Linee programmatiche del sindaco Gualtieri: non partiamo bene

Il documento che verrà approvato martedì in Assemblea Capitolina appare abbastanza confuso e privo di alcuni elementi fondamentali nei vari temi trattati. Sulla carta la Raggi aveva fatto meglio (salvo i disatri nell'esecuzione)

Martedì della prossima settimana il sindaco Gualtieri presenterà in Assemblea Capitolina le linee programmatiche per il mandato amministrativo 2021 2026.

Noi l’abbiamo letta la proposta di documento, approvata dalla Giunta Capitolina l’11 novembre, e purtroppo dobbiamo dire che non l’abbiamo apprezzata particolarmente.

Anzitutto abbiamo trovato la forma inadeguata: eccessivamente vaga e una sequela di slogan e concetti banali. Scorrendo il sommario sembra di leggere uno di quei menù moderni, quelli dove una semplice pasta al pomodoro viene presentata come “Fantasia di conchiglie al sapore di pomodoro e odore di basilico”.

 

Riguardo invece il contenuto, è una lunga lista di buoni propositi spesso slegati l’uno dall’altro. Vi sono ovviamente moltissime cose del tutto condivisibili, ma trattandosi di linee programmatiche noi ci saremmo aspettati una visione di più alto livello, indicazioni strategiche da cui poi far derivare le azioni pratiche. E troppe di queste indicazioni non le abbiamo proprio trovate.

Qualche esempio.

 

Parlando di rifiuti, non vengono neanche menzionate le principali due pratiche di una corretta gestione dei rifiuti, ovvero la riduzione e il riuso. Nulla il documento dice infatti rispetto alla necessità di pianificare azioni per contenere la produzione di rifiuti, ad esempio prevedendo misure per la riduzione degli imballaggi o per l’agevolazione delle pratiche di riuso degli oggetti.

 

Riguardo invece la mobilità, questo è l’incipit del paragrafo dedicato:

L’obiettivo cardine attorno a cui cambieremo l’accessibilità e la mobilità a Roma è la riduzione dei costi per i cittadini e per l’ambiente del sistema attuale.

L’obiettivo cardine è la riduzione dei costi per i cittadini?!? Ma non dovrebbe essere invece la possibilità per i cittadini di muoversi in sicurezza, con tempi certi di percorrenza e con un ventaglio di modalità tali da soddisfare le diverse esigenze?

Inoltre nella sezione dedicata alla mobilità non vi è nessun accenno al fatto che Roma ha un numero record di autovetture private e che questo è uno dei maggiori problemi da affrontare per migliorare efficacia ed efficienza del trasporto pubblico. Sulla sharing mobility ad esempio, strumento principe per ridurre la detenzione di mezzi privati di spostamento, c’è solo un laconico “… potenziamento dei servizi di sharing … “.

Nessuna trattazione specifica anche della necessità di assicurare pari diritti di mobilità ai disabili, cosa alquanto grave in una città come Roma che sul tema è all’anno zero.

 

Segnaliamo infine che nonostante il gran parlare in campagna elettorale di partecipazione dei cittadini, nelle linee programmatiche il tema non viene proprio affrontato, se non in modo incidentale qua e là.

 

Al momento della presentazione della Giunta Capitolina avevamo parlato di “roba di media qualità“, ben lontana dalla compagine di alto profilo vantata da Gualtieri. Per queste linee programmatiche diremmo invece che si tratta di un compitino di scarsa qualità, senz’altro privo dello spessore necessario per essere l’architrave a partire dal quale risollevare Roma dal disastro in cui si ritrova.

 

La cosa che preoccupa di più è che se andiamo a vedere cosa aveva proposto Virginia Raggi al momento del suo insediamento, vi ritroviamo ben esplicitate alcune delle cose che oggi mancano nel programma di Gualtieri.

Alla prevenzione della produzione dei rifiuti la Raggi aveva dedicato un paragrafo apposito:

4.2 LA PREVENZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI

La prevenzione della produzione dei rifiuti dovrà essere attuata attr
averso un percorso culturale di
sensibilizzazione e informazione ai cittadini sulla riduzione dei rifiuti, minimizzando gli usa e getta

nelle attività commerciali/mense/scuole/uffici.

 

Sulla mobilità l’approccio del documento della Raggi era quello corretto:

Per risolvere problemi lontani e complessi, peraltro aggravatisi nel corso degli anni, non sarà sufficiente adottare singole misure, ma serviranno una serie di idee e azioni integrate con effetti sulla mobilità progressivi nel tempo, che cerchino in primis di avviare il rilancio del trasporto pubblico e il disincentivo all’utilizzo del mezzo privato.

 

C’era anche un paragrafo dedicato all’accessibilità per tutti:

2.2 ACCESSIBILITÀ

Una città fruibile per tutti è, innanzitutto, una battaglia di civiltà. Roma deve diventare finalmente una

città accessibile a tutti, consentendo ai disabili motori temporanei o permanenti, ai non vedenti, agli

ipovedenti, ai sordi, agl
i anziani, alle famiglie con passeggini, ai turisti con valigie, di poter circolare
liberamente.

 

È vero che la Raggi nei cinque anni di governo le ha ignorate tutte le linee programmatiche che aveva proposto, ma le va dato atto che in gran parte erano quelle giuste.

 

Con Gualtieri ora possiamo sperare che faccia il contrario, ossia che lasci la mediocrità delle sue linee programmatiche sulla carta e si esprima in un’azione di governo improntata ai corretti obiettivi strategici. Viene però il dubbio che tali obiettivi ce li abbiano chiari Gualtieri e i componenti della sua Giunta e il fatto che molti di essi manchino nel documento che verrà approvato martedì dall’Assemblea Capitolina non è un buon viatico per la nuova amministrazione.

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Una risposta

  1. Si conferma la distanza siderale tra il politico Gualtieri, tutt’altro che avaro di ampie circonlocuzioni che lasciano il nulla, e le reali necessità, peraltro evidenti, della città e dei suoi cittadini.

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