I permessi ZTL verranno rimborsati per lo spegnimento dei varchi

L'assessorato alla mobilità: i titolari dei permessi verranno ristorati per i varchi spenti fino a fine agosto. Urgono però istruzioni per quelli in scadenza

Ci sono novità sulla questione dei permessi ZTL non utilizzati a causa dello spegnimento dei varchi elettronici fino a fine agosto.

L’Associazione Residenti Campo Marzio (ARCM) ha preso a cuore la cosa e sollecitato l’amministrazione a riconoscere un rimborso per i quasi sei mesi di non utilizzo dei permessi, oppure una proroga della scadenza per un pari periodo. Ebbene dopo tanto insistere è arrivata la seguente risposta da parte dell’assessorato alla città in movimento:

 

Gentilissimi,

vi confermiamo che l’Amministrazione sta definendo un provvedimento per la proroga della validità dei permessi di accesso alle ztl in modo da garantirne un’estensione pari al periodo di sospensione.

Cordiali saluti

 

Già a fine giugno avevamo parlato delle conseguenze della proroga dello spegnimento dei varchi elettronici, conseguenze che evidentemente l’amministrazione non aveva calcolato quando a maggio aveva deciso di lasciare aperte le ZTL fino a fine agosto. Eppure stando ai calcoli fatti dal Codacons il conto per l’amministrazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 32 milioni di euro, una cifra tutt’altro che trascurabile per il bilancio di Roma Capitale.

 

A fine luglio abbiamo poi rilanciato il comunicato stampa con cui l’ARCM, prendendo atto della totale mancanza di riscontri da parte dell’amministrazione alle richieste di procedere d’ufficio per i rimborsi, preannunciava l’invio delle richieste di rimborso da parte delle migliaia di titolari di permessi ZTL.

Quello che è accaduto è che Roma Servizi per la Mobilità (RSM), l’agenzia che gestisce i permessi ZTL per il Comune, ha risposto a tutte le richieste dicendo di non aver ricevuto istruzioni da parte del Dipartimento e di non poter procedere con i rimborsi.

A quel punto l’ARCM ha scritto all’assessore alla mobilità alla città in movimento, Pietro Calabrese, al presidente della commissione mobilità, Enrico Stefàno, e alla sindaca, chiedendo che l’amministrazione prendesse senza indugio una posizione rispetto ai rimborsi. Il primo a rispondere è stato il presidente Stefàno, proponendo una riunione dedicata della commissione, poi, a seguito di un sollecito, ha risposto anche il Gabinetto della sindaca, chiedendo all’assessorato di rispondere alle domande dell’associazione.

C’è voluto qualche altro sollecito per ottenere infine il messaggio di risposta da parte dell’assessorato. Decisamente deludente per chi si è presentato come “portavoce dei cittadini”.

 

Comunque sia, accolta con soddisfazione la decisione dell’amministrazione di riconoscere un rimborso ai titolari dei permessi ZTL, l’ARCM ha sollecitato l’assessorato a fornire al più presto indicazioni su come e soprattutto quando tali rimborsi saranno comunicati. Vi sono infatti permessi in continua scadenza e i titolari non sanno bene come comportarsi.

C’è ad esempio Isabella, che ha un permesso ZTL da residente che scade a metà agosto e non sa se rinnovarlo subito, rischiando però di perdere la proroga preannunciata dall’assessorato, o se aspettare rischiando però che il suo veicolo venga multato per divieto di sosta all’interno della ZTL.

Possibile che con una decisione presa a fine maggio, passati oltre due mesi l’amministrazione non abbia ancora stabilito come i titolari dei permessi debbano comportarsi?

 

Non si può non cogliere la sproporzione tra la totale mancanza di considerazione per i titolari di permessi ZTL, siano essi residenti o operatori commerciali che lavorano in centro storico, e i ponti d’oro che l’amministrazione ha costruito per bar e ristoranti, istituendo un vero e proprio far west nell’utilizzo del suolo pubblico ed andando ben oltre le previsioni del DPCM del governo.

 

È d’obbligo infine ricordare che nonostante la stragrande maggioranza dei titolari di permesso ZTL siano residenti del Municipio I, la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi, non ha trovato il tempo e il modo di spendere una sola parola per far riconoscere il diritto al rimborso ai suoi concittadini. E questa sarebbe una delle punte di diamante del PD a Roma, addirittura per qualcuno papabile come candidata a sindaco?!?

 

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