A Roma il trasporto pubblico è ottimizzato (lo dice il Comune)

ATAC fa sempre meno chilometri ma per il Dipartimento Mobilità non si tratta di decremento dell’offerta, bensì di ottimizzazione delle risorse disponibili!?!

A fine luglio scorso ATAC ha approvato il Bilancio 2022, certificando senza più alcuna ombra di dubbio che il servizio di trasporto pubblico fornito è stato il peggiore degli ultimi 15 anni.

Nel 2° semestre 2022 le ferrovie metropolitane Roma-Lido e Roma-Viterbo sono passate alla gestione di Cotral, senza sostanziali variazioni rispetto alla gestione ATAC.

Da dicembre 2020 ATAC si avvale del supporto di bus privati in subaffido, che hanno contribuito per 5,4 MLN di km nel 2021 e 4,9 MLN km nel 2022. Senza questo surplus, il servizio reale totale reso ai cittadini nel 2022 sarebbe stato solo dell’81,1% rispetto agli obiettivi ultimi del Concordato. È comunque abbastanza sconcertante che un’Azienda si avvalga di un supporto esterno per il suo “core business”: immaginate una pizzeria dove il cameriere, per una parte delle ordinazioni, va in un’altra pizzeria per comprare le pizze da servire ai propri clienti. E lo fa continuativamente per anni.

 

 

Ancor più sconcertante che il Comune negli ultimi anni abbia chiesto ad ATAC un servizio sempre più ridotto e lontano dagli impegni presi con il Concordato. In sostanza ha semplicemente adeguato le richieste alle ridotte capacità produttive di ATAC (in questo modo nel 2022 il risultato di ATAC per il Comune è stato un eccellente 98% circa), ma tutto questo all’insaputa dei cittadini, ai quali veniva prospettata ben altra situazione di rinascita, di ripresa, di miglioramento, ma sempre in un futuro poco definito.

Dai report ATAC pubblicati sul suo sito, risulta che per i primi 5 mesi di quest’anno è stato programmato un servizio ulteriormente ridotto del 2% (60,2 MLN vett/km nel 2023 rispetto ai 61,4 MLN vett/km nel 2022).

 

 

A fronte di tante gravi criticità, il Consigliere Comunale On. Santori ha presentato un’interrogazione, a cui è seguita una risposta del Dipartimento Mobilità del Comunee, che ha del surreale.

Intanto si scopre che a luglio è ancora in corso di approvazione il Piano di Esercizio del 2023. Quindi i cittadini ad inizio anno pagano un abbonamento per un servizio non definito, quasi “a sorpresa”. Qualcosa non ha funzionato, o non dovrebbe funzionare così.

Scrive il Comune (le enfasi sono aggiunte, il testo originale è in fondo all’articolo):

“La produzione chilometrica inferiore non deve essere vista come decremento dell’offerta di trasporto, ma come OTTIMIZZAZIONE delle risorse disponibili, al fine di MASSIMIZZARE l’offerta con modalità di trasporto PIÙ EFFICACI”.

A parte lo stridente ossimoro “decrementare per massimizzare”, le modalità di trasporto più efficaci sarebbero gli autobus a combustibili fossili?

Sono infatti crollati i servizi tram, Metro e le ferrovie metropolitane, l’unico servizio ad aumentare un po’, senza compensare il disastro complessivo, è quello con i bus. Bus senza preferenziali intrappolati nel traffico. E ATAC ha tuttora in circolazione un centinaio di bus Diesel Euro3.

Bel modo di propagandare la mobilità sostenibile!

 

 

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