Sindaco o non sindaco, Ignazio Marino continua ad ascoltare la città

Da sindaco Marino si distinse per coraggio, apertura e chiarezza d'intenti. Da europarlamentare ha avviato una campagna d'ascolto, con incontri dal vivo ed un questionario online

Abbiamo avuto un breve scambio di email con l’ex-sindaco di Roma, oggi europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ignazio Marino in cui abbiamo ricordato l’incontro pubblico che lui accettò con alcuni blogger romani (tra cui noi di Diarioromano) nel dicembre 2014.

Si parlò di cartelloni, bancarelle e camion bar, scrittre vandaliche, ciclabilità e sicurezza stradale, legalità,  ma soprattutto fu un confronto aperto, non preparato, col sindaco che rispose alle domande dei blogger senza conoscerle prima, dimostrando di “essere sul pezzo” su tutti i temi trattati.

Un sindaco preparato, aperto all’ascolto dei cittadini, pronto a mettersi contro alcuni dei tradizionali poteri forti di Roma (lobby delle ditte pubblicitari e delle bancarelle, ma anche Polizia Locale!?!) per il bene della città, totalmente un altro mondo rispetto alla situazione attuale, col sindaco Gualtieri che ormai imperversa sui social a senso rigorosamente unico, rifuggendo anche la più piccola occasione di confronto con i cittadini.

 

È pur vero che “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, per cui continueremo a vedere Gualtieri solo nei video che pubblica sui social, mentre Ignazio Marino continua a confrontarsi con i cittadini, ora nella sua veste di europarlamentare. Come ci ha scritto infatti:

Per quanto riguarda me, io non ho mai smesso di occuparmi di Roma e per questo ho avviato una campagna di ascolto della città”, campagna che già ha visto Ignazio Marino incontrare i cittadini di persona ma che mette anche a disposizione un questionario che può essere compilato e inviato online.

 

Della possibilità che Ignazio Marino possa tornare a candidarsi come sindaco di Roma se ne è parlato recentemente e lui stesso non ha escluso la cosa. Ci sarebbero indubbie difficoltà di spazio politico, ma sappiamo che molti (moltissimi?) cittadini vedrebbero con estremo favore Ignazio Marino riprendere il percorso bruscamente interrotto nel 2015.

Che la cosa avvenga o meno, sarebbe auspicabile che nel frattempo il sindaco Gualtieri prendesse un po’ spunto dal suo predecessore, a partire dall’ascolto nei confronti dei cittadini. Se ad esempio Gualtieri volesse provare a replicare l’incontro con i blogger, saremmo ben lieti di organizzarglielo noi, come fatto a suo tempo con l’assessore Patanè (un incontro che purtroppo è rimasto isolato e non ha seuito il percorso prefigurato).

 

Noi, che pure non facemmo sconti anche all’allora sindaco Marino, non nascondiamo il nostro favore per il suo stile e la sua chiarezza d’intenti, ribaditi nella sua chiosa al nostro scambio di messaggi:

Al di là delle mie future scelte, è importante coltivare una coscienza critica in città e una visione per il cambiamento dei paradigmi che governano le attuali logiche politiche, non solo a Roma per la verità“.

 

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5 risposte

  1. Fa piacere sentire che c’è qualcuno che si predispone all’ascolto di Roma e dei romani. Ricordo però che fu la giunta Marino, dall’oggi al domani, senza alcun dibattito con la popolazione, a decuplicare la tariffa ZTL per i residenti (sulla prima auto del nucleo famigliare, di modesta cilindrata). Direi che la decisione non rifletteva l’ascolto dei cittadini interessati. A suo tempo raccogliemmo firme, presentammo petizioni – ricordo i miei vicini di casa attoniti alla notizia – ma nessuno ci prestò, appunto, ascolto. A tutt’oggi mi chiedo, vista la migrazione verso le periferie e l’ecatombe dei parcheggi praticata dalla giunta Gualtieri, quali siano gli introiti per il Comune di Roma. Cosa ne penserà adesso Marino della questione? Si sarà accorto che per una famiglia, magari con anziani o figli piccoli, l’uso di un’auto è essenziale? Si sarà chiesto se sia giusto farlo pagare ai residenti del Centro mentre quelli, per esempio, dei Parioli non lo fanno?

    1. Marino fu tott’altro che infallibile durante il suo breve mandato (e noi non gli facemmo sconti sulle nostre pagine), ma visto a posteriori fu l’unico sindaco recente che provò realmente a rimettere Roma su binari di rilancio, attaccando le maggiori lobby che ancora oggi pensano solo a spolpare la città.

  2. Non sono d’accordo con questo articolo che vorrebbe riabilitare un ex sindaco, che ha fallito in pieno,
    conseguenza dei suoi troppi errori compiuti per impreparazione, supponenza e superficialità. In quanto all’ascolto dei cittadini mi basta rievocare la risposta ad una signora che protestava in modo civile, ovvero «Signora, provi a connettere e a far funzionare quei due neuroni che ha» : questo sarebbe l’ascolto? Per non tacere di altre uscite senza freni ed assurde. In quanto ai poteri dei vigili urbani, come non ricordare la gazzarra vergognosa contro di loro, in occasione di un capodanno dove i caschi bianchi rifiutarono lo straordinario e vennero messi sotto accusa per assenteismo. Ma quale? Visto che avrebbero dovuto fare uno straordinario, a cui il lavoratore è sempre libero di non aderire? Ci furono invece precise responsabilità ai vertici, che non furono minimamente sfiorati da nessuna indagine, mentre lo furono pesantemente vigili e medici. In quanto ai “molti (moltissimi?) cittadini vedrebbero con estremo favore Ignazio Marino”, rispondo che è stato un Sindaco non apprezzato da più di moltissimi cittadini. Prova ne sono i ben due scioperi quasi totali, di tutto il personale comunale con manifestazioni in Campidoglio. Anche loro votano e sono più di moltissimi con le loro famiglie. In quanto alle bancarelle, basta andare in Viale Carlo Felice, dove il genio di Marino ha voluto deportare gli ambulanti del centro, un serie di chioschi desolatamente vuoti che imbruttiscono la via. Vogliamo tornare a quei tempi non fausti? Per non parlare del caos durante le primarie, che portò alla candidatura di Marino, e giubilando quella molto più valida e preparata di Gentiloni, poi diventato, guarda caso, Presidente del Consiglio. Articolo elegiaco ma non tanto azzeccato. Ma ve l’ha chiesto Marino?

    1. Partiamo dall’ultima domanda: nessuno ci ha mai chiesto di pubblicare qualcosa a suo favore, forse perché fin dall’inizio abbiamo dimostrato di essere totalmente indipendenti.
      Riguardo poi Marino in particolare, può andarsi a rileggere quello che scrivevamo durante il suo mandato per verificare che non facemmo sconti neanche a lui.

      Curiosamente gli aspetti negativi della consiliatura Marino che lei elenca sono per noi alcuni di quelli che invcece ne dimostrarono la reale valenza. Fu infatti lui il primo sindaco a provare a riformare il corpo di Polizia Locale, nominando per la prima volta un comandante esterno, l’ottimo e rimpianto Raffaele Clemente, i cui sforzi furono purtroppo terminati da Raggi. E della necessità di una riforma del corpo di PL possiamo rendercene conto ancora oggi, dopo che esso è stato riportato alla totale inconsistenza del passato da Raggi e poi da Gualtieri.
      Lo stesso si può dire delle bancarelle spostate dai luoghi più preziosi del centro; non che a viale Carlo Felice facciano bella mostra di sé, ma sempre meno peggio che averle ai Fori o piazza del Popolo.
      Anche il fatto che si mise contro i dipendenti comunali dimostra che Marino provò a mettere mano ad una macchina amministrativa tutt’altro che ben funzionante, votata più ai propri interessi che al servizio della città e dei cittadini.

      Insomma Marino fu l’unico sindaco recente che provò a mettersi contro le tante lobby che pensano solo a spolpare Roma (mettiamoci anche le ditte pubblicitarie, l’ATAC, e l’AMA) e fu defenestrato dal proprio partito proprio per quello.
      Con Gualtieri si è tornati al vecchio status quo, con i vigili, ATAC, AMA e tutta l’amministrazione capitolina concentrati sulle proprie dinamiche ed interessi e Roma che rimane nel solito degrado (nonostante i tanti imbellettamenti derivati dai fondi PNRR e Giubileo).

      1. Che Clemente fosse ottimo come poliziotto, vedi il suo valido lavoro fatto all’Esquilino, non lo rende pari come comandante dei Vigili Urbani, vedi l’insuccesso di Capodanno che poteva esser ben impedito se fosse stato gestito in maniera più accorta e puntuale. Al riguardo non risulta che avesse dato quel quid in più per il miglior andamento del corpo, visto che ha avuto più preponderanza l’operato dei due vice. Ciò a differenza di un certo suo collega, il Comandante Capuano, proveniente dalla polizia e che dopo tanti anni è rimasto ancora come esempio di buon andamento, per non parlare dell’indimenticato comandante Andreotti. Marino non seppe avere un rapporto concreto, corretto ed efficace con i lavoratori capitolini, vigili compresi, non è un caso che sia stato l’unico sindaco d’Italia ad aver dovuto subire lo sciopero generale dei dipendenti. Si fece grande trattandoli come nemici a prescindere, ebbe pure il coraggio di toccare loro gli stipendi, notoriamente scarsi. Questo tra il plauso di un’ignava stampa romana, notoriamente avversa e parziale con i dipendenti, a cui devo aggiungere purtroppo anche il mio caro Diario Romano. Al contrario va menzionata positivamente la tanto criticata Raggi, che ha saputo recuperare e ricucire il rapporto con i dipendenti ed ovviare gli errori marchiani di valutazione e di gestione di Marino. Vedi la positiva nomina di un certo comandante Di Maggio, che è rimasto anche dopo la pensione. Riguardo le bancarelle il suo muro contro muro, se ha soddisfatto i vostri effimeri canoni estetici ed esistenziali, di certo non ha risolto nulla, se non quello di peggiorare una situazione che poteva essere gestita con acume, cosa che è mancata a Marino. Riguardo le lobbies, queste ci sono sempre state anche con Marino, posto che sono presenze pervasive e che si insinuano ogni ambito pubblico, vedi la loro presenza stabile e fattiva in sede europea. Infine l’ abuso di termini tipo “spolpare Roma”, senza fare nomi, oltre l’ indicare come nemici i dipendenti e le partecipate, come fossero ostacoli insormontabili, la dice lunga sulla poca valenza di tali giustificazioni. Non sono attenuanti, ma solo la testimonianza di un evidente fallimento, voluto e cercato da lui. Con tutto il rispetto e la stima per la persona, purtroppo fare il Sindaco non è semplice, bisogna studiare, avere apertura mentale ed esserci portato, ed ahimè Marino non mi risulta che abbia avuto dette caratteristiche. Se poi in futuro decida di candidarsi, libero di farlo, vuol dire che avremo il piacere di non votarlo. Ma non per la persona, che ripeto è stimabile, ma per il non buon ricordo che ha lasciato, visti suoi errori di cui non ha fatto alcun accenno, e che voi avete deresponsabilizzato indicando altri colpevoli decisamente improbabili. Buonasera da chi, qualcosa in più sa.

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@diarioromano In particolare nella zona attorno S.Pietro. Non sono bastati i soldi di Giubileo e PNRR x garantire un benché minimo monitoraggio e manutenzione. Ma la vita dignitosa dei cittadini romani x qsta giunta conta meno delle grandi opere e delle “riqualificazioni” farlocche…🤦🏻‍♂️😡

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