In attesa della rivoluzione del commercio promessa dalla Lucarelli, tutto rimane uguale

Poche e confuse le informazioni fornite dall'assessore Lucarelli sui temi caldi del commercio, mentre l'abusivismo in materia di OSP continua a prosperare, nonostante la task force

Qualche giorno fa l’assessore al commercio, Monica Lucarelli, ha rilasciato un’intervista a Il Tempo dove il titolista si è esibito con formule drastiche: “Licenze e tavolini, cambio tutto“, “Così rivoluziono il commercio“.

In realtà dal testo delle risposte non sembra che l’assessore abbia utilizzato tali formule, ma d’altronde si sa che i titoli servono ad attirare il lettore.

In sostanza l’assessore ha parlato dell’introduzione di banchi tipo per gli ambulanti romani, dell’attesa di modifiche alle norme nazionali per rinnovare le licenze ambulanti e dello spostamento delle postazioni ambulanti, che dovrebbe essere possibile a fine anno dopo che i Municipi avranno presentato ognuno il proprio piano del commercio ambulante.

Sui tavolini invece l’assessore ha detto che per il 2023 sarà pronto il nuovo catalogo degli arredi grazie al quale non potranno più essere utilizzati i teloni in plastica a protezione degli arredi (in realtà i teli sono già oggi vietati ma la normativa emergenziale COVID ha sospeso il catalogo degli arredi vigente); inoltre i controlli della task force starebbero proseguendo e per i locali pescati di nuovo con ampliamenti sarà comminata la chiusura per più giorni.

Insomma un po’ pochino per giustificare titoli tanto roboanti.

 

A metà luglio l’assessore Lucarelli aveva rilasciato un’intervista anche a Il Messaggero; anche in quel caso aveva annunciato il nuovo catalogo degli arredi e sui tavolini aveva previsto che, terminate le proroghe dell’emergenza COVID (ossia dopo il 31 ottobre p.v.), delle circa 3.000 nuove OSP emergenziali sarebbe rimasto meno del 40%. Questo però vorrebbe dire che circa 1.200 nuove OSP rispetto al pre-COVID rimarrebbero sulle strade, cosa che alle vigenti normative risulta difficile da immaginare.

L’assessore ha anche toccato il tema dell’abusivismo in materia di OSP, ricordando che circa il 75% delle OSP è risultato fuori legge dai controlli effettuati.

Infine in quell’intervista l’assessore ha parlato della possibilità di creare “tavolini condivisi” tra più locali anche nell’ottica di superare i piani di massima occupabilità (PMO) “vecchi di 10 anni”.

 

Dalle due interviste non emergono novità particolari sul commercio cittadino, mentre sui temi più attuali l’assessore dimostra di avere le idee tutt’altro che chiare.

Anzitutto la sua affermazione di voler superare i PMO non appare fondata se non probabilmente sulla totale avversità ai piani dimostrata da tanti esercenti, desiderosi di superare i limiti che la pianificazione dei PMO impone. In realtà i limiti non sono dati dai piani, bensì dalle diverse normative, spesso nazionali, che contengono l’utilizzo del suolo pubblico per fini commerciali.

Quello che fanno i PMO è mettere insieme tutti i criteri e procedere ad una progettazione d’insieme dell’utilizzo dello spazio pubblico di un certo luogo. D’altronde come sarebbe pensabile di concedere lo spazio pubblico di luoghi come piazza Navona o Campo de’ Fiori senza coordinare tra di loro le varie OSP, pianificandole con una visione d’insieme?

 

Riguardo poi ai controlli su “tavolino selvaggio” e all’efficacia della task force creata ad hoc, l’assessore non può dirlo o forse non lo saprà nemmeno, ma le cose stanno andando tutt’altro che bene.

Se infatti da una parte tali controlli stanno confermando tassi del 75/80% di abusivismo di vario tipo in materia di OSP (e solo l’assessore o il sindaco Gualtieri possono stupirsi di ciò, ben sapendolo invece chiunque si sia occupato di OSP a Roma negli ultimi anni), dall’altra le sanzioni non risultano di alcuna efficacia, sempre ammesso che esse siano state lavorate, stante che l’ufficio commercio del Municipio I è oberato di lavoro in maniera drammatica (come affermato dallo stesso Direttore del Municipio I).

 

Per dimostrare che la situazione è ancora del tutto fuori controllo possiamo mostrare il comportamento di un locale in Campo de’ Fiori, prima durante e dopo i controlli che hanno interessato la piazza a metà luglio.

 

L’immagine seguente mostra l’OSP del locale prima dei controlli: 6 file di tavolini con molto spazio fra di loro. Come riferimento nell’immagine è stato evidenziato un tombino e come si può vedere i tavoli lo superano di diversi metri.

 

 

Quella che segue è invece la situazione subito dopo il controllo dei vigili, con rimozione immediata dei tavoli in eccesso. Come si può notare, l’OSP concessa è ben lontana dal tombino.

 

Ed ecco invece come è tornata la situazione dopo qualche giorno dai controlli (i tavoli sono tornati a lambire il tombino e non avranno problemi a superarlo di nuovo):

 

 

 

Il nuovo regolamento in materia di OSP, a cui l’amministrazione sta lavorando, può essere l’occasione per riprendere il controllo sull’utilizzo del suolo pubblico, facendo delle OSP uno strumento di governo del territorio.

Purtroppo l’assessore Lucarelli appare non sufficientemente esperta della materia e molto vicina alle associazioni degli esercenti che, legittimamente, puntano a massimizzare i loro guadagni. Ci sono però numerose normative da tener presente e soprattutto la necessità di compenetrare i legittimi interessi commerciali con il godimento del suolo pubblico da parte di tutti i cittadini.

Il raggruppamento delle Associazioni per una Città Vivibile ha recentemente inviato all’assessore Lucarelli un contributo in vista della stesura del nuovo regolamento OSP. A tuttoggi l’assessore non ha ancora fornito alcun riscontro e se rimarrà silente, come ha già fatto con un precedente messaggio, sarà la dimostrazione che ella non vuole amministrare in vista del bene comune, bensì che vuole rappresentare solo le esigenze del commercio.

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