I veri rischi da affollamento? Sui mezzi pubblici

Atac fa uscire lo stesso numero di autobus di gennaio, ascensori e scale mobili guasti. Il contagio corre nel tpl. Nostra intervista a il Giornale

 

Mentre il mondo si interroga sulla nuova variante del virus che è già arrivata a Roma e che potrebbe mettere in discussione la validità del piano vaccinale, c’è chi continua ad additare la gente in strada come la vera responsabile della pandemia. Si offre così un alibi alle mancanze del Governo sebbene non vi sia alcuna dimostrazione pratica o scientifica che il passeggio o lo shopping siano da mettere sul banco degli imputati.

La cosa più grave è che perfino importanti giornalisti sposano acriticamente questa tesi, come il direttore della Stampa Massimo Giannini che ha pubblicato un Tweet improvvido, mostrando un “presunto” affollamento su via del Corso. Presunto perché senza teleobiettivo e inquadrando la strada dall’alto si sarebbe visto che le persone erano correttamente distanziate e soprattutto in movimento. Tutti i test effettuati dagli esperti hanno dimostrato che all’aperto e senza una sosta prolungata uno di fronte all’altro il rischio di contagio è davvero basso.

 

Da un grande quotidiano, insomma, ci si aspetterebbe un’inchiesta sui veri rischi, sulle reali inefficienze della pubblica amministrazione ad esempio nel settore trasporti, considerato un veicolo di trasmissione del virus. Ma forse per non disturbare i manovratori a Palazzo Chigi, alla Regione Lazio o al Campidoglio, si preferisce continuare a puntare il dito contro i cittadini che, invece, in questi dieci mesi hanno mostrato un rispetto delle regole e una pazienza davvero inaspettati.

Il quotidiano il Giornale ha realizzato ieri un video nel quale ha raccolto la testimonianza degli utenti del trasporto pubblico romano che hanno raccontato di tram pieni, bus affollati e metro cariche ben oltre il limite del 50% imposto dal Decreto del Presidente del Consiglio. Tra gli intervistati anche il nostro collaboratore Alessandro Specchia.

 

Alessandro ha fatto notare come Atac, in questi mesi, ha messo quotidianamente in strada lo stesso numero di mezzi del periodo pre-Covid. Anzi, in alcuni casi, il servizio è perfino peggiorato nonostante l’azienda abbia in dotazione 475 nuovi autobus. Il limite dunque non era solo nella disponibilità di vetture, come si voleva far credere, ma anche nel numero di autisti a disposizione e forse nelle manutenzioni. Aspetti che si sarebbero potuti risolvere con una procedura di emergenza nei mesi scorsi quando si sapeva che all’arrivare dei primi freddi, sarebbe arrivata anche la seconda ondata del virus.

C’è poi l’aspetto legato alle scale mobili sempre guaste, alle fermate metro chiuse senza data di riapertura, alle uscite dalle stazioni inspiegabilmente sbarrate. Tutti fattori che spingono all’affollamento invece che a diradare i passeggeri.

Per vedere il video, della durata di circa quattro minuti, cliccare qui.

Qualcosa è stato fatto, ma non è abbastanza per parlare di un vero potenziamento dei mezzi pubblici. Atac ha bandito una gara in urgenza con la quale ha affidato 10 linee che normalmente gestisce in proprio ai privati. Si sono aggiudicati la gara Cialone Tour e Angelino srl che svolgeranno con pullman urbani servizio sulle alcune linee tra le quali 061, 071, 435, 443, 500 e 319. Questo consentirà di incrementare 500 corse al giorno sulle tratte centrali più affollate.

Nello stesso tempo Astral e Cotral effettueranno fermate anche in città in modo da evitare che i pendolari provenienti da fuori il Raccordo debbano cambiare con un bus o una metro Atac. In sostanza chi arriva da fuori Roma invece di scendere a Saxa Rubra, Laurentina o Anagnina, potrà proseguire sullo stesso mezzo o su un pullman dedicato per arrivare a destinazione.

Sono alcuni provvedimenti in vista della riapertura delle scuole (se mai avverrà) che porterà in strada oltre 400 mila studenti al giorno. Purtroppo non è abbastanza e soprattutto anche quel poco che è stato impostato è arrivato troppo tardi. Questi rafforzamenti, infatti, sono entrati in parte in funzione lo scorso 14 dicembre e in parte lo saranno dopo le festività. Ma per tutto l’autunno a Roma si è proseguito a circolare con la stessa flotta di mezzi precedente alla pandemia, con l’aggravamento di importanti stazioni metro sbarrate come Policlinico o Castro Pretorio.

Ripetere la solita frase “c’è troppa gente in giro” non ci salverà dalla terza e dalla quarta ondata della pandemia. Mentre serie azioni di potenziamento dei trasporti pubblici e rafforzamento della medicina territoriale saranno fondamentali. Eppure sembra che se l’Italia ha il record mondiale di morti, la colpa sia sempre del nostro vicino di casa.

 

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