Sbeffeggiare la stampa, una brutta abitudine del potere

Che la stampa romana sia tra le maggiori concause dello sfascio di Roma è una tesi che abbiamo più volte sostenuto (l’ultima qui).

Rimane però il fatto che una libera informazione è tra le condizioni indispensabili per una convivenza democratica, giacché è con essa che i cittadini vengono a conoscere i fatti e possono farsi delle opinioni.

Per questo le nostre critiche nei confronti della stampa non sono mai state per affossarla definitivamente, magari a beneficio di blog improvvisati come il nostro, bensì vogliono essere uno stimolo affinché la stampa a Roma cominci ad essere quell’attento mastino di cui la città ha bisogno; un controllore capace di raccontare i fatti, analizzarli in un contesto anche storico, in modo da fornire ai cittadini gli elementi indispensabili per farsi un’opinione che non sia fondata solo su pregiudizi e/o stravolgimenti della realtà.

 

Ed è sempre perché capiamo bene l’importanza di una stampa libera che ci viene un moto di sdegno ogni volta che vediamo qualche rappresentante delle istituzioni che si permette di prendere in giro giornali e giornalisti.

Accadde quando il non rimpianto assessore Montanari provò, in maniera assolutamente ridicola, a contestare una serie di articoli di stampa bollandoli come bufale, ed è accaduto di nuovo in questi giorni laddove l’assessore Frongia ed il presidente Diario hanno pensato addirittura di girare una specie di ridicola scenetta per mettere in burla un articolo de La Repubblica sulla prossima maratona di Roma.

Eccoli qui i novelli Gianni e Pinotto:

 

 

Come si può vedere i due, tra risatine smorzate e battute pessimamente recitate (ma d’altronde dovrebbero essere politici, mica attori), mettono alla berlina una giornalista de La Repubblica dicendo di conoscerla bene come una che ha già scritto altre corbellerie sulla maratona, definendola addirittura come una “seriale”.

In sintesi, assessore e presidente ci sono rimasti male perché qualche giorno fa La Repubblica ha confrontato il numero di iscritti ad oggi della maratona di Roma, circa ottomila, con quello delle ultime edizioni (nel 2015 furono 15mila, nel 2016 e 2017 circa 16mila e nel 2018 14mila), concludendo che quest’anno si registrerà un crollo nelle iscrizioni finali.

La cosa peraltro non dovrebbe stupire nessuno, giacché sono gli stessi organizzatori che nelle più rosee previsioni non si aspettano di andare molto oltre la soglia dei 10mila iscritti. Proprio il presidente Diario agli inizi di gennaio diceva di aspettarsi un numero finale di 9mila iscritti all’incirca.

 

Invece la coppia del video si sbraccia per dimostrare che la tesi dell’articolo di Repubblica è sballata, che in realtà non c’è stato nessun crollo nelle iscrizioni alla maratona. E lo fa citando i titoli di diversi altri articoli che in effetti parlano tutti di “…già ottomila iscritti” alla maratona di Roma.

Ma, verrebbe da chiedersi, come si fa a non parlare di crollo nelle iscrizioni se da una media di circa 15mila iscritti nelle ultime quattro edizioni si passa al massimo a 10mila in quella di quest’anno?

 

Il punto è che per i novelli Gianni e Pinotto del video quella di quest’anno è l’edizione zero della maratona (lo afferma proprio l’assessore Frongia nel video), per cui inaugurare un evento con 9/10mila partecipanti non può che essere considerato un successo.

È questa una tesi un po’ bislacca, a nostro avviso, soprattutto considerando che lo stesso logo della maratona parla di XXV edizione:

 

 

Perché allora costoro parlano di edizione zero?

Il fatto è che lo scorso anno l’amministrazione capitolina ha deciso di assegnare l’organizzazione della maratona tramite bando pubblico, non volendo più affidarla direttamente agli organizzatori di tutte le precedenti edizioni (l’Italia Marathon Club).

Il bando è stato pubblicato a marzo 2018 ma a causa del ricorso degli organizzatori precedenti (ricorso peraltro respinto dal TAR) non è stato possibile assegnarlo in tempo e quindi l’edizione di quest’anno è stata curata direttamente dal Campidoglio in collaborazione con la FIDAL (la Federazione Italiana di Atletica Leggera).

Ecco allora perché l’assessore Frongia parla di “edizione zero”: è la prima edizione per loro come organizzatori,non certo per la manifestazione che invece quest’anno compie il primo quarto di secolo.

 

Viene allora da chiedersi: non avrebbero fatto meglio i due improvvisati attori a spiegare che sì, ci si aspettava un calo delle iscrizioni alla maratona, dovuto ai tempi stretti e ad un’organizzazione alla sua prima prova, descrivendo le vicissitudini della manifestazione?

Con che pretesa pensano di poter convincere i cittadini di essere loro dalla parte della ragione semplicemente citando titoli di articoli che, quelli sì, mistificano la realtà?

Perché la domanda che degli amministratori seri avrebbero dovuto porsi è: come diavolo si fa a compiacersi di un numero di iscritti pari a quasi la metà delle precedenti edizioni se non si spiegano le circostanze che hanno portato ad un tale dimezzamento?

Pensano forse Frongia e Diario che sia sufficiente citare dei titoli che praticamente stravolgono la realtà per riuscire a mettere alla berlina l’unica giornalista che un confronto con la realtà l’ha fatto?

 

Il punto qui non è se la tesi della giornalista sia valida o meno, bensì il tentativo di delegittimare chi prova a fare informazione riportando dati corretti, almeno fino a prova contraria. Prova che il video non ha fornito affatto.

 

Un brutto spettacolino quello inscenato dall’assessore e dal presidente, buono solo a dimostrare quanto costoro non sappiano recitare (e, come detto, questo non sarebbe neanche un problema) ma soprattutto quanto poco essi abbiano a cuore il rispetto nei confronti dei cittadini, che meritano spiegazioni serie e non delle insulse risatine, ed il rispetto che si dovrebbe nei confronti della libera stampa.

 

Ultima considerazione: nella disastrosa situazione in cui versa Roma, con lo sport cittadino che non fa eccezione nel generalizzato sconfortante panorama, i due responsabili politici non hanno nulla di meglio da fare che perdere tempo a girare un insulso video al solo scopo di provare a sbeffeggiare una singola giornalista?

 

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