McDonald’s a Caracalla, un’altra perla del Municipio I

Va avanti da giorni la polemica sull’apertura di un grande McDonald’s, con tanto di McDrive, presso quello che era il vivaio Eurogarden tra via Cristoforo Colombo e viale Baccelli.

La storia è partita con un articolo su La Repubblica il 21 luglio dove si dava conto dell’apertura di un grande ristorante presso l’ex-vivaio.

Poi il 24 luglio si tiene una commissione lavori pubblici in Municipio I e i consiglieri, che finalmente riescono a leggere le carte, si rendono conto che il grande ristorante annunciato sarebbe invece stato un grande McDonald’s. Le reazioni non si fanno attendere, a partire proprio dai consiglieri di maggioranza. Sara Lilli, capogruppo PD in Municipio I, commenta con un “È stata una doccia fredda” ed è sugli stessi toni il presidente della commissione lavori pubblici, Stefano Marin: “Impossibile non avere delle perplessità su questo progetto …“.

La notizia dilaga ed è anche il Campidoglio ad intervenire, con il Sindaco Raggi che chiede agli uffici competenti di chiedere ufficialmente al Municipio I la sospensione del progetto. Non sappiamo se poi qualche comunicazione in direzione del Municipio I sia partita ma nutriamo forti dubbi sulle possibilità per il Comune di interrompere un procedimento amministrativo che pare non presenti vizi di forma.

Da ultimo anche il ministro dei beni culturali, Bonisoli, ha fatto sapere che l’idea del McDonald’s a pochi passi dalle terme di Caracalla non gli piace affatto ed ha messo al lavoro i suoi uffici per capire se tutto il procedimento si è svolto secondo le norme vigenti e garantendo la dovuta tutela ad un’area così di pregio.

 

A prescindere di come la si pensi sull’opportunità che un fast food apra in zona archeologica, benché apparentemente senza alcun impatto visivo, c’è un aspetto della questione che a nostro avviso emerge come preoccupante, ed è il fatto che l’iniziativa del privato era nota da tempo alla presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, ma non alla sua giunta nè ai consiglieri municipali. La Repubblica parla proprio di “… apparente segretezza con cui è stata portata avanti la trattativa”.

Ha dichiarato la Alfonsi: “Dal punto di vista amministrativo è tutto assolutamente regolare, si tratta di un’area di verde privato, priva di servizi. Il bistrot è l’unica possibilità per non perdere il vivaio e vedere realizzati dei lavori a costo zero per l’amministrazione. Siamo nel libero mercato, un Mc Donald’s vale come un qualsiasi altro ristorante. Anzi, essendo una grande multinazionale i lavori saranno senz’altro soggetti a controlli più stringenti“.

Tutto a posto per la presidente quindi, senza che evidentemente la sfiori il pensiero che un’operazione del genere andava almeno valutata da tutti gli organi del Municipio, commissione lavori pubblici in primis, così da far emergere possibili criticità.

 

A noi un tale modo di procedere non stupisce più di tanto, essendo evidentemente quello prediletto dalla presidente Alfonsi. Lo abbiamo infatti sperimentato di persona qualche anno fa in occasione di un intervento di ristrutturazione in via della Frezza, proposto da un privato e fortemente difeso dal Municipio.

In quell’occasione i residenti della strada provarono a segnalare alcuni problemi connessi con l’intervento, chiedendo che venissero valutati ed eventualmente trovate soluzioni ad essi compatibili con l’intervento. Purtroppo trovaro negli organi del Municipio I, Alfonsi in testa, una chiusura totale ad ogni riconsiderazione del progetto, con il Municipio che appariva prono ai desiderata del privato e nessuno a presidiare l’interesse pubblico.

Anche in occasione dell’intervento di via della Frezza fu messo in atto un metodo omertoso, con la Giunta del Municipio che addirittura venne meno ad una previsione esplicita delle norme che richiedevano che i progetti subissero almeno un passaggio in commissione lavori pubblici. Invece anche in quel caso nessuno seppe nulla fino all’inizio dei lavori.

Terminati i lavori in via della Frezza, come a voler celebrare il successo di aver consentito ad un privato di fare il proprio comodo su una strada pubblica, la presidente Alfonsi non ha avuto problemi ad esibirsi in calorosi brindisi alla festa organizzata dal privato di cui sopra.

 

 

 

E a proposito di brindisi e festeggiamenti, non ci sembra sia stato ancora notato che il vivaio dove dovrebbe sorgere il nuovo McDonald’s è stato più volte utilizzato dalla Presidente Alfonsi per i propri festeggiamenti. A giugno 2016, dopo le elezioni che l’hanno riconfermata nella carica attuale, la presidente era infatti lì e dichiarava:

Ho voluto essere qui con voi oggi, nello stesso luogo dove ho festeggiato la mia elezione a Presidente del Municipio tre anni fa.

 

 

Lungi da noi l’idea che ci sia una relazione tra le frequentazioni della Alfonsi presso il vivaio Eurogarden ad ogni sua elezione e il via libera all’operazione McDonald’s da parte del Municipio. Ma come fa la presidente a non rendersi conto che nella sua posizione lei dovrebbe essere come la moglie di Cesare, ossia al di sopra di qualsiasi sospetto di favorire questo o quello nei campi di competenza del Municipio (e il commercio è quello principale)?

Considerato che la pratica sembra essere stata avviata dal vivaio nell’ottobre 2015, e assumendo, com’è probabile, che la presidente Alfonsi fosse stata informata fn dall’inizio della cosa, come le viene in mente di fare la festa della rielezione proprio presso il vivaio?

C’è da stupirsi se poi qualcuno, leggendo le dichiarazioni minimizzanti della presidente e prendendo atto della segretezza con cui tutta l’operazione sembra essere stata condotta, arriva a pensare male del suo operato?

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3 risposte

  1. Non scendo nel merito dell’opportunità di aprire proprio un Mc (iniziativa ormai bloccata dal Ministero
    Voglio però far notare come in Italia sembri un tabù l’avere posti di ristoro nei musei e nelle aree archeologiche
    Nelle mie visite a musei e aree archeologiche o comunque storiche inglesi non ho potuto non ammirare, oltre agli splendidi allestimenti e alla gentilezza e preparazione del personale, la presenza sempre e comunque di una caffettiera e di una zona di giochi per bambini
    Immagino che sia dovuto ad un diverso approccio mentale alla cultura: nel loro caso una giornata da passare in famiglia, nel nostro un evento isolato e da cui è meglio tenere lontani i più piccoli

    1. D’accordo con lei. Il problema non può essere la ristorazione in sé che anzi può fornire un contributo decisivo alla conservazione di musei e aree archeologiche. E anche tutto questo accanimento contro un marchio specifico è abbastanza irragionevole, come se i camion bar o i troppi esercizi “food” di infimo livello che ormai caratterizzano il centro storico di Roma fossero meglio di McDonald’s.

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