L'ex sindaco Marino parla del futuro di Roma con il suo ex assessore Caudo, di come la città sta cambiando anche a seguito della pandemia e di come si possa governare questo cambiamento

 

La Città che Cura:
Dialogo pubblico con Ignazio Marino

È il primo incontro pubblico a carattere politico che Ignazio Marino accetta di fare a Roma dal 31 ottobre del 2015 quando è stato dimissionato. Lo ringrazio per questo e so che lo fa, anche se gli costa qualche sacrificio, per la profonda stima e amicizia che abbiamo costruito in questi anni.
Un incontro dove non coltiviamo nostalgia o rancore, ma solo la pratica di una politica a contatto con le persone, la politica che dice quello che fa e fa quello che dice.”

 

Così Giovanni Caudo presenta l’incontro pubblico che oggi pomeriggio lo vedrà insieme all’ex sindaco Ignazio Marino.

 

È un ritorno importante quello di Marino proprio in questo periodo, alla vigilia di elezioni primarie del centrosinistra dove il PD continua a mostrare le stesse dinamiche che nel 2015 lo portarono a dimissionare incredibilmente il proprio sindaco per via notarile.

In questi sei anni non c’è stata infatti alcuna autocritica o analisi da parte del PD di quell’assurda defenestrazione. Anche dal punto di vista dell’impegno del partito e dei suoi esponenti per il bene di Roma, nell’attuale consiliatura capitolina si è vista probabilmente la peggiore opposizione di cui si abbia memoria negli ultimi decenni.

 

Sarà interessante tornare a sentire parlare Marino della città che lui stava cercando di rimettere su binari di rilancio e progresso e proprio per quello è stato fermato dal suo stesso partito. Così come è rilevante che Marino abbia scelto di tornare a presentarsi in pubblico proprio con il suo ex-assessore all’urbanistica ed attuale candidato alle primarie del centrosinistra, come a volergli passare un ideale testimone di buon amministratore per Roma.

 

Noi non abbiamo risparmiato le critiche a Marino quando era sindaco di Roma, con le nostre pagine a testimoniarlo, ma il livello della sua giunta, del suo staff e delle persone che aveva chiamato nelle varie società partecipate e controllate era di un altro pianeta rispetto a quello che siamo stati costretti a vedere in cinque anni di governo M5S.

 

Sarà Giovanni Caudo il nuovo “Marino” per Roma? Perché ciò accada è necessario che il professore vinca le primarie del centrosinistra, in programma domenica 20 giugno.

Purtroppo sembra che il PD stia facendo di tutto per far passare sotto traccia queste elezioni primarie, con il suo candidato che si è finora rifiutato di partecipare a tutti i confronti tra i candidati che diverse realtà cittadine hanno organizzato: prima quello di Pigneto Pop e poi quello di CarteInRegola.

 

Ci si è messa anche la stampa cittadina ad ignorare in gran parte queste elezioni primarie, con i maggiori quotidiani che danno ormai per scontato che sia Gualtieri il candidato del centrosinistra. Emblematico in tal senso è stato un recente articolo di Antonio Polito in cui l’autore non si è neanche sognato di citarle le primarie, bensì parlando di Gualtieri come di uno dei quattro candidati sindaco. Magari quelli che ogni giorno continuano a dare due euro per acquistare il giornale dove scrive Polito meriterebbero di sapere come stanno realmente le cose, ma evidentemente l’autore dell’articolo è talmente “smagato” da non voler far perdere tempo ai suoi ignari lettori con elezioni di cui si conosce già l’esito (sempre secondo Polito).

Questo però conferma una volta di più che una concausa rilevante del degrado in cui annaspa Roma è la presenza di una stampa cittadina inadeguata, inaffidabile e partigiana, quando non collusa con qualche potentato economico.

 

Tornando all’incontro con Ignazio Marino, chissà se Virginia Raggi vorrà approfittare della presenza dell’ex sindaco per scusarsi di persona rispetto alle campagne accusatorie di cui recentemente si è pubblicamente pentita.

O magari potrebbe approfittare di questa presenza Roberto Gualtieri e fargliele lui le scuse a nome del suo partito, così come ha dichiarato recentemente a Di Martedì.

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