E anche sul GRAB, niente dibattito pubblico

L’idea del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, risale al maggio 2015, quando fu presentata da Legambiente e VeloLove. Noi ne trattammo fin da subito affiancandogli un’idea solo apparentemente un po’ bislacca, ossia la creazione di un percorso ciclabile MACRO-MAXXI sul lungotevere.

Del GRAB si riparlò a settembre 2016, quando vi fu la firma tra il Sindaco Raggi e il Ministro del Rio del protocollo d’intesa per la progettazione e la realizzazione dell’opera.

Sarà la nostra ciclovia turistica, un anello off limits ad auto e moto, dove si potrà pedalare in sicurezza dal Colosseo all’Appia Antica, da San Pietro a Galleria Borghese, dall’Auditorium a Trastevere passando per il Lungotevere, gli acquedotti di epoca imperiale e le periferie colorate dalla street art. Una pedalata green che abbraccerà le bellezze della Capitale. Quarantacinque chilometri che si snoderanno su percorsi già esistenti, dal centro della città passando per le ville storiche, dagli argini fluviali all’agro romano.

Così scriveva, col solito stile sobrio, il Sindaco Raggi in occasione della firma del protocollo.

 

Poi non si è saputo più nulla e l’unico accenno al GRAB l’abbiamo rintracciato sul facebook del delegato alla ciclabilità, Paolo Bellino alias Rota Fixa, che il 20 dicembre 2016 scrive:

Comunicato n.19: con un giorno di anticipo sulla scadenza del termine previsto dal protocollo firmato da Graziano Delrio e Virginia Raggi abbiamo consegnato al ministero dei Trasporti la stima dei costi del Grab.

A chi nei commenti chiede se gli elaborati sono consultabili, il delegato risponde laconicamente: “no”.

 

In attesa della risposta del Ministero sul progetto del Comune, un parere sullo stesso è stato recentemente rilasciato dalle associazioni che avanzarono la prima proposta di GRAB, Legambiente e VeloLove in primis, e non è stato per niente lusinghiero (il documento può essere scaricato qui).

Le due associazioni lamentano che il progetto presentato dal Comune è molto diverso da quanto concordato a suo tempo col Ministero, segnalando una serie di gravi errori tra i quali:

– la mancanza di un qualsiasi riferimento alla pedonalizzazione dell’Appia Antica,

– nulla è previsto per l’accessibilità da parte di persone con disabilità,

– ignorati i requisiti di sicurezza sulle intersezioni con le strade,

– costi lievitati nonostante il ridimensionamento dell’intervento (le associazioni avevano infatti stimato circa 8 milioni per l’intero GRAB mentre il progetto presentato dal Comune ne prevede quasi 15 di milioni e con opere ridotte).

 

Non risulta che qualcuno in Comune abbia risposto ai rilievi delle associazioni, come ormai da stile consolidato della ditta M5S, e neanche i tentativi di ottenere qualche risposta via twitter hanno sortito effetto.

 

GRAB

 

Ecco quindi un altro esempio di come “trasparenza e partecipazione” sono solo dei vuoti slogan per l’attuale amministrazione, preferendo costoro mantenere tutto nel riserbo più assoluto. Anche progetti come il GRAB che potranno avere un impatto enorme sulle vite dei cittadini romani e che quindi sarebbe fondamentale portare avanti in maniera condivisa e partecipata.

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