L'azienda invita gli abbonati ad usare la carta di credito o lo smartphone per passare ai tornelli e invece addebita 19 euro non dovuti. Nessun rimborso dopo le lamentele

Tra i vari obiettivi del Concordato ATAC c’è la digitalizzazione dei biglietti, ovvero la possibilità di comprare col proprio smartphone dei titoli di viaggio elettronici equivalenti al cartaceo. Questo al fine di ridurre i costi per i materiali e la distribuzione dei biglietti cartacei, ed aumentare gli incassi diminuendo l’evasione “di necessità”, legata alla difficoltà -in alcuni casi- di trovare facilmente un punto vendita.

Uno dei nuovi canali digitali è il “TAP&GO”, attivo per ora solo sui tornelli abilitati delle Metro/ferrovie ATAC, che permette di accedere semplicemente passando la propria carta di credito/bancomat di tipo contactless sul lettore, senza alcuna necessità di registrazione a siti o di scaricare app sullo smartphone, a meno che non si voglia acquistare un abbonamento mensile o proseguire il viaggio su un mezzo Cotral (nelle tratte urbane). Sulla carta adoperata viene poi addebitato il costo del biglietto.

Ci sono però tuttora lamentele di utenti che si ritrovano già al primo passaggio un pre-addebito di 7 euro (pari al costo di un biglietto giornaliero), in base ad un meccanismo che non tutti conoscono, adottato da alcune banche che poi restituiscono l’eventuale differenza entro qualche giorno.

Il problema più grosso pare invece essere sugli abbonamenti. Sul sito ATAC è riportato testualmente:

“L’accesso alla metropolitana è possibile anche con le carte digitalizzate sui dispositivi abilitati al pagamento NFC (smartphone, etc.)…Se utilizzi la tua carta come abbonamento mensile puoi viaggiare su tutta la rete Atac nel mese di riferimento”.

 

La carta di credito materiale registrata sul sito MyATAC ed usata per acquistare un abbonamento mensile, diventa come un abbonamento materiale Metrebus, ed è presente (virtuale) anche nell’app di ATAC sullo smartphone. Si può quindi ritenere logico e corretto poter usare ai tornelli indifferentemente la carta di credito “materiale” o la stessa “virtuale” su smartphone. Anche il sito del Comune di Roma sembra dire questo.

 

 

Ma non è affatto così.  Un utente ad Ottobre scorso ha comprato un abbonamento TAP&GO ed è passato ai tornelli usando a volte la carta di credito ed altre lo smartphone, ritrovandosi poi un indebito addebito di 19 euro sulla carta di credito.

Al reclamo via PEC (protocollo@cert2.atac.roma.it) ATAC non ha dato risposta, al sollecito tramite il Dipartimento Partecipate (protocollo.partecipazioni@pec.comune.roma.it, che tuttavia si è dichiarata non-competente in merito), ATAC ha poi risposto con un messaggio non pertinente che in sostanza significava: nessun rimborso.

Non è chiaro il motivo per cui per ATAC la stessa identica carta possa dare luogo a due linee di pagamento distinte, a seconda che sia usata in maniera virtuale tramite smartphone o materiale. Incomprensibile il mancato rimborso all’utente. Da rivedere necessariamente la comunicazione sui siti, che di fatto è risultata fuorviante.

 

 

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