La zona dell’arco di Giano per una settimana al buio e nessuno ne sapeva nulla

Illuminazione pubblica spenta da una ditta privata senza che vigili, carabinieri, municipio o ACEA ne sappiano nulla. E se i cittadini provano a chiedere spiegazioni vengono rimbalzati da un ufficio all'altro

L’arco di Giano è situato nei pressi di quella che viene comunemente riconosciuta come la zona di nascita della città di Roma. A pochi passi, sul Tevere, nei pressi del tempio di Portuno (protettore dei fiumi e dei porti) era infatti situato il porto Tiberino, quello dell’antica Roma con cui i romani iniziarono i loro fruttuosi commerci con l’alta valle del Tevere da una parte e con Ostia dall’altra.

Ci troviamo quindi nel centro di Roma che più centro non si potrebbe, eppure abbiamo una storia da raccontare che dimostra come anche in un’area così centrale e in vista accadano cose strane senza che le istituzioni ne siano apparentemente informate o riescano a farci qualcosa. E la cosa appare tanto più preoccupante in quanto anche nel caso ci sia qualche cittadino che cerchi di capire cosa stia succedendo, non c’è modo di ottenere interventi efficaci.

 

La storia inizia la sera di sabato 23 ottobre, quando intorno alle 19 una gru privata stacca la luce a tutti i lampioni intorno all’arco di Giano, lasciando l’intera zona al buio. Qualcuno che abita in zona inizia ad allarmarsi e a cercare di capire cosa stia succedendo. Si sa che la settimana successiva, il giovedì 28 ottobre, è prevista la riapertura dell’area archeologica dell’arco di Giano e per l’occasione vi è un ingombrante installazione artistica (una sorta di palco di fronte all’arco con un centinaio di manichini bianchi sopra) in corso di installazione.

 

 

Il giorno successivo ci si reca a parlare con la vicina sede del Primo Gruppo della Polizia Locale, che però non sa nulla di quanto stia accadendo e non vede possibilità d’intervento. Si prova anche con i Carabinieri, i quali possono solo suggerire una denuncia, con il rischio però di essere contro-denunciati nel caso l’intervento risultasse autorizzato.

Si prova a chiedere al Municipio I, nel caso avesse emanato un provvedimento autorizzativo per lo spegnimento dei lampioni, ma lì suggeriscono di sentire l’ACEA. Quest’ultima, interrogata, risponde consigliando una segnalazione al servizio guasti, il quale però ha fino a quindici giorni di tempo per rispondere.

 

Nel frattempo gli abitanti dell’area al buio si devono anche sorbire le invadenti prove musicali dello spettacolo in allestimento presso l’arco di Giano, con i soliti volumi esagerati sparati fino a notte fonda e ridotti solo dopo le rimostranze di qualcuno.

 

Martedì 26 ottobre ci prova un’associazione di residenti del centro storico a parlare con la Polizia Locale: una cortese agente al telefono conferma che a loro non risulta alcuna manifestazione nell’area dell’arco di Giano e tantomeno interventi alla rete di illuminazione pubblica; per poter verificare che la zona sia effettivamente al buio l’agente suggerisce di richiamare la sera chiedendo un intervento. Così viene fatto ma, nonostante le rassicurazioni, nessuna pattuglia dei vigili interviene.

 

Mercoledì 27 si viene a sapere che l’evento in programma il giorno dopo è stato annullato a causa del contemporaneo svolgersi degli incontri del G20. Nessun intervento di ripristino dell’illuminazione viene però effettuato.

La sera del giorno successivo, giovedì 28, pare che un funzionario dell’ACEA sia passato di lì e avendo visto la zona completamente al buio abbia fatto riattivare tutti i lampioni il giorno dopo. Apparentemente in ACEA nessuno era al corrente dello spegnimento dei lampioni.

 

Si direbbe quindi che nel pieno centro di Roma, per una settimana, qualcuno abbia deciso di tenere spenti una serie di lampioni mantenendo nel buio l’intera area circostante l’arco di Giano, il tutto senza che nessuna delle istituzioni, pur informate, sia intervenuta anche solo per accertarsi della situazione.

 

Va detto che il fatto di non avere le amministrazioni municipale e comunale ancora insediate non ha consentito di provare a coinvolgere qualche assessore o la presidente del Municipio, ma rimane l’assurdità di forze dell’ordine che non hanno alcun controllo del territorio, dove apparentemente il primo che passa spegne i lampioni e nessuno dice nulla.

La cosa peggiore è però il continuo rimpallo di responsabilità che il cittadino deve subire senza riuscire ad ottenere una spiegazione o una risposta significativa. Forze dell’ordine tanto distratte e inefficaci sono una manna per i tanti prepotenti, sicuri dell’impunità, e una dannazione per i cittadini onesti e rispettosi degli altri e delle regole.

 

 

Da ultimo, l’evento presso l’arco di Giano, inizialmente previsto il 28 ottobre, si è infine tenuto ieri sera; questa volta lo spegnimento dei lampioni è avvenuto giovedì 4 e la riaccensione dovrebbe esserci questa mattina.

Questa un’immagine presa subito prima della performance:

 

 

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