Toh … si riparla dello stadio della Roma. Odore di campagna elettorale?

La due diligence chiesta dal sindaco Raggi ha dato esito positivo ma il documento è solo consultabile da parte dei soli consiglieri. Quanto mai ci sarà da nascondere?

Il tema ce l’ha suggerito un breve comunicato stampa emesso ieri dalla consigliera Cristina Grancio, ex-M5S ed ora nel gruppo misto in Assemblea Capitolina.

 

ROMA, STADIO: Grancio (MISTO) “Roma ha altre priorità rispetto allo stadio”

08/07/2020 – “Il Sindaco di Roma invece di affrontare le emergenze sociali e le altre priorità che sempre più colpiscono la città, continua a pensare al progetto dello stadio a Tor di Valle”
È quanto dichiara Cristina Grancio, capogruppo del Misto in Assemblea Capitolina, in merito alle notizie riportate dagli organi di informazione sui nuovi sviluppi relativi allo stadio della Roma.
“un’opera privata con ancora tanti lati oscuri da chiarire, dai processi in corso all’inchiesta della Corte dei Conti, all’iter procedurale in totale mancanza di trasparenza e partecipazione, con una due diligence redatta dallo stesso Dipartimento che dovrebbe essere controllato. Oggi aspettiamo di leggere questa nuova due diligence di cui é ingiustificato non avere copia, per capire come per magia sono stati risolti i problemi della mobilità e del vincolo idrogeologico, solo per fare alcuni esempi, che affliggono questo progetto”

 

 

La notizia a cui il comunicato fa riferimento è che i tecnici capitolini responsabili dei trasporti e mobilità hanno svolto la due diligence richiesta dal sindaco Raggi ed hanno dato il via libera sul nuovo stadio della Roma.

Curioso esito, viene subito da pensare, soprattutto ricordando le conclusioni a cui giunse il Politecnico di Torino poco più di un anno fa, incaricato dal sindaco Raggi di rivedere gli scenari di mobilità in relazione al nuovo stadio di Tor di Valle.

 

Questa fu la conclusione dei tecnici del Politecnico:

Pertanto, il parere di questo gruppo di lavoro è che – dal punto di vista dei trasporti – lo stadio possa essere realizzato nell’area in analisi, subordinando tuttavia necessariamente la relativa messa in esercizio al completamento di una serie di interventi: questi ultimi includono soprattutto l’ambito ferroviario (Roma-Lido, FL1), ma anche nel complesso un’offerta plurimodale (pedonale, con biciclette su percorsi sicuri, con TPL, ecc.), supportata da “ITS” (Intelligent Transport Systems), anche in relazione alla gestione della sosta.

 

Come a dire: se riuscite a realizzare un’offerta plurimodale supportata dalle più moderne tecnologie, qualcosa che porrebbe Roma all’avanguardia dei sistemi di mobilità a livello mondiale, allora lo stadio può essere realizzato.

Peccato che in materia di mobilità Roma è praticamente al medioevo e per farle fare il necessario salto di qualità occorrerebbero miracoli multipli.

 

Anche noi saremmo molto curiosi di leggere questa due diligence, per capire a quali magie si può essere ricorsi per superare i gravi problemi di mobilità connessi al rivisto progetto dell’amministrazione Raggi, ma purtroppo essa non è disponibile per i comuni mortali. Ecco infatti come sul sito internet di Roma Capitale confutano il fatto che l’atto sia secretato:

 

Stadio Tor di Valle: due diligence consultabile da consiglieri Roma Capitale

Tematica: Sport

8 luglio 2020

La due diligence sul progetto dello stadio di Tor di Valle non è un atto secretato ma è consultabile da tutti i consiglieri di Roma Capitale, sia di maggioranza che di opposizione.

Sarà possibile la sola “ostensione” della stessa due diligence esclusivamente ai consiglieri che faranno richiesta di accesso agli atti “in relazione al loro mandato”.

Come previsto dalla normativa vigente l’accesso all’atto, inteso come estrazione copia, è invece differito al completamento del procedimento amministrativo in corso.

A tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che faranno richiesta sarà data la possibilità di visionare liberamente il documento.

RED

 

 

Che nessuno si azzardi a dire che la due diligence sia stata secretata, però o sei un consigliere di Assemblea Capitolina e ti è permesso di consultarla, senza la possibilità di fare copie, oppure ti devi fidare delle verifiche fatte dai tecnici capitolini.

 

Davvero niente male per chi ancora sbandiera “Trasparenza e Partecipazione” come le proprie stelle polari.

Ovviamente a noi tanta riservatezza puzza di bruciato lontano un miglio e siamo pronti a scommettere che la due diligence sia stata stiracchiata in maniera scandalosa.

Esageriamo? Può anche darsi, ma nessuno potrà dimostrarcelo, non essendo il documento di dominio pubblico.

 

Che lo stadio della Roma sarebbe stata una delle Caporetto dell’amministrazione M5S noi l’avevamo capito fin dal febbraio 2017, quando la Raggi uscì gongolante dalla riunione con i proponenti del progetto rilasciando dichiarazioni vaghe ed irresponsabili.

Poi ci sono state le vicende giudiziarie collegate al progetto dello stadio, quelle che hanno visto l’arresto del presidente di ACEA e addirittura del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito (attualmente a giudizio nel pieno delle sue funzioni, scandalo nello scandalo).

 

Ebbene nonostante tutto Virginia Raggi vuole evidentemente andare avanti, a tutti i costi, e l’unico motivo non può che essere l’avvicinarsi delle elezioni, con la necessità di far vedere che il progetto procede.

L’ennesima scelta irresponsabile, foriera di infiniti problemi e contenziosi futuri, tutte cose che a Virginia Raggi non interessano minimamente, essendo il suo unico pensiero il mantenimento della poltrona, possibilmente per un ulteriore mandato.

 

Che brutta fine ha fatto il MoVimento, che triste parabola quella di coloro che dovevano trasformare le istituzioni in una casa di vetro ed invece ne hanno fatto tante torri d’avorio dove vivere nei privilegi che avevano sempre denunciato.

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