Quando in aula Giulio Cesare si è discusso di un tema centrale e strategico come l’applicazione della direttiva Bolkestein a Roma, il Sindaco Raggi non c’era, né ha sentito il bisogno di far conoscere il suo pensiero al riguardo sulla sua pagina facebook (unico veicolo per cogliere qualche sprazzo del pensiero del Sindaco, visto che non vi è modo di interloquirci). E dire che con l’intervista di ieri dell’assessore Meloni sul tema della Bokestein si sono palesati due schieramenti che più contrapposti non si potrebbe nell’ambito del M5S: da una parte il Presidente della Commissione Cultura Andra Coia, che non sa più cosa inventarsi per ottenere un blocco dell’applicazione della direttiva europea, e dall’altra l’Assessore Meloni che ha detto chiaro e tondo che quella è una legge dello Stato, che non si può non applicare e che lui procederà a farlo pur con le tappe forzate che richiede il poco tempo a disposizione.

Se però il Sindaco non ha ritenuto di partecipare alla discussione in Assemblea Capitolina sulla Bolkestein, leggiamo che nello stesso giorno ha trovato il tempo per indossare la fascia tricolore ed andare ad inaugurare il treno di Pio IX, restaurato ed esposto alla Centrale Montemartini.

 

raggitreno

 

Vuoi mettere quant’è più semplice farsi fare qualche foto col prestigioso convoglio piuttosto che stare a sentire le scomode verità del consigliere Onorato o le grida di aiuto di Coia in favore degli ambulanti?

 

Ieri poi abbiamo letto che il Sindaco Raggi era in partenza per la Polonia per partecipare al “Viaggio della Memoria“. È questa una missione educativa dedicata al ricordo della Shoah, diventata ormai una tradizione del Campidoglio rivolta agli studenti romani.

Immaginiamo non ci sia necessità di spiegare l’importanza di mantenere viva questa iniziativa in una città che ha dovuto subire l’assurdità di rastrellamenti, deportazioni ed uccisioni di massa ai danni della comunità ebraica.

Ma a costo di attirarci le critiche di molti, ci chiediamo che necessità ci sia che ad una tale iniziativa partecipi in prima persona il Sindaco di Roma. I Viaggi della Memoria sono ormai una tradizione consolidata a Roma e la loro utilità consiste essenzialmente nel dar modo a centinaia di studenti romani di provare in prima persona le sensazioni che trasmettono luoghi tragici come i campi di concetramento polacchi. Il compito del Campidoglio dovrebbe essere quello di organizzare questi viaggi assicurando la presenza di almeno un elemento di rilievo del governo cittadino, per dimostrare la partecipazione in prima persona delle istituzioni. Ma per questo bastava l’assessore Bergamo, parte anch’egli della spedizione, mentre siamo sicuri che al Sindaco Raggi non sarebbe mancato il da fare a Roma in questi due giorni di viaggio.

Sulla pagina facebook del Sindaco leggiamo tra l’altro:

“... Domani saremo ad Auschwitz e Birkenau con 136 studenti di 34 scuole di Roma. Sarà un’esperienza unica per me e per loro.
Non vogliamo che venga dimenticata una tragedia dell’umanità: quanto accaduto non deve mai più ripetersi.

Insieme a noi ci sono anche l’assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo, il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, il presidente della comunità ebraica Ruth Dureghello, il presidente della fondazione museo della Shoah Mario Venezia e il direttore scientifico del museo Marcello Pezzetti.”

Con due presenze di prestigio come l’Assessore alla Cultura ed il Presidente dell’Assemblea Capitolina, che bisogno c’era che andasse anche il Sindaco? L’impressione, stando alle parole postate dal Sindaco stesso, è che ella volesse provare quell’esperienza unica che un tale viaggio può dare, ma qualcune dovrebbe ricordarle che per quelle cose avrebbe avuto tempo prima di farsi eleggere Sindaco di Roma e comunque avrà chissà quanto tempo una volta che Sindaco di Roma non sarà più, mentre nel frattempo, ossia mentre è Sindaco di Roma, il suo unico pensiero dovrebbe essere lavorare per risolvere i drammatici problemi in cui la città continua a dibattersi.

In oltre quattro mesi di governo la nuova amministrazione non è riuscita ad incardinare uno straccio di discussione su nessuno dei gravissimi problemi che stanno portando Roma a divenire un’emergenza nazionale. Sulla gestione rifiuti si è fermi a quanto (poco) fatto dall’amministrazione Marino ed in attesa che (forse a dicembre?) venga partorito un piano per “rifiuti zero”. Sulle partecipate ancora non c’è uno straccio di strategia, con difese d’ufficio dell’ATAC, salvo l’assenza di qualsiasi idea su come risanarla, decisioni schizofreniche sulla Fiera di Roma, il nulla su ACEA ed il resto. La Polizia Locale Roma Capitale aspetta da luglio di avere un Comandante definitivo e nel frattempo la sua azione è (comprensibilmente) sempre più inconsistente, con livelli di illegalità diffusa da vera e propria emergenza. La manutenzione cittadina è ancora al palo, con allagamenti diffusi e crolli degli alberi alla prima pioggia ed una situazione strade su cui ancora nessuno sembra aver speso un singolo pensiero. Il commercio cittadino è nel caos più totale, con quello virtuoso alla canna del gas e quello illegale e straccione che prosperano indisturbati. La mobilità cittadina è stata messa nelle mani di un Assessore assolutamente inesperto ed inconsistente, col risultato di leggere ogni tanto di qualche sua uscita originale o slogan ma nulla che dia l’idea di una direzione verso cui ci si sta dirigendo, mentre sia il trasporto pubblico che la mobilità privata peggiorano di giorno in giorno.

 

Ebbene, in un panorama così desolante e con capacità personali assai scarse, dovute in parte alla totale mancanza di esperienza in cose più grandi di lei ma anche ad una dimostrata mediocrità di fondo, il Sindaco avrebbe meglio fatto a rimanere in città a cercare di fare qualche passo avanti sui tanti gravi temi all’ordine del giorno. Ed invece dobbiamo vederla farsi l’ennesima foto sorridente, questa volta con Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento, in partenza per un’esperienza che già sa sarà per lei unica.

 

raggimodiano

 

Il buon Sami Modiano il Sindaco avrebbe dovuto abbracciarlo e salutarlo all’aeroporto di Fiumicino, augurando buono e fruttuoso viaggio a lui ed a tutti gli studenti romani in partenza, e quindi tornarsene al suo ufficio in Campidoglio per riprendere un lavoro per cui servirebbero forse 72 ore ogni giorno.

Cos’altro se non un’incredibile leggerezza ed irresponsabilità possono far credere al Sindaco Raggi di avere il tempo per farsi una due giorni di “esperienza unica” al di fuori di Roma?

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