I 5 stelle ridono, brindano, festeggiano allo “storico” risultato. Lontano dalla festa, in silenzio, una moltitudine di creditori piange. Dal concordato rivedranno solo il 31% dei loro soldi, in un arco di 3 anni. FORSE.

È andato così bene il Bilancio 2018? Potreste facilmente spoilerare la risposta.

Come ATAC stessa ha scritto nel Piano Industriale, “la capacità di realizzare una maggiore produzione chilometrica costituisce il PRIMO degli elementi per il superamento della crisi”.

Il grosso della “produzione”, cioè il servizio di superficie (bus, tram), quello con cui avviene ben il 64% degli spostamenti a Roma, nel 2018 è diminuito del -2,6%, mentre il Piano richiedeva un aumento del +3%.

In generale quasi tutti gli obiettivi sono FALLITI, male bus, tram e MetroC, mentre Metro B, Roma Lido e Roma Viterbo non ce l’hanno fatta per poco. Si salva solo Metro A, e Roma-Giardinetti grazie ai km “bonus”.

Non avendo raggiunto gli obiettivi, risultano anche minori incassi per 12,3 Mln€ rispetto alle previsioni del Concordato.

Raffrontando infatti i “Ricavi da contratto di servizio con Roma Capitale” riportati nel Bilancio, risultano incassi per 448,7 Mln€ contro i 460,3 richiesti dal concordato, mentre per il contratto con la Regione Lazio risultano 74,6 Mln€ di incassi contro i 75,3 richiesti dal concordato.


Nel 2018 non era ancora prevista alcuna restituzione di soldi ai creditori. La restituzione infatti inizia dopo l’omologa (ovvero l’approvazione definitiva del Piano da parte dei Giudici), che è avvenuta il 25 giugno 2019. Nel 2018 ATAC doveva però iniziare a “fare cassa” per avere i fondi per cominciare a pagare l’anno successivo.

 

Da quello che possiamo leggere dal Bilancio (non siamo esperti – ogni qualificato contributo è gradito) la disponibilità di cassa al 31/12/2018 ammonta a 92,2 Mln€, mentre a Concordato era richiesta una disponibilità di 116,4 Mln€ (quindi ATAC avrebbe 24,2 Mln€ in meno del previsto).

Dal 2019 partono i pagamenti ai creditori, ed inizialmente era programmato che ATAC restituisse la considerevole somma di 163,2 Mln€. L’omologa però è arrivata solo a fine Giugno, e ATAC potrebbe quindi restituire nel 2° semestre solo la metà dell’importo. In questa ipotesi, anche se il servizio sta andando malissimo e gli obiettivi saranno di nuovo FALLITI nel 2019, i soldi in cassa potrebbero bastare. Questo potrebbe anche significare un’ulteriore proroga del contratto, oltre il 2021.

Nel frattempo il piano acquisti è in fortissimo ritardo, ATAC deve comprare 250 bus (+20 minibus revampizzati) che dovranno prendere servizio nel 2020, ma per ora ha pubblicato la gara per solo 100 bus ibridi (già rinviata TRE volte – nuova scadenza al 03/10/2019).

La vera crisi per ATAC arriverà quindi nel 2020, quando dovrà pagare fiumi di milioni (oltre 130) non avendo sufficienti disponibilità in cassa, a causa dei minori introiti dovuti ad un servizio molto al di sotto del previsto. Ma noi cittadini lo scopriremo solo a SETTEMBRE 2021, quando ormai la Giunta 5 stelle si sarà eclissata.

 

 

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