Anche col M5S, si continua a svuotare l’oceano col cucchiaino

Solo lo scorso 6 giugno davamo conto dell’ennesima inutile rimozione di tavolini abusivi in centro storico, col locale incriminato che dopo qualche giorno ha riallestito tutto. Oggi possiamo replicare la stessa notizia, questa volta applicandola alle recenti rimozioni svolte da vigili e Carabinieri in via della Vite. Così titolava la notizia Il Messaggero:

 

TitoloMex

Avendo seguito le vicende di queste rimozioni da diversi anni, possiamo dire di aver perso il conto degli interventi fatti in via della Vite, con i locali che sistematicamente hanno riallestito gli arredi abusivi nel giro di qualche giorno.

D’altronde sono le stesse norme a favorire gli abusi, stante che le multe comminate sono di importo tale da poter essere ripagate spesso in un solo giorno di incassi dei tavoli abusivi.

L’aspetto ormai comico della cosa è confermato da un vecchio ordine del giorno del Municipio I che abbiamo ritrovato, risalente al 2007, in cui si impegna il Presidente e gli assessori municipali “… a porre in essere con somma urgenza ogni iniziativa utile al fine di rimuovere immediatamente tutti i tavoli abusivi di via della vite“.

 

OdGMunicipio2007

 

Sono quindi almeno dieci anni che si prova a far recedere i locali della strada dall’occupare illecitamente il suolo pubblico ma senza alcun risultato.

Perché anche l’ultima rimozione, quella della scorsa settimana è già stata vanificata. Uno dei locali che ha visto rimossi tutti gli arredi ha infatti già provveduto a rimettere i tavolini fuori.

 

vite1

 

Come da prassi consolidata si ricomincia con pochi timidi tavoli e senza ombrelloni; poi, passato qualche giorno, si riallestisce tutto come se non fosse accaduto nulla, in attesa della prossima rimozione che già si sa ci metterà diversi mesi a riaccadere.

 

L’aspetto tragico della vicenda è che anche col M5S al governo della città questo genere di illeciti conclamati e ripetuti, per di più commessi alla luce del sole nei luoghi più in vista della città, continua ad accadere esattamente come prima.

Pensare che proprio per le OSP abusive addirittura il Sindaco Alemanno era intervenuto con un’ordinanza che cercava di migliorare i sistemi di repressione, mentre né l’assessore Meloni (nonostante questo tema sia stato trattato in una delle “lezioni” che ci permettemmo di offrirgli), né tantomeno il presidente Coia danno l’impressione di essersi neanche accorti del problema.

Sembrerà un problema secondario quello delle OSP abusive, mentre è l’ennesima declinazione di come a Roma solo il commercio che vive sugli abusi e sugli illeciti può prosperare, mentre quello che vorrebbe semplicemente seguire le norme offrendo un servizio di qualità ai propri clienti è destinato a soccombere.

Che il presidente Coia non colga la gravità di questa cosa non ci stupisce, mentre lo fa il disinteresse dell’assessore Meloni, uno che ha dimostrato di conoscere il valore del commercio di qualità e l’importanza di garantire parità di condizioni per tutti gli operatori.

Quanto ci metterà l’assessore a capire che una modifica normativa è indispensabile per rendere efficaci le sanzioni per gli abusi in materia di OSP? A quando un’ordinanza del Sindaco che metta fine a queste rimozioni inutili e costose solo per l’amministrazione?

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