L’invasione dei bacarozzi

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Vorranno perdonarci i conducenti delle auto a noleggio se usiamo il termine “bacarozzi” per indicare i loro veicoli, ma esso si addice molto bene sia alla loro forma, in genere dei grossi furgoni neri, sia alla loro troppo spesso fastidiosa invasività.

 

In passato ci siamo già occupati di NCC, ad esempio in occasione di una prima all’Opera nel 2016, dando conto di come un tale servizio possa essere estremamente invasivo se non debitamente regolamentato e controllato.

Sulla regolamentazione ogni tanto qualcuno prova a mettere dei paletti ad un’attività che spesso rischia di fare concorrenza sleale ai taxi, l’ultima volta l’attuale governo a fine 2018, ma in genere finisce a tarallucci e vino, con le lobby dei tassisti e degli NCC a fronteggiarsi per vedere chi riesce a farsi sentire più forte da una politica incapace di guardare ai soli interessi pubblici.

Dei controlli invece non si vede traccia, anche perché reprimere i comportamenti illeciti di certi autisti è oggettivamente difficile.

Come si può infatti impedire ai bacarozzi di sostare stabilmente in prossimità dei maggiori alberghi o delle attrazioni turistiche più importanti?

Di seguito due immagini dell’esterno dell’Hotel Hassler e di piazza Trinità dei Monti.

 

 

Un’altra pessima abitudine sempre più invalsa nella categoria, in parte copiata dai da loro odiati tassisti, è quella di fermarsi in mezzo alla strada occupando la carreggiata per caricare o scaricare i passeggeri senza alcun riguardo per chi viene bloccato dai loro veicoli.

 

Di seguito un esempio di quello che sempre più spesso avviene nell’area del Tridente dove, complice la scarsa presenza di veicoli in transito, gli autisti degli NCC si arrogano il diritto di fermarsi in mezzo alla strada per un tempo indefinito con la scusa che stanno lavorando.

 

 

In situazioni del genere, stante l’impossibilità di ricorrere a qualche agente di polizia (specie quasi estinta in certe zone della città, a dispetto della loro delicatezza), ogni tentativo più o meno cortese di liberare la strada viene accolto con spocchia ed insolenza, avendo gli autisti la certezza che nella peggiore delle ipotesi potranno essere invitati da qualche agente a spostare il loro mezzo.

 

Si tratta dell’ennesimo esempio della giungla che la citta di Roma è diventata, un luogo dove la prepotenza la fa ormai da padrona senza che le istituzioni appaiano in grado di mettere un freno. Purtroppo in queste situazioni è fin troppo facile che le cose precipitino e non ci sarà da stupirsi se un giorno di questi si registrerà una qualche violenza che vedrà coinvolto un autista di NCC.

 

Sollecitare l’intervento dei vigili per queste situazioni ci sembrerebbe davvero inutile, stante la loro evidente incapacità di comprendere le conseguenze che certi malcostumi possono avere sulla civile convivenza, ma non abbiamo alternative a farlo, nella speranza che prima o poi tornino ad assicurare un minimo rispetto delle norme.

 

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