Gente di Roma – Un quadro di Mondrian

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Oggi ho seguito due donne. O sarebbe meglio dire: oggi ho seguito un quadro di Mondrian.

All’improvviso in Piazza Jacini due anziane signore si sono materializzate come un rebus dinamico da decifrare.

Sembravano una sola creatura, si muovevano con timore come se le gambe fossero spuntate da pochi minuti e ancora non sapessero camminare.

Mi sono tenuta a una certa distanza, sperando che non si voltassero. Desideravo che restassero il più a lungo possibile un quadro di Mondrian.

Uno dei miei quadri preferiti è “Composizione in rosso, blu e giallo” del 1930. In quegli anni Mondrian aveva rinunciato alla rappresentazione del soggetto. Sulla tela i colori non avevano più la pretesa di rappresentare uno stato d’animo transitorio ma solo “forme elementari”.

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Non avevo mai riflettuto, fino ad oggi, sulla simmetria di quel misterioso quadro né mi ero mai chiesta da dove venisse la sua assoluta bellezza. Se si prova a sostituire o togliere un solo colore tutto cambia e l’incanto svanisce. Il merito è di quelle proporzioni che mirano a un ordine superiore e inalterabile.

Oggi, mentre seguivo la lenta passeggiata delle due anziane signore, ho capito che mi mancava il giallo. Provate a toglierlo da quel quadro di Mondrian, sembrerebbe piatto.

Mondrian aveva immaginato l’arte come una bussola per indicare all’uomo la bellezza.

E questa bussola oggi se ne andava in giro per Roma con le gambe sottili e il passo traballante. Io, per un caso, l’ho vista e  l’ho seguita. Domani cercherò la mia sciarpa gialla. Mi manca.

 


foto e testo di Giovanna Iorio

 

 

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4 risposte

  1. E’ vero come dice il lettore che tanta delicatezza è inadeguata alla realtà di Roma. Ma quanto fa bene al cuore e allo spirito leggere parole così belle e ricche in mezzo a tanto degrado umano.

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