Chi ci segue da tempo sa che per noi il graffitismo è un problema serio, non sufficientemente discusso che a dispetto dell’apparente irrilevanza, colpisce la qualità della vita, influenzando la percezione di bruttezza e la sopportazione di comportamenti violenti o illegali. Secondo la teoria delle finestre rotte, il degrado richiama altro degrado. Una parete imbrattata, se non pulita rapidamente, ne invita altre, normalizzando il disordine e riducendo il biasimo sociale e il controllo del territorio.
Lo andiamo ripetendo da anni che “Roma è rimasta una delle pochissime capitali europee dove non esiste in pratica uno spazio che non sia ricoperto da graffiti e tag di vario genere” (cit. Roma fa schifo”) ed è anche l’unica capitale europea a non avere un “piano colore” per la salvaguardia cromatica delle facciate o di protezione antigraffiti per la pulizia sistematica delle superfici pubbliche.


Sappiamo già a cosa state pensando: “I PROBLEMI SONO ALTRI”, che fastidio ti danno, fanno “colore”, abbelliscono i muri grigi – e qui si apre tutto un capitolo sul mancato apprezzamento della continuità cromatica storica, legata alla tradizione romana, dal bianco opaco (albus) e brillante (candidus), l’ocra, l’arancione e il rosa dei laterizi ai”non-colori” come grigio, beige e toni neutri.


ROMA CAPITALE PIU’ IMBRATTATA D’EUROPA NEL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI. Drammaticamente, gli appelli che abbiamo lanciato sono rimasti inascoltati. Sono quindici anni che predichiamo nel deserto.


Mentre la street art è un’espressione artistica mirata a riqualificare spazi, il vandalismo è un atto di imbrattamento, marcatura territoriale o danneggiamento. Anche se molti da quell’orecchio non vogliono proprio sentire e continuano a confondere in malafede la street art con il graffitismo, le scritte anarco-fasciste e le frasi violente sui muri con l’arte urbana, simboli fascisti e marxisti come forme di arte di strada (o peggio, di “riappropriazione dal basso”, libertà di espressione, dissenso politico – in realtà per imporre con violenza la propria ideologia)
Non ci illudiamo che sarà risolutivo di problemi complessi ma riteniamo sia un segnale concreto e significativo. Per tornare a parlare di questi argomenti – la città coperta di scritte, graffiti e tags – in un’ottica integrata per risolvere il problema dei graffiti con una strategia che unisce prevenzione attiva del comune – che non può affidarsi solo al volontariato! – con la rimozione rapida e professionale (intervenire subito dopo la comparsa) di squadre ad hoc e regolamentazione dei murales artistico-commemorativi attraverso un percorso formalizzato di scelta-approvazione e legittimazione istituzionale.





6 risposte
Ho trovato espresso in modo completo e chiaro ciò che ho sempre pensato. Il degrado della mia città è diventato intollerabile e crea un’ immagine degradata che offre modelli negativi in particolare ai giovani
Grazie Antonio – dacci una mano su questo fronte.
DAL MUNICIPIO XI SUONA LA SVEGLIA PER ROMA
Con questa mozione il PLD Roma ha voluto dare una scossa al Municipio e, più in generale, alla città, per evitare che il degrado continui a essere accettato come normalità.
Con nostra sorpresa, invece di ricevere un confronto costruttivo – magari con osservazioni utili a migliorare la proposta – siamo stati investiti da lunghe filippiche da parte dei partiti di maggioranza.
Ci è stato contestato il tono della mozione, è stato sostenuto che i graffiti siano espressione artistica e che i costi per affrontare il problema sarebbero insostenibili.
Nonostante questo, la mozione è stata approvata. Ci auguriamo che rappresenti un primo passo concreto verso un reale miglioramento della città.
Ma voi lo sapete che i nostri ragazzi vanno a scuola (licei) in aule spesso devastate dai Graffiti che alcuni di loro hanno realizzato, in particolare durante le occupazioni?
E che la scuola non riesce a cancellare perché non ha fondi sufficienti?
Per non parlare dei muri esterni….
È tutto davvero molto deprimente e non fa altro che alimentare un circolo vizioso dal quale bisogna uscire
La terminologia aiuta, In breve
* Tag = firma veloce
* Graffiti = opera più complessa e artistica
I muri di Roma sono vandalizzati da taggaroli egotici che “marcano” il territorio con le loro tags che nulla ma proprio nulla hanno a che fare con Banksy o altri artisti di strada.
Chi imbratta la città costringe il popolo che la abita a vivere nel degrado ed è pertanto un nemico del popolo.
Curioso che tanti sedicenti antagonisti ma anche tanti giudici ideologizzati ne difendano gli autori, evidentemente del popolo non interessa nulla.
I tags e i graffiti sono DEGRADO.
I MURALES invece sono artistici.
Questa la differenza.