociare in una class action se qualcuno dell’amministrazione non si deciderà ad affrontarla. Sull’assessore alla mobilità non si ripongono speranze, tanto scarsa è la sua figura, e lo stesso dicasi del presidente Stefàno, troppo impegnato a star dietro a tutte le questioni connesse alla mobilità. Dovrebbe occuparsene lo stesso sindaco Raggi ma figuriamoci se lo farà.

Scommettiamo che si andrà in tribunale e il Comune soccomberà?

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