Parco Nemorense: durante i lavori, devastato dai vandali

 

Non è una bella storia quella accaduta nelle ultime settimane al Parco Nemorense. Il giardino, molto amato dai residenti della zona, è stato chiuso i primi di novembre del 2019 per lavori di riqualificazione.

Il Dipartimento Ambiente aveva deciso di avocare la manutenzione scavalcando il Municipio e assegnando la gara d’appalto. Fin qui nulla di male, certo, ma i problemi sono venuti dopo. Il parco Virgiliano – questo il vero nome dell’area verde compresa tra via Panaro, via Lago di Lesina e via Nemorense – è stato preso in carico dal Campidoglio e lasciato incustodito in attesa che la ditta iniziasse i lavori.

Per oltre due mesi è stato impedito ai cittadini di entrarci ma nello stesso tempo nessun operaio era stato visto all’opera. Lasciare un bene prezioso incustodito a Roma non è mai una buona idea. Infatti, in poche settimane, il parco è stato vandalizzato e il bellissimo chiosco centrale risulta adesso inutilizzabile.

 

L’impresa si è comportata in modo sciatto e approssimativo, non chiudendo gli ingressi e lasciando il cantiere incustodito. “Sono indignato per la gravissima gestione del cantiere ad opera della ditta e del dipartimento Ambiente del Comune di Roma”, ha scritto sulla propria pagina Facebook l’assessore Municipale Rino Fabiano.

Molte panchine sono state distrutte, le inferriate piegate e le fontane vandalizzate. Quando ormai il danno era fatto, il parco è stato chiuso con maggior cura ma i lavori proseguono a rilento e per un terreno relativamente piccolo sono stati previsti oltre sei mesi. Secondo il cronoprogramma la riapertura sarebbe prevista il 10 maggio, ma in questi giorni, forse a causa del blocco delle attività per il Coronavirus, di nuovo gli operai sono scomparsi. “Perché nessuno lavora più se il parco è chiuso e non c’è pericolo di contagio?”, si domanda Floriana Benvenuti, una residente della zona, animatrice della pagina Facebook “Quelli del Parco Nemorense”.

Lo scorso 5 marzo il consigliere municipale Rollin e la presidente del II Municipio Del Bello hanno fatto un sopralluogo assieme ai tecnici comunali per fare il punto della situazione. Le potature sarebbero terminate ma manca ancora la riqualificazione della pavimentazione e della scalinata . Per prevenire ulteriori episodi di vandalismo, la presidente Del Bello ha chiesto l’installazione di telecamere ma il finanziamento per adesso non c’è e occorre superare i problemi legati alla privacy e alla custodia dei dati.

Fatto sta che i residenti lamentano una eccessiva lentezza dei lavori, considerato che il polmone verde è molto amato anche per il suo chiosco.

 

Sebbene in queste settimane di quarantena sarebbe rimasto chiuso lo stesso, il bar è diventato un elemento di decoro e di cura. E’ grazie ai gestori che il parco viene quotidianamente spazzato e pulito e ha ritrovato la sua funzione aggregativa. La cooperativa Barikamà si aggiudicò il chiosco durante l’amministrazione Marino grazie ad un progetto di microcredito. Si tratta di ragazzi africani fuggiti allo sfruttamento nelle campagne dopo la rivolta di Rosarno del 2010. Un esempio di legalità e coraggio dopo che il precedente assegnatario del bar fu chiuso per irregolarità amministrative.

Altro tema, non ancora risolto, è quello della manutenzione futura, una volta che il giardino sarà riaperto. La pessima abitudine di inaugurare le opere e lasciarle in abbandono dal giorno seguente è prassi a Roma e la giunta Raggi finora non ha mostrato un cambio di rotta.

 

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