Nella giungla stradale romana si fanno anche meno multe

Nel 2022 solo un terzo delle sanzioni per sosta vietata rispetto al 2019, mentre continuano le linee tram e bus sospese per sosta selvaggia. Cos'altro occorre al sindaco per sostituire il comandante dei vigili?

Dove sono i vigili a Roma e cosa fanno i quasi seimila agenti di cui è composto il corpo?

La prima domanda è abbastanza comune tra i romani, ma ora anche la seconda assume grande rilevanza, dopo la notizia del crollo nel numero di verbali per sosta vietata elevati nel corso del 2022.

L’informazione è emersa grazie ad un accesso agli atti fatto dal consigliere di Assemblea Capitolina Federico Rocca, di Fratelli d’Italia, il quale presiede anche la Commissione Trasparenza.

Dai dati forniti dalla Polizia Locale all’on. Rocca risulta che nel 2022 sono stati elevati poco più di 82mila verbali relativi alla sosta vietata, un numero che è circa un terzo di quanto fatto l’ultimo anno raffrontabile, ossia il 2019 (non considerando il 2021 e 2022 per l’emergenza COVID), quando i verbali furono quasi 230mila.

Cosa possa aver portato ad un tale crollo non è dato saperlo. L’unica ipotesi che ci sentiamo di fare è che in periodo post-COVID ci possa essere stata una generale tendenza ad andarci un po’ piano con le sanzioni ai veicoli, volendo considerare il fatto che in molti abbiano voluto evitare gli affollamenti tipici del trasporto pubblico.

Non abbiamo prove che ci siano state indicazioni in tal senso da parte dell’amministrazione capitolina, ma d’altronde il corpo di Polizia Locale è alle dirette dipendenze del sindaco e quindi delle due l’una: o l’indicazione, magari del tutto informale, ad andarci piano con le sanzioni è venuta dallo stesso sindaco, oppure quest’ultimo esercita tanto poco il suo potere di controllo sul corpo da lasciarlo fare un po’ quello che vuole.

D’altronde non possiamo pensare che la sparizione di due terzi dei verbali per sosta selvaggia possa essere passata inosservata sia presso il comando della Polizia Locale che nell’ambito dello staff del sindaco incaricato di gestire i rapporti col corpo.

 

La motivazione che ha spinto l’on. Rocca a richiedere il numero di verbali per sosta vietata è stata il perdurare della sospensione di linee tram e bus del TPL a causa di veicoli in sosta d’intralcio. Stando ai tweet pubblicati dall’utenza @infoatac, nel 2022 vi sono state quaranta sospensioni di linee tram e circa venti deviazioni di linee bus, tutte per veicoli in sosta d’intralcio. Va detto che purtroppo tali interruzioni del servizio avvenivano anche prima del drastico calo delle sanzioni per sosta vietata, ma è indubbio che un allentamento nei controlli non può che peggiorare la situazione.

E infatti la situazione è, incredibilmente, in continuo netto peggioramento, stante che negli ultimi quattro giorni vi è stata un’interruzione dei tram per sosta selvaggia al giorno:

 

 

La drastica diminuzione nel numero di verbali per sosta vietata nel 2022 non appare essere stata compensata da una maggiore attenzione ad altre fattispecie del codice della strada, visto che a Roma vi è un evidente totale abbandono del territorio da parte delle forze di polizia.

Il risultato più grave di queste irresponsabili politiche lassiste è la strage stradale in corso da anni a Roma, con gli ultimi due pedoni investiti a morte negli ultimi due giorni.

 

Tornando a chi possa essere attribuita la responsabilità della diminuzione dei verbali, noi non vediamo come possa scamparsela il comandante Angeloni, a meno che egli non possa produrre prova che ciò sia avenuto su esplicita richiesta del sindaco.

 

Detto che per noi rimane un punto fermo la necessità di procedere alla sotituzione del comandante generale della Polizia Locale, non possono essere sottaciute le gravi responsabilità che ha anche il sindaco nell’attuale disastroso stato di cose. Il corpo di Polizia Locale risponde infatti direttamente al sindaco e quindi quest’ultimo è l’unico ad avere la possibilità di indirizzare le azioni degli agenti, fornendo le priorità a cui questi devono attenenrsi.

La Polizia Locale allo sbando che vediamo (o meglio non vediamo) tutti i giorni a Roma non può quindi che essere responsabilità del sindaco. Sta a lui rendersi conto dell’insostenibile situazione cittadina e decidersi ad imprimere una necessaria svolta all’intero corpo.

Quello che occorre è un’operazione sul genere di quella fatta dal sindaco Ignazio Marino, quando sostituì il comandante della Polizia Locale con un esterno al corpo, ma purtroppo la netta impressione è che il sindaco Gualtieri non abbia il coraggio necessario per una tale svolta.

Oltre, infine, a far funzionare meglio l’esistente, il sindaco dovrebbe mettere in campo un serio programma di potenziamento del corpo di Polizia Locale, da anni molto al di sotto della pianta organica prevista. Anche su questo fronte non si prevede nulla di serio e il previsto concorso per assumere circa 800 nuovi agenti non è che un pannicello caldo buono solo a mantenere lo status quo.

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