Le sedi della Motorizzazione di Roma: ritorno agli anni ’70

Il settore automotive è completamente immerso nella tecnologia. Dagli strumenti che migliorano l’esperienza di viaggio ai sistemi di guida autonoma passando per centinaia di nuovi dispositivi per la sicurezza delle vetture.

A questo avanzamento si contrappone il vero e proprio stallo che da decenni interessa le sedi della Motorizzazione Civile di Roma che sono in gran parte rimaste ferme agli anni ’70.

Dopo la chiusura nel 2004 dello storico ufficio di via Nola, non lontano dalla basilica di S. Giovanni, e nel 2013 del distaccamento di Roma Est, nei pressi del G.R.A. altezza via Casilina, a Roma sono due le sedi della Motorizzazione Civile: Roma Sud, sulla via Laurentina altezza GRA, e Roma Nord sulla via Salaria.

 

Già esternamente gli edifici tradiscono il passare dei decenni senza la benché minima manutenzione, così come gli spazi che li circondano che mostrano un generalizzato abbandono: nessuna manutenzione del verde e scarsa segnaletica orizzontale e verticale.

Da qualche mese questa condizione è cambiata solo a Roma Sud: le ampie aree esterne, dove un tempo era difficile orientarsi tanta era l’indeterminatezza della segnaletica, oggi si presentano riqualificate con nuovi cartelli stradali, nuove strisce a terra (alcune delle quali però già in via di scolorimento) ed una serie di delimitazioni con barriere new jersey in plastica. Un indubbio tocco di nuovo, per quanto abbastanza precario.

All’interno sembra tornare agli anni ’70, con al massimo qualche tecnologia anni ’80 che però non ha evidentemente attecchito.
Sugli arredi in alluminio e granito sono montati display eliminacode non più funzionanti da anni ed utilizzati per attaccarci foglietti vari, così come qua e là sono sparsi display luminosi e totem informativi spenti. Da non perdere il pennello con tanto di colla solidificata, attaccato con la catenella ad una scrivania, richiamo ai tempi in cui le fotografie andavano incollate ai moduli.

Nella parte dedicata alle prove teoriche per la patente lo stato dei luoghi è alquanto degradato, come se le masse di esaminandi che ogni giorno affollano l’ufficio non meritassero il benché minimo rispetto.


 

Inquietanti anche i controlli effettuati dagli addetti alla sicurezza agli esaminandi prima di entrare nelle aule: perquisizioni accurate con metal detector, evidentemente per evitare ausili tecnologici non consentiti durante le prove teoriche. Di nuovo uno stridente contrasto tra il massimo della tecnologia, dove basta il display di un orologio o un minuscolo auricolare per avere aiuti, ed una burocrazia che più antiquata non si può.

Le atmosfere della sede di Roma Nord sono le stesse, con l’unica differenza che qui è presente un ufficio postale, cosa non trascurabile per chi deve usufruire dei servizi della motorizzazione. I pagamenti avvengono ancora esclusivamente tramite bollettini postali, spesso più d’uno per pratica, con conseguente necessità di pagare commissioni multiple ma soprattutto di compilare più bollettini con le stesse informazioni ripetute tre volte.


Passi pure l’impossibilità di compilare digitalmente i moduli per le richieste, cosa che richiede un’infrastruttura informatica di cui evidentemente il Ministero delle Infrastrutture è ancora sprovvisto, ma non si capisce perché per i pagamenti non si possa ricorrere ai tanti metodi digitali che faciliterebbero la vita di utenti ed impiegati senza i problemi di sicurezza che in passato si sono avuti utilizzando il contante.

In entrambi gli uffici dietro i vetri degli sportelli si notano ancora faldoni cartacei qua e là, ma l’impressione è che siano in diminuzione rispetto agli anni scorsi, segno che la digitalizzazione si sta facendo strada anche se un po’ a fatica. Il personale cerca di darsi da fare per snellire le procedure ed accelerare le operazioni allo sportello, pur dovendo operare in un ambito che chiaramente necessiterebbe di una profonda re-ingegnerizzazione dei processi.

La gran parte dei frequentatori di questi uffici si divide tra giovani in cerca della prima patente e addetti delle agenzie di pratiche auto. Mentre i primi sembrano affrontare la sgradevole esperienza di ambienti tanto malmessi e disorganizzati come un dazio da pagare per l’agognata patente, gli addetti delle agenzie mostrano di muoversi con dimestichezza nel degrado del luoghi e delle procedure. Chiaramente per loro uffici così disorganizzati e “respingenti” rappresentano un vantaggio, invogliando i comuni cittadini ad usufruire delle agenzie per evitare simili “gironi infernali”.

 

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