PREMESSA: erano giorni che volevo scrivere una cosa su via Fermi. Situata nel Municipio XI (zona Marconi), la classica strada di quartiere al centro di segnalazioni per degrado, accumuli di rifiuti a terra, tombini ostruiti e manto stradale deteriorato, con richieste frequenti di interventi di pulizia e sfalcio simili ad altre aree.



Ma soprattutto una strada che sembra una foto d’epoca scattata negli anni 70: marciapiedi di catrame, arredo urbano inesistente o dozzinale, scritte sui muri, le “tazze alberate” (le fioriere circolari intorno agli alberi nei marciapiedi) usate come posacenere o cestini e soprattutto, il parcheggio selvaggio sullo spartitraffico alberato.


O sarebbe meglio dire la “sosta tollerata” (e benvoluta dai residenti). Nonostante il divieto, s’è sempre parcheggiato così. Le forze politiche hanno chiuso un occhio (anche due), il Comune si è sempre ben guardato dal prendere atto che i 300 posti sullo square sono tollerati. Però questo ultimo problema è facilmente risolvibile creando un parcheggio in fila lungo lo square centrale (o a spina di pesce tra un albero e l’altro, come chiedeva il comitato NO PUP).
Dopo aver sospeso l’attività di volontariato per qualche anno, sono tornato in pista nel 2023. L’estate scorsa ho pubblicato un post di denuncia sul grave degrado via Fermi, segnalando cumuli di rifiuti, pareti ricoperte da graffiti, marciapiedi, strisce e spartitraffico-aiuola usati come parcheggio.

Dopo la comparsa di
rifiuti ingombranti e delle suppellettili abbandonate a ripetizione davanti ai cassonetti, la
proliferazione di graffiti e scritte offensive sulle serrande di un negozio sfitto (e sarebbe il caso che noi residenti, con l’ausilio dell’amministratore di condominio, ci dessimo da fare per rimuoverle – affidandoci magari a una ditta esterna con l’applicazione di uno strato invisibile che impedisce a qualsiasi vernice, anche le bombolette spray, di asciugare e attecchire). Un anno fa la mia denuncia delle
scritte d’odio all’angolo tra via Fermi e via Castelnuovo (
prontamente rimosse: da poco
riapparse a Lungotevere Gassman ad opera di writers, anarchici e fanatici di Israele).
ARRIVIAMO ALL’ULTIMA SETTIMANA. UN BARATTOLO DI VERNICE “SCHIANTATO” PER TERRA SULLA RAMPA PER DISABILI ALL’INCROCIO TRA VIA FERMI E VIA MARCOLONGO (colpita da degrado e inciviltà).
STAVO PER SEGNALARE LA POZZANGHERA DI VERNICE ARANCIONE SUL MARCIAPIEDE QUANDO POCO FA, PASSEGGIANDO NEI PRESSI DEL PAM, HO AVVISTATO UNA SCRITTA SHOCK SULLE SERRANDE (GIA’ DI PER LORO IMBRATTATE) DEL NEGOZIO SFITTO DI VIA FERMI.
QUESTO IL TESTO DEL MESSAGGIO: “CARABELLA MERDA, POVERO IDIOTA, ROMA E’ ANTIFASCISTA MARCONI TI ODIA”, CON LA “A CERCHIATA”. Frasi ingiuriose scritte da qualche “testa calda” che vanno subito cancellate per evitare l’effetto emulazione o “botta e risposta”


Per la cronaca, leggiamo su internet che Simone Carabella è un “attivista, personaggio social e figura di agitazione civica di destra a Roma, noto per le sue iniziative sulla sicurezza, le ronde urbane, le posizioni identitarie e la forte presenza mediatica. Si è mosso nell’area della destra radicale e sovranista, candidandosi a livello locale e partecipando a varie mobilitazioni di protesta (inclusi i movimenti anti-restrizioni e No Vax).”
Segnaleremo l’accaduto alle autorità competenti. Ma una volta cancellata quella scritta non dimentichiamoci del degrado che affligge la zona: il mancato spazzamento e lavaggio delle strade (insufficiente frequenza di pulizia), muri imbrattati o edifici diroccati che inviano un segnale di abbandono e di assenza di regole. Questo incoraggia ulteriori atti vandalici e comportamenti antisociali (sosta selvaggia), confermando l’effetto moltiplicatore del disordine descritto dalla Teoria delle finestre rotte (“degrado chiama degrado”).

Sperando che chi governa (comune e municipio XI) si renda conto che via Fermi necessita di una riqualificazione complessiva. Semi-parafrasando RomaToday, di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana per costruire una strada più giusta e accogliente. Anche a costo di perdere qualche voto.
E..posti auto “tollerati” ma illegali da compensare, almeno in parte, con nuove aree di sosta e convenzioni con i gestori di parcheggi privati per usufruire di tariffe calmierate.
Servono politici coraggiosi e decisioni lungimiranti per superare la logica dei piccoli consensi immediati e pianificare il futuro del quartiere Marconi.
Per quanto ci riguarda avanziamo tre proposte:
1) Trasformare il negozio chiuso (ex mobilificio) di via Fermi in una struttura sanitaria (Casa della Salute – Casa della Comunità, poliambulatorio convenzionato ASL)
2) Dialogo con proprietà dell’ex Città del Gusto per cambio destinazione d’uso: un polo multifunzionale con cinema + parcheggi al posto del piano casa (come propose l’ex presidente Veloccia) realizzato da archi-star
3) Riorganizzazione degli stalli attorno all’isola spartitraffico: parcheggi in fila lungo i cigli dello square o posti auto alternati ad alberi protetti con dissuasori
Ed infine, a livello centrale, un accordo Comune-condomini per la rimozione graffiti.
Ma vada come vada qualcosa va fatto: via Fermi (e strade limitrofe) non possono più essere simboli di degrado e abbandono.
5 risposte
Articolo lucido e assolutamente condivisibile. Passeggiare per le strade del “non centro di Roma” (non la chiamo periferia, perché non lo è) è diventato un supplizio. Ogni due metri trovi qualche forma di degrado, di abuso, di sciatteria che ti vien voglia di emigrare. Faccio sempre il confronto con la Spagna, che conosco abbastanza bene: ogni sacrosanta città, dalla più grande alla più piccola, dall’estremo Nord alla Andalusia, è curatissima sia come arredo urbano, sia come manutenzione, sia in generale come servizi al cittadino. Le scritte ci sono anche lì, ma è un fenomeno molto più contenuto e soprattutto non in aumento come invece sta esplodendo da noi. Parliamo della Spagna, non della Norvegia, cioè un Paese molto molto vicino a noi come economia, ma sicuramente non come mentalità.
Marconi è un “quasi centro”, città consolidata secondo il “PRG” situata appena fuori dalle Mura ma a stretto contatto con la città storica. Da ragazzino facevo più caso alle differenze tra quartieri più ricchi, benestanti (più ordinati, puliti ed eleganti) e periferici e popolari. Non capivi il perché dello stacco così netto tra quartieri vicini (ad es. Marconi al tempo quartiere brutto “periferico” – anche se non lo era dava l’idea!, costellato di micro-discariche) e Monteverde più chic e ordinato (almeno ai miei occhi).
“Poi sono arrivati la pista ciclabile con il suo affaccio sul fiume, il cinema, la libreria Feltrinelli, la Città del gusto, il ponte pedonale.” (cit. La Repubblica) e la grande riqualificazione del Giubileo 2000 con il rifacimento dei marciapiedi e della pavimentazione, l’installazione di vasi di fiori e arredi urbani per abbellire l’asse commerciale, e la bonifica dell’ex Consorzio Agrario (dove noi bambini si andava a giocare tra i rifiuti..) Non mi sembrava vero. Poi dal 2002/3 solo degrado. E infine la “mazzata” della chiusura e smantellamento della Città del Gusto e UCI Cinemas…
Ora Marconi torna al centro della riqualificazione grazie al Parco Tevere (chiesto e ottenuto dai cittadini grazie all’impegno istituzionale di Maurizio Veloccia già presidente del Municipio XI insieme alle altre amministrazioni coinvolte, “Zinga” in primis) e al maxi-progetto sull’area dell’ex Mira Lanza e alla nascita del Parco Papareschi.
Ciò detto restiamo comunque indietro di 40 anni.
Il deficit culturale rispetto a Francia, Spagna e Nord Europa nella gestione quotidiana dello spazio pubblico (scarsa manutenzione, tolleranza verso il degrado e minore rispetto delle regole condivise sul bene comune) è spaventoso e difficilmente sanabile. Ma non impossibile da colmare.
Il fatto che siamo qui a parlarne “io, mammeta e tu” e che il degrado sia tema relegato a blog di nicchia per una minoranza sottorappresentata di cittadini la dice lunga sul patto sociale deteriore che vige a Roma da 50 anni, un tacito accordo di comodo tra una politica debole, che preferisce gestire le emergenze piuttosto che programmare, e cittadini rassegnati o beneficiari di piccole rendite (anche solo il poter fare quello che gli pare, sentendosi sollevati di qualsivoglia responsabilità, non rispondere di niente a nessuno, imbrattare, insudiciare, parcheggiare male, tanto non mi dice niente di nessuno).
L’abitudine al degrado, alla violenza e alla sopraffazione che diventa pretesa di impunità. E la perdita del valore etico ed estetico del decoro urbano, l’incapacità di riconoscere la bellezza che ci circonda. Il richiamo (coatto) alla Grande Bellezza è solo un vanto campanilistico, lo sappiamo bene. Ed il culto del passato nella decadenza tipico dei romani che si traduce nella contemplazione delle rovine (e del degrado come “stratificazione storica”) e nel rifiuto della modernità (regole ed architettura) è da attribuire alla peggiore classe intellettuale di sempre à mon avis,, che ha infuso i disvalori dal degrado come rivolta al “sistema”. E l’odio per il decoro visto come illusione/oppressione borghese.
Probabilmente ti starai chiedendo come sono finito in questo discorso. Ma, ti assicuro, tutto si regge e si lega al famoso “disincanto” dei romani che si è trasformato in apatia e menefreghismo. E le colpe derivano dal disinteresse dei cittadini, malagestione (lassismo) dei politici ma anche (cit.) dela cultura della de-responsabilizzazione come rifiuto della modernità. Finiamola qua, che è meglio!
Caro Lester, permettimi di darti del tu.
Nell’articolo hai descritto benissimo lo stato in cui versa Viale Marconi e vie limitrofi.
Lo hai fatto anche in passato su FB evidenziando problemi e sollevando gli animi di alcuni (vedi mercatino di Piazza Enrico Fermi e la sua sciatteria e sporcizia).
Ciò che noto è il completo abbandono da parte del Municipio XI di Viale Marconi. Marciapiedi dissestati e sporchi, panchine malandate, cassonetti sporchi e rotti… e via dicendo come hai descritto tu in vari articoli.
La giunta del municipio ha abbandonato Viale Marconi a se stessa tranne quando deve fare qualche foto di rito per qualche sporadica apparizione (Mira Lanza, parco Marconi) per dimenticarsene 1 minuto dopo. Trovo maggiore considerazione dei cittadini in altre zone del municipio, ma a Marconi no…. Eppure con la sua densità di abitanti è quella che contribuisce maggiormente economicamente in modo importante ma senza ricevere nulla in cambio.
Continua Lester, non è detto che qualcosa cambi, ma almeno ci hai provato….
Caro Fausto (ho letto il tuo nome su fb) Innanzitutto grazie per belle le parole apprezzo il tuo supporto. In effetti sono anni che mi occupo di educazione civica e rigenerazione urbana. E, credimi, mai e poi mai avrei pensato di doverlo fare, dico interessarsi alla politica, studiarla, socializzare e “sporcarsi le mani”. Partecipare a incontri locali o associazioni, discutere con gli altri.. io che sono un timido cronico e mi blocco quando parlo!
Ma allora mi chiedo: possibile che il primo a denunciare pubblicamente la piaga del degrado a Marconi sia il sottoscritto, che nessun partito politico romano (o sindacato) abbia puntato fino ora seriamente sul decoro per migliorare la qualità della vita dei cittadini, favorire la socialità, rilanciare il commercio locale (spiegalo tu a quelli che “diminuiscono i clienti”) e valorizzare il quartiere?
Non parlo solo di me. Anzi dobbiamo dire grazie alle realtà civiche e ai volontari che ogni giorno si prendono cura del nostro territorio, dei beni comuni e dell’ambiente, supplendo spesso alle mancanze delle istituzioni.
A tal proposito, condivido solo in parte le critiche all’attuale amministrazione. Quello che ti dici era vero fino a qualche anno fa e devo dire, avevo avuto anch’io la stessa impressione, di un maggiore interesse rivolto ad altre zone o quartieri (Magliana?) a scapito del nostro. Ma nel passaggio dalla vecchia giunta Marino al susseguirsi di diversi governi locali nel tempo ho notato un cambio di atteggiamento e strategia. Al netto dei teatrini e degli eccessi social, è indubbio il ritrovato interesse per il quadrante Sud-Ovest e stavolta i prescelti siamo noi (inteso come “marconiani” doc o acquisiti!) Non dobbiamo sottovalutare quello che è accaduto negli ultimi 5 anni: gli interventi di bonifica di un’area golenale abbandonata, l’inaugurazione in tempi record del Parco fluviale, l’approvazione del progetto Mira Lanza (lo so ci sono voluti quanto, 20 anni? ma le lentezze burocratiche dipendono molto dall’inerzia del passato. A destra come a sinistra) Quel che purtroppo manca è l’assenza di un terreno comune di confronto ed “abbagli” su entrambi i fronti. Ma soprattutto l’idea che hanno i francesi (parigini), spagnoli (madrileni), tedeschi (berlinesi), londinesi,.. praticamente tutti tranne noi, che la qualificazione degli spazi comuni sia un motore chiave per favorire l’economia locale, l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita. Il motivo è presto detto: si è formata una robusta lobby di potere, piccoli potentati locali (ambulanti, “cartellonari”, commercianti pro-sosta selvaggia) che bloccano i piani di riordino urbano per mantenere il caos normativo e trarre profitti a discapito del decoro. E le “casematte” della cultura, ambienti intellettuali o correnti di pensiero che difendono in modo nostalgico il degrado – il vandalismo politico e ideologico come forma di opposizione al sistema – e difendono un’idea vecchia di città mettendo la speculazione e la rigenerazione sullo stesso piano.
Ciò detto, visto che non sono Superman né Batman ( al massimo Alfred), datemi una mano a promuovere e far girare le nostre proposte (sempre che siate d’accordo..)
1) Aprire un ambulatorio al posto del locale commerciale in disuso ex Catalano Mobili
2) trattativa con Salini per un centro polifunzionale di design al posto dell’ex Città del Gusto con annesso parcheggio interrato/silos “fuori terra” con tot di posti pertinenziali per i residenti
3) il ridisegno delle aree di sosta spartitraffico Via Fermi tutelando gli alberi e la messa in sicurezza degli incroci con “orecchie” anti-sosta selvaggia.
Cambiamo in meglio.
Tutto da condividere. Ma come si può fare per responsabilizzare la cittadinanza che è di una inciviltà senza misura? Proviamo con le multe pesanti come ha fatto il Sindaco di Bari! Non mi pare che AMA non pulisca. Inoltre se chiami arrivano anche per interventi extra (il cui costo verrà spalmato sulle bollette di chi già paga regolarmente) ma non si riesce a star dietro a chi rompe, sporca etc.