Parcheggio interrato di lungotevere Arnaldo da Brescia: altro giro altra corsa

Nuovo apparente sblocco del progetto che va avanti dal 2005. A seguito di diverse diffide dell'assessore Patané, i concessionari hanno presentato le fideiussioni per iniziare i lavori. Tempi lunghi, ma qualcosa si muove

 

Ci siamo abituati tutti a questa immagine sul lungotevere, all’altezza di ponte Margherita. Ormai lo consideriamo come lo stato definitivo del luogo, senza neanche sognarci che queste recinzioni un giorno possano sparire.

Stiamo parlando del cantiere di quello che dovrebbe essere il parcheggio interrato di lungotevere Arnaldo da Brescia, un progetto ideato nel lontanissimo 2005 e il cui cantiere fu allestito nel 2010. A causa di problemi col collettore fognario e con i sottoservizi il progetto originario ha subito tre varianti, passando da una previsione iniziale di circa 600 posti auto interrati ai 182 (101 box, 12 stalli pertinenziali e 69 stalli a rotazione) dell’ultima previsione.

 

Di quest’opera ci occupammo nel gennaio 2019, ripercorrendone la storia e riportando l’ultimo stato del progetto, così come comunicato dall’allora amministrazione capitolina, ossia che gli uffici di Roma Capitale stavano verificando gli ultimi elaborati presentati dalle ditte concessionarie. Queste ultime al tempo si erano dette pronte a partire con i lavori non appena le verifiche si fossero concluse. Escludendo ulteriori intoppi, la previsione che al tempo si poteva fare era di un completamento del parcheggio per la prima metà del 2020.

 

Purtroppo anche in quel caso si andò ben oltre le più pessimistiche previsioni e nei fatti la situazione rimase immutata.

A fine 2019 demmo conto si un aggiornamento sul progetto, emerso durante una seduta della commissione mobilità dell’Assemblea Capitolina:

C’è già una delibera che, per l’ennesima volta (una storia che dura da 15 anni), approva il progetto ma dalla fine di agosto è ferma al vaglio del Segretariato Generale. Il presidente Stefàno ha preso l’impegno di chiedere informazioni al Segretariato.

 

Poi più nulla, di nuovo il silenzio totale.

 

Anche con la nuova giunta capitolina la situazione sul terreno è rimasta la stessa, ma l’assessore Patanè sta dimostrando almeno di provarci a risolvere l’annoso stallo di questo progetto. A fine novembre scorso e poi di nuovo ad inizio gennaio di quest’anno l’assessorato ha invitato le ditte concessionarie del parcheggio a presentare le fideiussioni necessarie per iniziare i lavori.

Evidentemente i concessionari non hanno risposto alla sollecitazione, perché a fine febbraio scorso il Campidoglio ha inviato una lettera di revoca agli stessi concessionari, parlando di “… decadenza della convenzione stipulata tra il Comune di Roma e le società Co.Ge.Sa srl e Park Nove srl… avente per oggetto la concessione del diritto di superficie su un’area di proprietà comunale e del relativo sottosuolo per la realizzazione di un parcheggio …“.

 

Quest’ultima lettera deve aver convito le ditte concessionarie perché ieri si è saputo che le stesse pare abbiano presentato le necessarie fideiussioni per circa sei milioni di euro.

Le ultime condizioni poste dall’amministrazione capitolina prevederebbero un inizio dei lavori entro un anno al massimo e la loro conclusione entro tre.

 

Accogliamo con soddisfazione queste notizie, riconoscendo all’assessore Patanè il merito di provare almeno a sbloccare una situazione tanto incancrenita (e che i suoi predecessori appaiono aver semplicemente ignorato).

Non ci facciamo comunque illusioni sulle possibilità che il progetto possa vedere la fine entro i tempi previsti, in quanto per le condizioni in cui è Roma si tratterebbe di un vero e proprio miracolo.

Aspettiamo intanto di vedere quando le ditte riapriranno il cantiere.

 

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