PREMESSO CHE: Roma è tra le capitali europee più colpite dal fenomeno dei graffiti vandalici e delle scritte selvagge, un primato negativo alimentato da controlli inesistenti, tolleranza politica e ritardi culturali rispetto ad altre metropoli continentali.
Nessuno se n’è accorto ma..
● è stato introdotto un sistema di classificazione a codici colore, simile a un triage, per gestire la cancellazione dei graffiti e delle scritte vandaliche sui muri della città. Ecco i codici di priorità
-Codice Rosso: riservato a scritte particolarmente gravi, come insulti antisemiti, slogan politici estremi o frasi sessiste, per cui il Comune garantisce (o almeno dovrebbe…) un intervento di rimozione immediato;
-Codici inferiori (Arancio e altri): assegnati a scritte ritenute meno urgenti o di minor impatto sociale (secondo loro: per noi erodono il controllo sociale e spingono all’emulazione e ad altri atti vandalici) per le quali spesso non si registrano interventi tempestivi da parte dell’amministrazione capitolina, che a Roma spende cifre molto inferiori rispetto ad altre capitali europee.
● Un altro primato che non ci invidia nessuno: “Le stazioni dello Metro versano nel più completo abbandono e alcune non sono mai state così sporche. Sia le aree esterne sia quelle interne” (cit. Salviamo la metro C via Radio Colonna).
● Roma non ha (o meglio non aveva fino a poco tempo fa) una pulizia fissa e giornaliera degli ingressi delle stazioni della metro come altre grandi città. Ma è stato assegnato da poco (a seguito di una sentenza del TAR, l’appalto per la pulizia della metropolitana (stazioni e depositi) alla società Copernico.




CIO’ PREMESSO, SORGONO SPONTANEE ALCUNE DOMANDE:
● Atac ha potenziato i sistemi di controllo e prevenzione atti di vandalismo?
● Sarà possibile monitorare continuamente ad esempio lo stato di banchine, accessi e aree esterne, ad es. San Paolo e Jonio (affidate alla Copernico)?
● E nel frattempo, il comune ha un’assicurazione anti-writers?
ABBIAMO GIRATO A MERCURIO VIAGGIATORE (BLOGGER DI TRASPORTI E NOSTRO COLLABORATORE) E ALL’ASSOCIAZIONE TUTRAP LE NS. DOMANDE.
Come ben sapete Diarioromano ha documentato il degrado cronico delle stazioni di Roma, evidenziando problemi come scritte vandaliche, manifesti abusivi e patologie gestionali.
● Ci siamo concentrati su due casi di studio: Stazioni Jonio e San Paolo (presto il reportage su Piramide).
● Le principali criticità
– Stazione Jonio: Imbrattamento dei muri esterni, scritte diffuse e manifesti dei centri sociali sulle strutture architettoniche recenti. L’uso improprio dei pali della luce e della segnaletica per legare fili e spaghi delle bancarelle a rotazione







– Aree esterne stazione San Paolo: Presenza di scritte vandaliche, affissioni abusive (dei medesimi centri sociali) e disordine urbano nelle zone d’accesso (via Giustiniano Imperatore e via Gaspare Gozzi).

Le cause strutturali sono da rintracciarsi nei vuoti di competenza nella manutenzione ordinaria e nella confusione di ruoli tra i diversi enti pubblici coinvolti.
FINALMENTE ARRIVIAMO AL FINALE: SECONDO VOI I MIGLIORAMENTI NELLA PULIZIA DOPO LA FIRMA DEGLI ACCORDI PER LA CANCELLAZIONE GRAFFITI (SISTEMA TRIAGE) E PULIZIA DELLE STAZIONI E DEI DEPOSITI DELLA METRO, SONO EVIDENTI?
ECCO COME SI PRESENTANO GLI SPAZI DELLA METRO E TRENI CAF REVISIONATI: ANCORA PRESENTI LE SCRITTE E LE AFFISSIONI DOCUMENTATE DA MESI.
Quello che abbiamo mostrato è una situazione di degrado e abbandono totale da parte delle istituzioni. Ecco la realtà …provvederemo a inviare le segnalazioni agli organi competenti: non solo. Chiederemo conto dello stato di avanzamento delle pratiche inviate all’ufficio decoro due anni fa per conoscere il codice colore assegnato in base all’urgenza dei graffiti e manifesti segnalati.VI TERREMO INFORMATI!
Ma qualcosa ci dice che il tema decoro, tra problemi di gestione e nuove regole, NON E’ ANCORA DI CASA A ROMA.



