Se intorno al S. Camillo ci sono tanti parcheggiatori abusivi la colpa è anche dell’ospedale

Lunedì nuova aggressione ai danni di un automobilista che non voleva pagare il pizzo. Ecco i sei uomini che controllano la zona. Basterebbe poco per riportare legalità

Il giorno di Natale dovremmo essere tutti più buoni eppure non ci riesce proprio. Forse siamo noi ad essere cinici ma gli abusi e le prepotenze ci fanno innervosire soprattutto quando ad esserne vittima sono malati o parenti di persone malate che si recano in un ospedale.

Nei dintorni del San Camillo la piaga dei posteggiatori abusivi è ormai cancrena. Sono 15 anni che si susseguono denunce, fantomatici blitz della polizia ma tutto resta come prima. Circonvallazione Gianicolense, via Ramazzini e via Maiorana sono ostaggio di un manipolo di estorsori che non esitano a usare la violenza nei confronti di chi non vuole sottostare al pizzo. L’ultimo episodio lunedì scorso quando un uomo che aveva appena parcheggiato la sua auto è stato colpito con una stampella ortopedica da un 59enne posteggiatore abusivo sol perché si era rifiutato di pagargli l’obolo.

I carabinieri hanno fermato l’egiziano poche ore dopo mentre proseguiva indisturbato la sua opera di taglieggiamento nei confronti di chi parcheggia sulle strisce blu o bianche. L’identità dell’egiziano non è stata rivelata ma la storia dell’aggressione con una stampella ci ha riportato alla memoria un caso simile avvenuto a settembre del 2019 sempre nello stesso luogo. All’epoca l’aggressore colpì una guardia giurata che lo aveva notato mentre chiedeva denaro ad automobilisti che lasciavano l’auto in un parcheggio interno dell’ospedale. E sapete quanti anni aveva l’aggressore del 2019? Ne aveva 57 ed era di origine egiziana.

Il protagonista dell’episodio di lunedì scorso ne aveva 59 ed era di origine egiziana. Non possiamo giurare sia la stessa persona ma gli indizi convergono e se così fosse si dimostrerebbe che questi fermi di carabinieri e polizia non servono a nulla, perché le stesse persone tornano dopo pochi giorni a fare lo stesso mestiere (chiamiamolo così).

Andando indietro nel tempo si hanno notizie di decine di “blitz” o “operazioni” delle forze dell’ordine per interrompere il taglieggio nei pressi del San Camillo ma sono tutti interventi spot ad uso delle telecamere e dei giornalisti boccaloni (ah l’informazione che brutta fine sta facendo!!).

Per esempio il 26 giugno scorso gli agenti del Gipt, il Gruppo Intervento Pronto Traffico, hanno identificato dieci parcheggiatori irregolari intorno all’ospedale.

A febbraio del 2021 la Polizia del XII distretto Monteverde aveva avviato le indagini (pomposa espressione) per risalire ad un parcheggiatore che aveva colpito con un pugno al volto un automobilista che si era rifiutato di pagare il ticket.

A gennaio del 2017 la Polizia di Roma Capitale aveva fermato 15 posteggiatori irregolari e gli esempi potrebbero proseguire all’infinito.

Senza bisogno di indagini o di lunghi appostamenti, ci è bastato avvicinarci con la nostra auto all’ingresso principale del San Camillo per essere subito intercettati da un uomo di colore, alto e giovane che ci ha chiesto 2 euro per un parcheggio a spina pure assai stretto.

 

Poco più avanti, sempre lungo circonvallazione Gianicolense, un altro uomo (nella foto che segue ha i jeans) si è sbracciato per condurci ad un posto. Gli abbiamo chiesto quanto volesse e lui generosamente ha risposto: “Offerta libera”.

 

Gli abusivi si riuniscono in gruppetti forse per cambiare le monete, fare due chiacchiere o per coordinarsi sugli orari. Qui sotto uno dei due gruppetti composto da tre parcheggiatori.

E poi il secondo gruppetto che opera nel tratto compreso tra l’ingresso principale e via Ramazzini.

 

Sono sei uomini che hanno il controllo della sosta tutto intorno all’ospedale, almeno nelle ore mattutine. Forse al pomeriggio vengono sostituiti da colleghi e ovviamente non si può trattare di semplici abusivi che si presentano all’alba e si accaparrano un posto, ma fanno parte di una organizzazione che si è spartita il quartiere.

L’inefficienza dei parcheggi interni è la causa del tutto. E’ stato diarioromano, ad agosto del 2021, a sollevare lo scandalo del multipiano per i visitatori usato solo per ospitare una collezione di auto d’epoca.

Venti giorni dopo il nostro articolo, le auto d’epoca furono spostate (quasi tutte) e la viabilità interna verso i parcheggi subì una piccola rivoluzione. Invece di migliorare l’accesso per i visitatori lo si è nascosto, rendendo l’ingresso una caccia al tesoro. Anche in questo caso diarioromano ha documentato l’assurda scelta della dirigenza ospedaliera che sarà sicuramente animata da buona fede ma così facendo facilita solo la vita dei parcheggiatori abusivi. Sarebbe interessante, infatti, fare un sondaggio tra gli utenti dell’ospedale per scoprire quanti pochi di loro siano a conoscenza di un parcheggio interno. Si finisce, dunque, a lasciare la vettura lungo il perimetro della cittadella permettendo agli irregolari incassi molto sostanziosi.

Si comprende che l’assessore alla Sanità della Regione, Alessio D’amato, sia molto impegnato con la campagna vaccinale ma i vecchi problemi delle strutture ospedaliere stanno tutti lì e sarebbe davvero auspicabile un suo intervento presso la direzione del San Camillo per farle capire che la disorganizzazione interna alimenta una filiera dell’illegalità che va stroncata.

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Sulla sosta nei pressi del San Camillo

L’uso privato del parcheggio pubblico del S. Camillo – Diarioromano

Il parcheggio del S. Camillo liberato dalle auto d’epoca, ma resta molto da fare – Diarioromano

San Camillo: alla ricerca del nuovo (misterioso) accesso ai parcheggi – Diarioromano

 

 

 

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