Ascensori e scale mobili Atac: già dal 2017 l’appalto non era rispettato

In una lettera ripresa dal quotidiano RomaToday, l’AD di ATAC Simioni ha dichiarato che l’indice di efficienza complessiva degli impianti di traslazione nelle stazioni della metropolitana di Roma è risultato pari al 94% nel 2017, è sceso al 93,5% nel 2018, per poi calare al 91% negli ultimi 2 mesi del 2018, a seguito delle ulteriori verifiche effettuate sugli impianti dopo l’incidente nella stazione di Repubblica.

Abbiamo recuperato il Capitolato Speciale usato per la gara d’appalto, per quantificare queste percentuali. Iniziamo a vedere quanti sono gli impianti nel complesso: 731, di cui 654 sono quelli in esercizio pubblico che ci interessano, distribuiti sulle Metro A, B,C, sulla Roma-Lido e sulla Roma-Viterbo.

La Carta Servizi pubblicata da ATAC a fine 2018 e reperibile a questo link sul sito dell’azienda, riporta le percentuali di efficienza nel 2017 per ciascuna tipologia di impianto: solo 72% i montascale, 81% le scale mobili, 93% gli ascensori (notate qualche stranezza? Suggerimento: la media di efficienza su tutti gli impianti fa 87% circa).

 

Quindi nel corso del 2017 mediamente ogni giorno sono rimasti fermi perché guasti ben 12 montascale (rendendo inaccessibili le relative stazioni ai disabili), 15 ascensori e 74 scale mobili in esercizio pubblico.

Dal capitolato apprendiamo che NESSUNA di queste percentuali rispettava il requisito minimo richiesto. Infatti il capitolato recita testualmente: “La percentuale minima di indisponibilità tecnica di tutti gli impianti in esercizio comunque non dovrà essere superiore al 3%”, che significa che gli impianti da capitolato devono essere sempre efficienti almeno al 97%, mentre in realtà nel 2017 lo sono stati per molto meno (72% i montascale, 81% le scale mobili, 93% gli ascensori).

 

Per quale motivo non si è fatto nulla? Per quale motivo ATAC non ha provveduto all’esecuzione in danno, prevista dal capitolato stesso?

 

L’esecuzione d’ufficio in danno prevede che ci si rivolga ad una ditta terza (diversa dall’affidataria dell’appalto) per far riparare gli impianti guasti fino a ripristinare il livello minimo di efficienza richiesto, addebitando poi le spese sostenute alla ditta affidataria dell’appalto, che non le aveva eseguite.

Nel frattempo diversi impianti sono ancora fermi, la stazione di Repubblica è chiusa, le stazioni di Spagna e Barberini sono aperte precariamente, e non si sa con certezza quando la situazione potrà tornare ad un minimo di normalità.

 

 

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