L’emergenza incendi non è finita e il sindaco non appare credibile nell’affrontarla

L'ultimo gravissimo incendio nel parco di Centocelle ha di nuovo evidenziato le responsabilità dei 5 anni di nulla della Raggi. Gualtieri non dà comunque l'impressione di saper affrontare anche questa di emergenza

L’impressionante incendio scoppiato a Centocelle due giorni fa ha colpito tutti per la sua vastità e gravità. Le fiamme sarebbero partite da alcune sterpaglie per poi coinvolgere alcuni autodemolitori i cui depositi hanno generato fiamme enormi e fumi neri.

È molto probabile che l’incendio sia stato causato dall’uomo, ma se intenzionalmente o meno è ancora da verificare.

Per quel che conta, ad avviso di scrive la causa più probabile è un mozzicone di sigaretta gettato da un’auto in corsa, una pratica che si continua a vedere comunemente ma che, con la siccità e le sterpaglie presenti ovunque, risulta a dir poco criminale.

 

A giudicare dalle reazioni su stampa e social, la città non ha giudicato il sindaco responsabile di questo ennesimo incidente, benché si sia accentuato il clima di scoramento di molti che stanno già perdendo le speranze sul fatto che Gualtieri possa portare Roma fuori dalle tante emergenze in atto.

In effetti non è colpa di Gualtieri se a Roma sono ancora presenti delle vere e proprie bombe ecologiche pronte a scoppiare anche per una semplice disattenzione.

La presenza degli autodemolitori nell’area del parco di Centocelle è infatti un problema pluridecennale che nel 2017 il primo assessore all’ambiente della giunta Raggi, Paola Muraro, dava praticamente per risolto. Purtroppo invece le cose sono andate diversamente, con un balletto di responsabilità tra Regione Lazio e Comune di Roma e con quest’ultimo che nel 2020 ha avuto torto dalla Corte costituzionale rispetto alla contestazione della normativa regionale.

In sostanza il Comune di Roma avrebbe dovuto provvedere entro il 2020 allo spostamento di tutti gli autodemolitori, inclusi quelli del parco di Centocelle, nelle zone individuate come idonee ma non lo ha fatto.

L’ultimo assessore all’ambiente della giunta Raggi, Katia Ziantoni, in un’intervista del 2021 ha fatto presente una serie di problemi che come amministrazione si sono trovati davanti, ma la sostanza è che anche sull’atteso spostamento degli autodemolitori i cinque anni della Raggi sono stati completamente persi.

 

Venendo all’amministrazione attuale, seppur comprensibilmente non si può buttare la croce addosso al sindaco Gualtieri, vi sono delle responsabiità a cui egli non può sottrarsi. Ad esempio, che a Roma vi siano delle vere e proprie bombe ecologiche pronte a scoppiare in caso di incendio non può più essere una sorpresa da affrontare in emergenza.

Che in estate, e soprattutto in un’estate secca come quella attuale, gli incendi possano scoppiare con estrema facilità è cosa notoria, ma concentrazioni di materiali infiammanti ed inquinanti come gli autodemolitori, o anche gli impianti di trattamento rifiuti, dovrebbero essere monitorati con estrema attenzione e sottoposti a controlli stringenti affinché eventuali casualità possano essere circoscritte e non generare incendi come quello di sabato scorso.

Si dovrebbe partire da una ricognizione delle situazioni di maggiore pericolo per poi analizzarle una per una e predisporre piani di contenimento del rischio.

In pratica andrebbe fatta della buona prevenzione, qualcosa che a Roma non è mai andata molto di moda e questo è alla base di tanti problemi cittadini.

 

Il sindaco Gualtieri nella giornata di ieri ha rilasciato una breve intervista al TG1 dove ha voluto rassicurare sull’impegno che l’amministrazione capitolina sta mettendo per evitare il verificarsi di incidenti come il grande incendio al parco di Centocelle.

Ebbene a noi quell’intervista non ha rassicurato per niente, dimostrando invece che il sindaco non abbia per nulla le idee chiare su come affrontare l’emergenza incendi a Roma.

Ha detto infatti Gualtieri:

… noi stiamo lavorando con grande intensità sul fronte della prevenzione …

Ma poi, al momento di dettagliare in cosa tale prevenzione consisterebbe ha detto:

“… si rafforzeranno le azioni di prevenzione in tutte le zone a rischio, interverremo … con un piano di potenziamento degli idranti, riapriremo al più presto la discarica di Albano …

 

In cosa dovrebbero consistere le “azioni di prevenzione in tutte le zone a rischio” non è dato saperlo, mentre un piano di potenziamento degli idranti appare alquanto velleitario.

Ma poi che c’entra la riapertura della discarica di Albano con l’emergenza incendi a Roma?

 

Insomma, ancora una volta Gualtieri è apparso impreparato, confuso e poco credibile sulle reali capacità di affrontare le emergenze in atto.

Non è da lui che ci aspetteremmo competenze specifiche sui problemi, bensì da suoi collaboratori, assessori in primis, in grado di maneggiare con dimestichezza le varie materie. Purtroppo l’impressione è che in Comune vi sia ancora un alto grado di impreparazione e improvvisazione, così che molti degli annosi problemi di Roma rischiano addirittura di peggiorare.

Sui tanti fronti caldi che riguardano l’ambiente, ad esempio, il sindaco si sta affidando ad un’assessora che di competenze specifiche ne ha ben poche ed avrebbe il solo merito di aver fatto un pieno di preferenze alle ultime elezioni.

Stante che la sola questione rifiuti richiederebbe una figura superesperta e supercompetente per poter sperare di avere qualche successo, non sarebbe il caso di assegnare alcune responsabilità a persone che abbiano le necessarie competenze e se ne occupino a tempo pieno?

Perché non affidare, ad esempio, la prevenzione degli incendi ad un responsabile che se ne possa occupare a tempo pieno?

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