Si farà, tranquilli tutti, il concerto di Capodanno a Roma si farà anche quest’anno, grazie ad un consistente contributo offerto dalla Camera di Commercio e ad ulteriori fondi apportati da altri sponsor.

È stato il commissario Tronca all’inizio della settimana a chiarire che il suo compito primario è di far quadrare i conti, e non essendoci risorse disponibili per pagare il concerto, esso non si sarebbe fatto. Una tale posizione ha allarmato molti in città, in particolar modo il mondo del commercio, che quindi ha messo mano al portafogli per finanziare il grosso dell’iniziativa. Ed evidentemente doveva esserci qualche grossa preoccupazione anche dalle parti del governo, se ad accordi conclusi il ministro Franceschini ha dichiarato:

“Anche Roma al pari di tutte le capitali europee avrà un concerto di fine anno”.

Orbene tutta questa passione e preoccupazione per questo concerto noi non la capiamo molto. Chi infatti ci tiene a festeggiare l’inizio del nuovo anno con balli e canti può facilmente trovare una festa privata che faccia al suo caso, ed il discorso vale sia per i romani che per i turisti. Per cui diremmo che bene ha fatto il commissario Tronca a dire chiaramente che non si spendono soldi che non si hanno per un concerto. Poi sono arrivati gli sponsor pronti a sostenere l’onere ed allora nulla quaestio.

Ma leggendo la dichiarazione del ministro Franceschini noi non abbiamo non potuto notare che una così forte tendenza ad “europicizzare” Roma la si riscontri solo in occasioni come queste. Perché ad esempio non c’è nessuno al governo ma anche nel parlamento che con una certa periodicità ricordi che siamo drammaticamente sotto gli standard europei per la totale assenza di un bike sharing cittadino? E, cosa ancora più grave, mai nessuno tra i pezzi grossi che sottolinei come Roma sia indegna di stare in Europa per come tratta i disabili, impossibilitati a muoversi in autonomia per la presenza di barriere architettoniche ma soprattutto per una sosta selvaggia che non si fa scrupolo di occupare gli scivoli ed ogni spazio di transito dei pedoni.

Quindi per una Roma che si allinei agli standard europei in tema di concerti di Capodanno si muovono ministri e si trovano fondi a volontà. Mentre per una città che si avvicini agli standard europei in materia di autonomia per i disabili non si trova mai nessuno e non ci sono mai fondi (che poi basterebbe dedicare un po’ di carriattrezzi a liberare scivoli e passaggi pedonali per raccimolare fondi a volontà).

Noi questa assurdità non ci stancheremo mai di ricordarla e ne approfittiamo per ricordarvi dell’appuntamento odierno in Capidoglio alle 12 per il flash-mob contro l’indifferenza delle istituzioni nel superare le barriere architettoniche.

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