Il M5S a difesa delle caste!?!

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Ne abbiamo già parlato l’altro giorno della manifestazione organizzata da un deputato del M5S, Ivan Della Valle, contro l’applicazione della direttiva Bolkestein in Italia.

Ci vediamo però costretti a tornarci oggi perché l’iniziativa che noi auspicavamo fallimentare ha visto la presenza di numerosi esponenti politici di primo piano. Non che questo significhi che essa sia stato un successo, avendo difficoltà ad abbinare la parola “successo” a persone come Brunetta, Gasparri o Fassina (peraltro il povero Brunetta, dichiaratamente dalla parte degli ambulanti rivendicando con orgoglio di provenire da una famiglia di ambulanti, è addirittura riuscito a polemizzare ferocemente, come suo solito, con alcuni ambulanti sulla piazza!?!).

Tra i politici a livello nazionale ha fatto bella mostra di sé anche Luigi Di Maio, colui che viene considerato il Primo Ministro in pectore del M5S, con ciò dimostrando che l’iniziativa non era solo di una parte minoritaria del movimento, bensì viene appoggiata apertamente dai quadri dirigenti nazionali del movimento.

 

di-maio

Per quanto ciò ingeneri in noi un certo sconforto, noi che da sempre vediamo la Bolkestein come l’unica possibilità di un nuovo (e migliore) inizio per tutto l’ambulantato romano, è cosa buona che le posizioni delle varie forze politiche vengano allo scoperto così da conoscere alleati ed oppositori.

Sinceramente non ci saremmo aspettati che una forza come il M5S decidesse di schierarsi in maniera così autorevole contro l’applicazione della Bolkestein, essendo scopo di questa direttiva il superamento di monopoli e rendite di posizioni che da decenni privilegiano pochi fortunati precludendo ogni possibilità ad una moltitudine di nuovi attori economici.

Che i 5S vogliano riconoscerlo o meno, una tale posizione significa difendere vere e proprie caste, come lo sono i balneari, gli urtisti romani o i detentori di licenze ambulanti a Roma. E hanno voglia costoro a piangere miseria prospettando l’immagine di centinaia o migliaia di famiglie sul lastrico a causa della Bolkestein. La verità è che nella maggioranza dei casi (diremmo nella stragrande maggioranza dei casi, benché non abbiamo numeri ufficiali a supporto) a Roma le licenze ambulanti sono detenute da un numero molto ristretto di soggetti (tipico è l’esempio della nota famiglia dei camion bar, ma anche per le bancarelle esistono diversi soggetti che fanno collezione di licenze), con gli extracomunitari che tutti vediamo ai banchi a fungere al massimo da meri gestori.

 

Infine ben guardando la foto che mostra Luigi Di Maio sul palco anti-Bolkestein ci sembra di riconoscere sulla destra la figura del Presidente della Commissione Commercio in Comune, Andrea Coia. Speriamo davvero di sbagliarci, perché se Di Maio è un parlamentare e può ben polemizzare con le normative vigenti, cercando di modificarle in Parlamento, il Presidente Coia è un consigliere comunale e le norme deve anzitutto rispettarle e poi applicarle. E la direttiva Bolkestein, così come recepita dall’ordinamento italiano, non è discutibile o interpretabile ma va semplice applicata, pena procedura d’infrazione europea e conseguente mega sanzione a carico della collettività.

Ce lo immaginiamo un governo capitolino che decide di tutelare i pochi oligopolisti titolari di licenze a Roma, disattendendo quindi le norme della Bolkestein, dovendo poi far pagare le conseguenze a tutti i cittadini aumentando le già altissime tasse locali? Praticamente sarebbe una specie di Robin Hood al contrario, uno che toglie ai poveri cittadini per dare ai già ricchi pluridetentori di licenze.

Questa cosa ce l’ha ben presente l’assessore Meloni che infatti, come abbiamo già scritto, ha dichiarato:

“La direttiva europea ci impone di mettere a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro luglio 2017.”

Ben detto assessore Meloni, e conti pure sull’appoggio nostro e dei tantissimi cittadini che non ne possono più di banchi ipertrofici e straccioni sparsi in ogni angolo della città. Molti di questi cittadini pensavano che votando il M5S la si sarebbe fatta finita con le caste, quella politica e le tante che da decenni la foraggiano. È ben comprensibile quindi lo sconforto nel vedere che la speranza di cambiamento di Roma altro non è che la riproposizione delle peggiori difese corporative.

Per ora vediamo il solo assessore Meloni a difendere la legge e l’equità, oltre che il buon senso. Non sarebbe male che gli giungesse qualche chiaro sostegno da parte del Sindaco o di qualche influente consigliere comunale (ma temiano che ciò non avverrà).

Tornando al Presidente Coia, che sia o meno lui la figura con gli occhiali a destra nella foto sopra, registriamo che ieri ha tenuto la quarta riunione della Commissione da lui presieduta dedicata alla festa della Befana di piazza Navona. Chissà quante altre riunioni gli ci vorranno al Presidente, gentilmente pagate dai cittadini romani, per capire che per quest’anno non c’è nulla da fare per restituire agli operatori tradizionali i banchi che loro stessi si sono preclusi. Anche quest’accanimento è però indicativo dell’incredibile attenzione che poche decine di esercenti riescono ad avere da parte di alcuni eletti. Verrebbe da pensar male ma probabilmente è solo incapacità per tali eletti di vedere oltre il proprio naso.

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3 Commenti

  1. mr fixit

    Signor Roberto la finiamo di dire inesattezze? Va bene? Vada a leggersi il blogger di professione che parla di eataly… E la casta sono gli ambulanti!

    • roberto

      Io continuo a scrivere quello che penso, lei invece che rimbrottarmi sterilmente farebbe meglio a proporre argomenti che confutino le mie tesi.
      E non capisco chi sia il blogger di professione …

      • MR Fixit

        ok, segnalo pnto per punto. Almeno dove ha messo riflessioni e non si sia limitato a parlare di politici. Tra l’altro spero che Marino venga assolto, se il iudice ammettesse che avevamo un sindaco mascalzone sarebbe uno smacco per l’intera città e non solo per chi l’appoggiava o magari c’andava in riunione.
        Un blogger di professione? mmm vabbè !

        “a Roma le licenze ambulanti sono detenute da un numero molto ristretto di soggetti (tipico è l’esempio della nota famiglia dei camion bar, ma anche per le bancarelle esistono diversi soggetti che fanno collezione di licenze), con gli extracomunitari che tutti vediamo ai banchi a fungere al massimo da meri gestori.”

        Falsità enorme. Da qui si vede molta della malafede che c’è in giro. E penso che avete visto i numeri della manifestazione asindacale e apolitica. Per dirla meglio nessun manifestante ha avuto il viaggio pagato ne tanto meno il pranzo. Cao unico ?

        “Ce lo immaginiamo un governo capitolino che decide di tutelare i pochi oligopolisti titolari di licenze a Roma, disattendendo quindi le norme della Bolkestein, dovendo poi far pagare le conseguenze a tutti i cittadini aumentando le già altissime tasse locali? Praticamente sarebbe una specie di Robin Hood al contrario, uno che toglie ai poveri cittadini per dare ai già ricchi pluridetentori di licenze.”

        mmmm. L’unico consiglio che le do e di guardare le cose un pò meglio.

        “Questa cosa ce l’ha ben presente l’assessore Meloni che infatti, come abbiamo già scritto, ha dichiarato:
        “La direttiva europea ci impone di mettere a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro luglio 2017.”

        Lei non ci crederà signor Roberto, ma sono d’accordo con lei. Torni su e le cose le guardi in maniera diversa.

        “Tornando al Presidente Coia, che sia o meno lui la figura con gli occhiali a destra nella foto sopra, registriamo che ieri ha tenuto la quarta riunione della Commissione da lui presieduta dedicata alla festa della Befana di piazza Navona”

        quasi quasi ha fatto più riunioni costruttive in un mese il presidente Coia che in tre anni la presidentessa Alfonsi ! Non può essere il problema fare riunioni, semmai il problema è non farle !

        Le sue tesi sono tutte incentrate su preconcetti e luoghi comuni. Se non altro non sta sponsorizzando altre attività commerciali, poco importa se siano imprese internazionali o le nostrane maestre del “gourmet” .
        Per alcuni Marino sarà vittima di un complotto. Io spero che venga assolto per non aver commesso il fatto…Roma non ha bisogno di quest’altra umilazione. Il moralizzatore utilizzava per propri fini i soldi pubblici ? spero non sia vero e ho piena fiducia nella magistratura !

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