Il PD snobba i romani e candida il ministro Gualtieri

Come volevasi dimostrare, il PD ha scelto di paracadutare nel collegio Roma centro un candidato che non ha molto a che vedere col territorio e per di più ha già un impegno istituzionale estremamente gravoso.

Per le elezioni suppletive per il seggio alla Camera dei Deputati lasciato libero da Paolo Gentiloni, previste per il prossimo 1 marzo, la scelta è infatti caduta sul ministro Roberto Gualtieri.

 

Quando ne abbiamo parlato, qualche giorno fa, c’era ancora l’ipotesi Gianni Cuperlo in campo ed anche per lui avevamo espresso una contrarietà, trattandosi di candidato completamente avulso dal territorio su cui insiste il collegio elettorale.

Questa elezione suppletiva riguarda infatti un seggio uninominale, che quindi dovrebbe esprimere una persona capace anche di portare in Parlamento le istanze del territorio, ovviamente quelle che abbiano un respiro nazionale. Come abbiamo già scritto:

 

E insistendo il collegio per la gran parte nel centro storico di Roma, di istanze del genere ve ne sarebbero a volontà. Come ad esempio garantire la tutela della residenzialità in zone a fortissima attrazione turistica, evitando la desertificazione fatta di B&B e case-vacanze? In che modo governare il commercio per contenere l’ambulantato o la somministrazione straripanti, per di più tendenti a bassissima qualità e basso valore aggiunto? Come governare un territorio infarcito di preziosissimi beni culturali ma del tutto fuori controllo anche nei luoghi più centrali ed in vista?

 

Chiaramente l’attuale ministro dell’economia non si sognerà neanche di affrontare i temi di cui sopra, un po’ perché non li conoscerà affatto, ma soprattutto perché è già ora totalmente impegnato dal suo incarico da non poter neanche considerare di potersi dedicare ad altro.

 

Perché allora il PD ha deciso di candidare qualcuno che mai potrà svolgere il lavoro del deputato?

La voce più ricorrente parla di un incarico di riserva per il ministro Gualtieri nel caso di caduta del governo Conte, considerato che lo stesso ministro si era dimesso dal parlamento europeo una volta nominato ministro.

 

Ma allora siamo alle solite: il PD se ne infischia di cosa può essere buono per la città o per la nazione e bada solo alle proprie dinamiche interne, dinamiche che incredibilmente lo hanno portato a rifiutare la candidatura di Federica Angeli, proposta da Azione e +Europa.

In altre parole il PD sembra dire: chissenefrega di cosa potrebbe fare un deputato per gli innumerevoli problemi di Roma, specialmente quelli relativi al centro storico della città, cogliamo l’occasione di quest’elezione per sistemare uno dei nostri nel caso le cose dovessero andar male.

 

Bel modo di considerare i cittadini di Roma, ma soprattutto bel coraggio di presentare un mezzo sconosciuto (Gualtieri è sì di Roma, ma di Monteverde ed ha svolto sempre la sua attività politica nel parlamento europeo) in un collegio dove già il PD ha dimostrato quanto male si possa governare il territorio.

Come abbiamo scritto più volte infatti, il centro storico è uno dei pochi municipi governati dal PD ma basta farsi un giro in centro e soprattutto andarsi a rivedere i vari disastri combinati dalla presidente Alfonsi (disastro festa della Befana di piazza Navona servendola su un piatto d’argento al Comune e disastro in tema di OSP, perdendo la potestà sui PMO, su tutti) per rendersi conto come a queste elezioni il PD rischi molto.

 

In attesa di vedere chi si deciderà a candidare il centrodestra (un ritardo che anche in questo caso dimostra la mancanza di rispetto dei partiti per i cittadini) le nostre simpatie continuano ad andare al candidato di Volt, Luca Maria Lo Muzio Lezza, che dalla sua pagina facebook prova ad avanzare proposte nel vuoto della politica romana.

 

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