Come sta andando il piano straordinario per ripulire Roma?

La parte che riguarda la raccolta dei rifiuti appare stentare, a causa probabilmente dell'enorme percentuale di indifferenziata che deve essere gestita. Per alcuni lavoratori AMA va adottato immediatamente un diverso sistema di raccolta

La scorsa settimana il sindaco Gualtieri ha presentato il piano di pulizia straordinaria della città di Roma, della durata di sessanta giorni e articolato su cinque azioni: spazzamento delle strade, rimozione delle discariche abusive, igienizzazione dei cassonetti, cura del verde sia verticale che orizzontale e manutenzione ordinaria delle caditoie e dei tombini.

 

La parte relativa alla rimozione delle discariche abusive, in condizioni normali, farebbe riferimento a cumuli di rifiuti creati nelle zone più periferiche e meno in vista; purtroppo invece a Roma ogni raggruppamento di cassonetti, in qualsiasi zona anche quelle più centrali, è una potenziale discarica, stante il cronico riempimento dei cassonetti e la tendenza dei cittadini a lasciare i rifiuti in terra. Ciò comporta che oltre alle macchine che scaricano automaticamente i cassonetti, vi è la necessità di fare dei servizi aggiuntivi di ripulitura lunghi, costosi e tali da trasformare tutto in rifiuto indifferenziato (i rifiuti raccolti da terra non sono differenziabili).

 

Il piano straordinario non ha modificato in nulla né le modalità di conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini, né i metodi di raccolta; sono state solo incrementate le risorse ricorrendo a ditte esterne e al lavoro straordinario degli addetti AMA. Inoltre rimangono i gravissimi problemi a trovare una sistemazione per i rifiuti raccolti, e questo soprattutto perché essi sono in grandissima parte indifferenziati.

Stando a quanto si vede sulle strade romane, si ha l’impressione che la parte del piano relativa alla raccolta dei rifiuti stenti ad avere l’efficacia richiesta. Queste alcune immagini prese ieri in rete:

 

Via Corridoni

 

Via della Scrofa

 

I cumuli di rifiuti vengono sì rimossi, ma il giorno dopo sono di nuovo lì, alimentati da conferimenti errati sia di privati cittadini, sia, soprattutto, da quelli fuori controllo delle Utenze Non Domestiche (UND), praticamente gli esercizio commerciali.

A nostro modesto avviso se non si interviene in qualche modo sulle modalità di conferimento dei rifiuti sarà molto difficile mettere un argine ad una produzione rifiuti ormai fuori controllo.

Ma siccome noi siamo tutt’altro che degli esperti, abbiamo provato a capire cosa ne pensano del nuovo piano quelli della LILA (Laboratorio Idee Lavoratori AMA). Sulla loro pagina facebook non hanno ancora dato un giudizio chiaro, ma leggendo tra i commenti si capisce che anche a loro il piano Gualtieri/Alfonsi non convince.

Parlano infatti di allarme per come stanno proseguendo le cose. E poi scrivono: Prima di protestare aspettiamo le mosse del Sindaco e dell’Assessore che fino ad oggi sono quelle nel proseguire con i TIR DELLA VERGOGNA. Le 70 t/g. a Mantova sono una presa in giro. Continuiamo a dire che si deve AGGREDIRE LA DIFFERENZIATA A MONTE prima di pensare A VALLE e lo possiamo fare da subito col nostro sistema, i nostri mezzi, e l’attuale personale. Allo stesso tempo si può programmare tutto il resto“.

Si direbbe quindi che anche loro avvertano la difficoltà (impossibilità?) di arginare la produzione rifiuti in stile romano. Un loro parere su come invece andrebbe affrontato il problema è rintracciabile in un articolo di qualche giorno fa di Romatoday:

La pulizia straordinaria non basta, bisogna ragionare a monte e non a valle. Come lavoratori di LILA – dice il portavoce – esortiamo il sindaco ad aumentare la raccolta differenziata in città altrimenti – avvisa – non se ne esce. Si può fare e a costo zero: il nostro suggerimento è quello di accorpare e ridurre i cassonetti su strada, fare postazioni comode dove un operatore presidia, assiste e controlla su due turni il conferimento. Per questa operazione possono essere utilizzati i lavoratori parzialmente autonomi”.

 

A noi queste considerazioni appaiono di puro buon senso. Se infatti non si fa del tutto per diminuire la quantità di rifiuti indifferenziati, quelli più difficili da smaltire (perché vanno prima trattati nell’unico TMB disponibile a Roma, quello di Rocca Cencia, e poi spediti in giro per l’Italia per l’incenerimento), le operazioni di raccolta e smaltimento continueranno a richiedere sforzi straordinari. Se invece si passasse ad una modalità di raccolta su strada presidiata, come suggerito dal LILA, si avrebbe la possibilità di aumentare immediatamente le frazioni avviabili a riciclo (essenzialmente plastica e carta) alleggerendo di molto la pressione dell’indifferenziata.

 

Buon senso a parte, non abbiamo competenze per giudicare le proposte del LILA, ma se fossimo al posto di sindaco e assessore una possibilità di interlocuzione gliela daremmo. Anche perché il piano straordinario non dà per niente l’impressione di essere stato disegnato da qualche esperto della materia, bensì messo insieme come un semplice potenziamento delle modalità di azione già esistenti.

 

L’altro intervento in materia di rifiuti deciso dalla nuova giunta è stata la nomina di Angelo Piazza come Amministratore Unico pro tempore di AMA, col compito di avviare le procedure per la scelta del Direttore Generale e per la costituzione del Consiglio di amministrazione.

Questa invece appare una scelta condivisibile da parte della giunta capitolina, primo passo per dare una totalmente nuova dirigenza ad AMA. Speriamo solo che il prof. Piazza si muova con la celerità richiesta dal drammatico momento che Roma sta vivendo.

 

Riprendiamo infine l’ultimo post del LILA, dove omaggiano una loro collega che da sola affronta l’ennesima montagna di rifiuti:

 

L’EROICA COLLEGA
In attesa del nuovo management e, soprattutto, di capire cosa ha esattamente in mente il Sindaco sulla questione rifiuti, oggi vi facciamo vedere il video della collega che da SOLA ha affrontato le montagne di rifiuti a
TOR BELLA MONACA
Un abbraccio caloroso da tutto il team di LILA e scusaci se ti abbiamo ripreso di nascosto.

 

 

In molti se la prendono facilmente con gli addetti dell’AMA dandogli dei fannulloni. Per alcuni di loro sarà pur vero, stando alle cronache che ogni tanto si sentono, ma noi sappiamo che per la stragrande maggioranza sono l’ultima ruota del carro, donne e uomini messi ogni giorno in condizioni di lavoro proibitive da una dirigenza mediamente incapace e menefreghista.

Proviamo tutti ad immaginare quale sarebbe il nostro stato d’animo se ci venisse chiesto di affrontare da soli l’incredibile discarica mostrata dalla foto.

L’abbracciamo anche noi l’addetta della foto e la ringraziamo per la dedizione che dimostra nel fare il suo lavoro nonostante l’assurdità della situazione.

 

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Una risposta

  1. Credo che la proposta della lila possa essere valida (se ben organizzata).
    Il portra a porta a senso solo se a) E’ puntuale e b) E’ logisticamente sostenibile nei palazzi dei cittadini. Entrambe le condizioni lungi dall’essere impossibili sono però molto complicate in tempi brevi.
    Raggruppare (in maniera intelligente) e presidiare (in maniera continuativa e rigorosa) queste “stazioni di conferimento urbane” aiuterebbe: A) i cittadini che hanno orari “strani” B) l’esatto conferimento dei materiali aiutando la differenziata C) impedimento di “scarichi anomali” nei cassonetti stessi.

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Forse se si comincia dagli esercenti (le UND) è più facile riprendere il controllo della raccolta rifiuti. E magari anche dare una svegliata alla @PLRomaCapitale di cui si sono definitivamente perse le tracce. @gualtierieurope @Sabrinalfonsi twitter.com/residentiCM/st…

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