Old american dream or New Era. Focus sul voto Usa del 2024

Le primarie per Repubblicani e Democratici. Il ruolo dell'indipendente Robert Kennedy Jr e l'outsider Nikky Haley, unica donna in lizza con buone possibilità

Pubblichiamo un contributo sulle elezioni americane, predisposto da Leonardo Isola, nuovo collaboratore del nostro giornale.

 

 

Washington, Stati Uniti. La Politica è in trepidazione in vista delle Elezioni del 2024. Democratici e Repubblicani sono pronti a darsi battaglia per le presidenziali. Ad oggi i candidati che corrono per la casa bianca sono per i Democratici: JOE BIDEN, attuale Presidente, classe 1942, nato in Pennsylvania e la texana MARIANNE WILLIAMSON, classe 1952.

Invece per i Repubblicani (GOP) corrono l’ex presidente DONALD TRUMP, classe 1946 nato nel Queens a New York e i suoi sfidanti più forti sono il Presidente della Florida, l’italoamericano, RON DE SANTIS, classe 1978 di Jacksonville insieme all’ex ambasciatrice delle Nazioni Unite ed ex governatrice della South Carolina, NIKKI HALEY, classe 1972 di Bamberg. Queste elezioni saranno lo spartiacque a livello globale, arriveranno dopo il voto di gennaio di Taiwan, con forte interesse da parte della Cina, e le elezioni Europee di giugno.
Inoltre tra gli indipendenti c’è il democratico ROBERT KENNEDY JR, classe 1954, nato a Washington DC, famoso tra le altre cose per aver criticato apertamente la politica vaccinale durante la pandemia.

Il risultato delle Primarie nei due schieramenti potrà dare un’indicazione sul futuro della politica americana: una scelta tra la continuità (Conferma di Biden o Vittoria di Trump) o l’inizio di una “New Era” e quindi l’avvio di un nuovo corso non solo negli Usa ma in parte dell’occidente.

Vi starete chiedendo chi è l’OUTSIDER? Chi può essere la sorpresa?

Nikky Haley

 

La risposta è la repubblicana NIKKY HALEY.

Miss Haley si è laureata in contabilità (BS degree in accounting) presso la Clemson University, in Carolina del Sud, nel 1994. Dopo la laurea ha lavorato presso una società di gestione e smaltimento dei rifiuti per poi collaborare come contabile nel negozio di famiglia. Nel 1998 e nel 2003 è stata nominata membro del consiglio di amministrazione della Camera di commercio prima nella contea di Orangeburg, poi in quella di Lexington. Nel 2004, Haley si candidò alla Camera dei rappresentanti della Carolina del Sud, il suo sfidante era Larry Koon, alle primarie repubblicane. All’epoca, Koon, era il legislatore più longevo nella Statehouse della Carolina del Sud. Nikky Haley vinse il ballottaggio con dieci punti di vantaggio (55% – 45%). Nel 2006 venne eletta presidente della sezione della Carolina del Sud della National Association of Women Business Owners ed è stata presidente della campagna Friends of Scouting Leadership Division. Nel 2010 divenne Presidente della Carolina del Sud battendo per 60 voti il democratico Vincent Sheheen. Quando si candidò la prima volta, molti americani si limitavano a un: “Nikki chi?”.
E invece è riuscita a vincere pure le elezioni successive nel 2014, sempre contro Vincent Sheheen. Nel Gennaio 2017, Trump la nomina Ambasciatrice delle Nazioni Unite sostituendo Samantha Power. E ora Nikki Haley punta a diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Ironia della sorte se la dovrà vedere proprio con Trump: ad oggi la Haley è dietro al rivale repubblicano di dieci punti, almeno secondo i sondaggi.
Rispetto agli altri candidati, Nikki Haley ha puntato nella sua capacità di resistenza. “Abituatevi a vedere questa faccia“, ripete spesso. Oppure: “Sottovalutami, sarà divertente“. E in effetti tra gli elettori repubblicani acquisisce maggior consenso. I Repubblicani, rispetto ai Democratici, sono più abili in politica estera e in un momento delicato con due conflitti come Ucraina e Israelo-palestinese, il ruolo di una presidente donna potrebbe essere determinante. I Democratici, come si è visto durante la pandemia, sono molto forti internamente, in politica interna, ma hanno debolezze notevoli sul piano internazionale.

In queste elezioni, ruolo determinante l’avrà anche la Corte Suprema che ha in mano i destini di DONALD TRUMP, nel processo riguardo l’assalto di Capitol Hill, e di JOE BIDEN riguardo il destino del figlio HUNTER BIDEN, il quale è sotto indagine per evasione fiscale e possesso illegale di armi. Nel mese di luglio un giudice ha respinto il patteggiamento proposto dal Dipartimento della Giustizia con il Segretario della Giustizia, Merrick Garland che ha assegnato ad un procuratore speciale le indagini sul figlio del presidente.
Intanto i Trumpiani hanno candidato Jim Jordan come speaker della Camera dei Rappresentanti per tenere unito il Partito Repubblicano mentre i Democratici hanno confermato Nancy Pelosi in quel ruolo.

 

 

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