Da troppi anni le baracconate finiscono tutte a piazza del Popolo

Una piazza unica, frutto di un disegno complessivo perfettamente riuscito, è ostaggio per un mese di un inutile evento collegato agli europei. Con danni anche per chi vive e opera in zona.

Era il lontano febbraio 2010, sindaco di Roma era Gianni Alemanno e in occasione del carnevale romano l’amministrazione capitolina pensò di allestire una serie di strutture a piazza del Popolo.

Questo era il colpo d’occhio sulla piazza:

 

 

In molti insorsero per quel complesso di installazioni che annullavano completamente lo scenario complessivo disegnato dal Valadier, chiedendosi perché manifestazioni del genere non venissero organizzate in luoghi più consoni, con spazi adeguati.

Qualcuno scrisse all’allora direttore dell’UNESCO, Francesco Bandarin, che così rispose:

“La ringrazio per il messaggio e per la segnalazione. Le confesso che l’uso delle piazze storiche per eventi temporanei è un tema molto difficile, sul quale poco puó fare un organismo come il nostro. É ovvio che per questo tipo di gestione dobbiamo fare affidamento sulla cultura e il buon gusto delle amministrazioni locali.
Le quali, sotto pressione di imprenditori e commercianti, autorizzano spesso manifestazioni invasive e di impatto visivo e fisico sui beni architettonici.
È anche il caso -se puó servire  come informazione- della Place de la Concorde.
Durante alcuni mesi dell’anno (per esempio adesso), viene, a partire dal 2000, installata una “ruota” per turisti che taglia il grandioso asse visivo storico Louvre-Étoile!
Capisco la sua frustrazione e il suo disappunto per questi modi d’uso che non rispettano la bellezza e la dignità dei monumenti romani.
Le posso solo promettere che invieró un messaggio alle Autorità Italiane, per indicare la necessità di “contenere gli eccessi”.

 

Bandarin poi effettivamente scrisse al sindaco Alemanno:

 

 

La chiosa:

Gentile Signor sindaco,

desidero appellarmi alla sua sensibilità e alla sua responsabilità in quanto “gestore” di un sito del patrimonio mondiale perché sia promossa una maggiore attenzione della pubblica amministrazione alla conservazione del patrimonio storico e monumentale di Roma, secondo i più elevati standard internazionali.

 

 

Undici anni dopo, come una novella Alice nel paese delle meraviglie, la sindaca Raggi decide di allestire un mega palco, con annesso ingombrante villaggio, in occasione dei campionati europei di calcio, per la durata di circa un mese, e dove piazza il tutto? Ma ovviamente tra piazza del Popolo e la terrazza del Pincio!

 

 

 

 

Come si può vedere, benché non si siano raggiunti gli eccessi di Alemanno, anche in questo caso le enormi strutture oscurano del tutto la bellezza della piazza, annullandone del tutto il valore. Viene da chiedersi poi dove sia finita la Sovrintendenza Capitolina per aver approvato un colore tanto fuori contesto per le strutture maggiori. Davvero curioso avere in città un ente di tutela che approva un tale pugno nell’occhio e un altro, la Soprintendenza statale, che fa le pulci ai pur utili parapedonali o all’asfalto sulla banchina del Tevere.

 

Il motivo per cui viene sempre scelta piazza del Popolo per queste baracconate non è tanto per la sua bellezza, che tanto come detto viene spesso cancellata, bensì per il fatto che il luogo assicura in ogni caso un cospicuo numero di persone che vi transitano per accedere al centro storico su via del Corso.

Qui anche una sagra della bruschetta attirerebbe migliaia di persone, per cui qualsiasi organizzatore è ben lieto di sceglierla per avere così il successo assicurato per la sua manifestazione.

 

La scelta di piazza del Popolo per questo allestimento degli Europei è inoltre particolarmente inopportuna in questo periodo di coda (speriamo) della pandemia, dove è necessario evitare ancora gli assembramenti eccessivi di persone. Per quanto sia una piazza ampia, con gli enormi allestimenti lo spazio residuo per le persone è alquanto ridotto e facile da riempire con numeri anche non grandissimi, tant’è che è già stato necessario più di una volta provvedere a chiudere gli accessi per evitare la troppa calca.

Ci voleva tanto a capire che queste strutture andavano montate in uno spazio molto più ampio, come ad esempio il Circo Massimo, se proprio lo si voleva fare in una zona centrale?

 

Infine, ma non meno importante, dal palco vengono eseguite con frequenza preoccupante musiche e spettacolini a volumi altissimi, tali da disturbare pesantemente sia chi da quelle parti ci si ostina a vivere (i soliti fortunati, si dirà), sia i tanti che sulla piazza vi operano e che sono costretti a farlo con volumi altissimi per diverse ore al giorno.

La manifestazione crea anche problemi alle strutture alberghiere dell’area, che sono spesso costrette a cambiare stanze agli ospiti che non riescono a riposare per il frastuono, e ultimamente alcuni operatori commerciali si sono lamentati che a causa delle chiusure hanno subito danni da mancati incassi, tanto più gravi in quanto in un periodo dove stanno ripartendo a fatica.

Tutti questi problemi si presentamo quasi quotidianamente per la durata dei campionati, ossia circa un mese.

 

Per l’ennesima volta quindi si stravolge l’equilibrio di piazza del Popolo per una manifestazione di dubbia utilità e gusto che si fa fatica a capire cosa c’entri con i campionati europei in corso.

Ancora una volta per la megalomania ed ignoranza dell’amministrazione in carica si impedisce la fruizione di un gioiello come piazza del Popolo, arrecando danni ai cittadini che vivono ed operano nell’area senza che qualcuno ne tragga qualche particolare beneficio.

 

A nostro modesto avviso, piazza del Popolo dovrebbe ospitare solo manifestazioni che prevedano allestimenti minimali, con impatti visivi e acustici limitati, e la Sovrintendenza dovrebbe vigilare affinché il megalomane di turno non vi installi strutture fuori scala e fuori luogo.

Purtroppo la Sovrintendenza è un ufficio comunale, in ultima istanza risponde al sindaco, e immaginiamo che la soprintendente “tenga famiglia” e nessuna voglia di limitare le ambizioni della sindaca Raggi, particolarmente durante una campagna elettorale dove ogni occasione è buona per fare propaganda.

 

Una volta in piazza del Popolo ci si facevano solo cose del genere …

 

 

Senza arrivare a tali estremi, si possono senz’altro trovare eventi e allestimenti che rispettino il luogo e ne traggano tutti i benefici.

Ci vuole però amore per la città e capacità di comprendere che in certi luoghi si opera con la dovuta cautela, altrimenti si fa solo la figura dei peracottari.

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