Si terrà questa notte la festa illegale allo Spin Time? I palazzi occupati usati per i party

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Il paradosso è evidente: se questa notte un qualsiasi ristorante o discoteca vuole organizzare la festa di capodanno, deve fare attenzione a mille permessi e autorizzazioni. Se invece la stessa festa viene organizzata all’interno di un palazzo occupato allora la si può fare nell’illegalità più totale.

Solo domani potremo sapere se alla fine allo Spin Time di via Santa Croce in Gerusalemme il mega party si sarà tenuto o no. Ma il solo fatto che un edificio pubblico, occupato da anni, per il quale nessuno paga bollette e spese di manutenzione, venga usato per eventi a fine di lucro fa rabbrividire. Su Facebook da oltre due settimane si parla di questo veglione di San Silvestro per il quale sembra siano stati venduti oltre 400 biglietti.

Capienza del locale? Sconosciuta perché nessuno può sapere in quale sala del palazzo si svolgerà la festa. Per non parlare di uscite di sicurezza, sistemi antincendio, materiali ignifughi e così via. Ovviamente nessuna norma sarà rispettata e non sia mai dovesse verificarsi un incidente le conseguenze potrebbero essere gravissime. Il Questore di Roma, Carmine Esposito, ha inviato questa mattina agli organizzatori una diffida ma prima ancora che si tenga l’evento non è facile individuare le responsabilità di un singolo o di un gruppo. Secondo il Messaggero in edicola oggi, a San Vitale sono preoccupati per il susseguirsi di iniziative illegali all’interno dell’edificio e per gli alloggi occupati, il cui numero pare crescere in continuazione.

Lo Spin Time, ex sede dell’Inpdap, è occupato dal 2012. Da allora gli attivisti di “Scomodo” e gli occupanti di “Action” hanno organizzato diverse iniziative, alcune anche di pregio, ma tutte senza la minima autorizzazione. E non potrebbe essere altrimenti perché nessuno ha titolo di vivere in quell’immobile, né tanto meno di realizzarci feste o mostre o concerti. Dell’edificio si parlò molto la scorsa primavera quando Acea decise di staccare l’energia elettrica a causa di una morosità non più sostenibile, oltre 300 mila euro. Banca Finnat, proprietaria delle mura, non aveva alcuna intenzione di pagare anzi si era dichiarata parte lesa in quanto le era stata tolta la disponibilità di uno stabile.

All’improvviso 453 persone, di cui 98 minori, rimasero senza luce. Tre giorni dopo, l’11 maggio, con un blitz quasi cinematografico, il cardinal Krajewski – elemosiniere del Papa – si calò nel pozzo elettrico e riattaccò la corrente. I tecnici Acea tornarono nella notte successiva sul posto tentando di effettuare un nuovo distacco ma una delegazione di occupanti impedì loro di avvicinarsi, con metodi non proprio pacifici. Da allora tutto è tornato nel solito oblio, dove i problemi non si risolvono ma si incancreniscono. L’esigenza di dare alloggio a chi effettivamente ne ha bisogno e di mettere fuori chi se ne approfitta non è mai stata sentita dalle istituzioni, al punto che siamo arrivati a questa sera, quando appunto in quel luogo si terrà (o almeno così sembra) una grande festa.

 

La questione era passata in sordina fino a che Romafaschifo l’ha sollevata sui social. Imbarazzo da parte della Sindaca che ha evitato ogni commento, mentre pare che la ministra dell’Interno Lamorgese stia seguendo da vicino la situazione e stia decidendo il da farsi. Nel suo stile fatto di poche parole contrariamente al suo predecessore chiacchierone, Lamorgese potrebbe decidere di lasciar correre, oppure di bloccare l’evento, oppure ancora di contingentare gli ingressi ad un numero congruo di persone.

Il rischio, infatti, è che l’edificio si riempia oltre l’inverosimile, mettendo a rischio l’incolumità di troppa gente. I prezzi sono popolari, si parla di una consumazione a tre euro, oltre al biglietto di ingresso a 20 euro con cena e 10 euro senza cena. Per la notte di Capodanno è un vero affare e molti giovani potrebbero essere attratti da musica, drink e cibo a costi contenuti. Sembra ci saranno due menu, uno a base di pesce con cozze, salmone e baccalà e uno a base vegetariana. I prezzi possono essere contenuti grazie al fatto che qui di scontrini non se ne fanno, né vengono seguite le norme che ogni altra attività con licenza è costretta a rispettare.

Troppo facile organizzare feste in questo modo e soprattutto troppo ingiusto per chi le tasse le paga. La legge, insomma, non è uguale per tutti a Roma. C’è chi questa notte prenderà una multa perché il maniglione antipanico di una porta sul retro è difettoso o un estintore non è stato revisionato in tempo e chi invece farà entrare migliaia di persone in una struttura pubblica senza pagare un euro al fisco, per di più mettendo a rischio l’incolumità degli avventori.

Non sarebbe un buon inizio per il 2020 che si sta affacciando!

 

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