Lo strano intervento di via della Frezza

Torniamo ad occuparci dell’intervento di rifacimento di via della Frezza, dopo averne sollevato alcune criticità alla vigilia del Natale scorso, prima fra tutte il fatto che in pieno centro storico si facesse ancora la copertura dei marciapiedi ad asfalto.

I lavori sulla strada sono iniziati il 10 novembre u.s., proposti, finanziati ed eseguiti a cura di un privato nell’ambito dell’iniziativa “Roma Sei Mia” del Municipio I. È questa infatti la modalità individuata dal Municipio per permettere a privati di finanziare interventi sul patrimonio pubblico, sempre sulla base dell’esistenza di un interesse pubblico.

Peccato che l’interesse pubblico nel caso dell’intervento in via della Frezza non sia stato chiaramente rilevato, non presentando la strada criticità particolari, soprattutto confrontandola con lo stato della gran parte delle altre strade del centro storico, e non essendo stata chiamata alcuna commissione consiliare a rilevarlo, come invece espressamente previsto dalla delibera istitutiva di “Roma Sei Mia”.

Quello che senz’altro non manca è l’interesse di un privato in questa operazione, così come chiaramente e dettagliatamente espresso in questa intervista risalente a luglio del 2015.

Tutto legittimo, per carità, benedetto anzi il privato che ci mette del suo per riqualificare pezzi di città, purché però le istituzioni facciano il loro dovere e le verifiche ed i controlli necessari.

Verifiche e controlli che forse nel caso di via della Frezza non devono aver funzionato molto bene.

Oltre ai rilievi già esposti nel post precedente, ora emerge anche la stranezza del mancato coinvolgimento dell’Ufficio Città Storica in un intervento simile, laddove probabilmente quell’ufficio aveva già un progetto pronto da realizzare per via della Frezza, essendo la strada inserita nell’ambito del Tridente già interessato da numerosi interventi, peraltro tutti caratterizzati dall’assenza di asfalto sui marciapiedi. Se l’Ufficio Città Storica ha previsto ovunque l’utilizzo di pietre varie per le coperture sia stradali che dei marciapiedi, perché al privato si è autorizzato l’utilizzo del vilissimo asfalto?

L’ulteriore elemento di preoccupazione al momento è che i lavori sulla strada sembrano conclusi, non essendoci più operai o mezzi in giro, ma l’assetto della via appare tutt’altro che terminato. Se infatti i marciapiedi sembrano terminati, pur con la brutta colata di catrame, la carreggiata appare parte a sampietrini e parte in asfalto. La cosa che più preoccupa è però il fatto che nella parte di strada verso via Ripetta la carreggiata ha una quota superiore a quella del marciapiede, lasciando prevedere che alla prima pioggia i marciapiedi verranno completamente allagati.

Stando all’Ufficio Tecnico del Municipio i lavori sulla strada non sono completati e lo saranno solo al completo rifacimento della pavimentazione stradale. Ci si chiede però: quando ciò avverrà? C’è stata forse un’interruzione dei lavori per le festività di Natale? Può un privato sequestrare un’intera strada, precludendone l’accesso ed il transito ai veicoli, per un tempo indefinito?

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Viene da pensare che il privato in questo caso abbia interpretato in senso letterale l’iniziativa “Roma Sei Mia”, come a dire: pago io e quindi quel pezzo di Roma diventa mio. Chi glielo spiega che non è esattamente così? Il Municipio appare incapace, o non disposto, a farlo, mentre al Comune sembra non abbiano occhi o orecchi per rendersi conto di quanto avvenga in pieno centro cittadino.

 

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Una risposta

  1. Visto che i nuovi marciapiedi sono a raso col manto stradale, tanto varrebbe rimettere in pristino i luoghi.
    Probabilmente vorrebbero risolvere il problema del carico e scarico col classico sistema di salire sul marciapiede (Babuino docet)

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