Le scale mobili di Atac e quelle maledette penali

Nessun commento

A Roma nelle stazioni delle metropolitane ci sono scale mobili e ascensori fermi da mesi, ma ce ne sono anche altre che si rompono e vengono prontamente aggiustate.

Una motivazione per cui alcune scale mobili guaste restano ferme per mesi, è la mancanza di specifiche parti di ricambio. Rientrano in questa casistica sicuramente le scale mobili della stazione Repubblica. Così come il breve fermo potrebbe essere dovuto ad una semplice ispezione o una riparazione minore, terminata la quale la scala viene riavviata dopo pochissimo tempo.

Ma veniamo adesso ad un’altra possibile casistica, legata alla logica delle penali. Prendiamo spunto proprio dal Capitolato Speciale per la gara d’appalto della manutenzione degli impianti di traslazione (scale mobili, montascale, ascensori).

 

Nel caso in cui una impianto non venga riparato entro i termini previsti, scattano delle penali legate ai giorni di fermo oppure all’indisponibilità tecnica percentuale dell’impianto. Queste penali aumentano fino a raggiungere un importo massimo. Una volta raggiunto questo importo massimo, la penale non può più aumentare.

Dovendo quindi scegliere se riparare una scala guasta da molto tempo (con penale massima già raggiunta) ed una scala appena guastatasi, la perversa logica della penale spingerà l’appaltatore a riparare per prima quella appena guastatasi (che non ha ancora accumulato penali). In questo modo la scala mobile ferma da tempo, rimarrà ferma mesi e mesi, finché non ci saranno più altre scale mobili da aggiustare. A questo punto l’impianto fermo potrebbe anche essere cannibalizzato per riparare altri impianti (ed evitare altre penali).

Non possiamo sapere se questa casistica sia effettivamente applicabile a qualche scala mobile o ascensore di Roma. Una verifica da parte di ATAC o del Comune potrebbe essere fatta facendosi consegnare dalla Ditta manutentrice l’elenco delle parti di ricambio ordinate per le scale mobili ferme da tempo, verificando poi i tempi di fornitura di queste parti di ricambio.

Esiste comunque un meccanismo per salvaguardare chi appalta un servizio ad un appaltatore inadempiente.

 

L’esecuzione d’ufficio in danno prevede che ci si rivolga ad una ditta terza (diversa dall’affidataria dell’appalto) per far riparare gli impianti guasti fino a ripristinare il livello minimo di efficienza richiesto, addebitando poi le spese sostenute alla ditta affidataria dell’appalto, che non le aveva eseguite.

Resta il fatto che la stazione di Repubblica è chiusa dal 23 Ottobre 2018, le stazioni di Spagna e Barberini sono aperte precariamente, e non si sa con certezza quando la situazione potrà tornare ad un minimo di normalità.

 

Articoli correlati

Partecipa alla discussione

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con (richiesto)

Tweets

La nuova rotatoria sulla via Giustiniana già invasa dai cartelloni. La denuncia del @cdqgiustiniana mentre la riforma degli impianti pubblicitari, pronta da 5 anni, giace in un cassetto dell'ass. #Cafarotti. diarioromano.it/?p=33510

Si apprestano a spendere qualcosa come 5 milioni di euro per rifare i sanpietrini su Via Nazionale quando in realtà lì non solo bisognerebbe fare asfalto ma soprattutto bisognerebbe far passare una tramvia. Soldi buttati in maniera vergognosa Retweeted by diarioromano

Il ritrovamento della splendida testa romana ai Fori è merito di una donazione dell'Azerbaijan ottenuta da @ignaziomarino. Ma @virginiaraggi se ne "dimentica" e ringrazia tutti tranne l'ex Sindaco. diarioromano.it/?p=33515

E' durata poco l'illusione che @AndreaCoiaM5S, @virginiaraggi e #Cafarotti spostassero le bancarelle. Il @M5SRoma ha fatto macchina indietro sulla legalità e sul decoro, con l'avallo di @luigidimaio. Tutto cambia perché niente cambi. diarioromano.it/?p=33477

Video diario
Newsletter
Rimani aggiornato! Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere direttamente nella tua casella di posta elettronica gli ultimi articoli pubblicati.