Cartelloni: torna il far west mentre la giunta dorme

Sembra di essere tornati indietro di 7 anni quando le caselle di posta delle associazioni cittadine erano piene di segnalazioni di nuovi cartelloni spuntati dal giorno alla notte. Dopo la stretta voluta da Marta Leonori, ex assessore al commercio della giunta Marino, le cose erano notevolmente migliorate. Molti impianti furono rimossi e il fenomeno dell’abusivismo si era ridotto drasticamente.

E invece, in questi primi mesi del 2018, ecco riapparire le email di cittadini che notano comparire cartelli di dubbia regolarità. Ne abbiamo mostrati più di 50 che ad Ostia sopravvivono da quasi due anni, permettendo guadagni illeciti a ditte sanzionate e radiate dal Comune di Roma, oggi vi riportiamo le fotografie scattate da un residente del quartiere Parioli che preferisce restare anonimo. Ha immortalato due operai intenti a installare una palina 1×1 in via Panama, quasi all’altezza di piazza Ungheria. In quel punto cartelloni non c’erano mai stati, come conferma questa immagine di Google Maps, risalente all’agosto 2017.

Ed ecco invece le immagini di questo marzo 2018, dove si vedono chiaramente due uomini in divisa arancione che portano un cartellone con una pubblicità già montata e lo installano dopo aver fatto il buco nell’asfalto.

 

Ed ecco, alla fine, il risultato. La palina è installata e altri operai ci hanno addirittura poggiato sopra un segnale di lavori in corso.

 

Sulla natura di questo impianto non abbiamo certezze. Il numero identificativo – che dovrebbe permettere una facile ricerca nella banca dati che censisce tutti i cartelloni sul territorio comunale –  non è rintracciabile. La banca dati, infatti, non viene aggiornata dal marzo 2017, con il risultato che la ditta numero 0679 (riportata con un pennarello sul fianco) non è censita.

 

Sciatteria totale: da parte del Campidoglio che non ha avuto la cura di tenere aggiornata una banca dati essenziale dal punto di vista contributivo (molte ditte ormai non pagano più il Cip, il canone dovuto al comune); e da parte della misteriosa ditta che ha segnato con un pennarello facilmente cancellabile il numero di serie, tanto è vero che l’ultima lettera è già invisibile.

La cosa fa ancora più rabbia perché – sebbene non sembri – non siamo più nel 2010 quando a Roma non esisteva uno strumento di pianificazione della pubblicità esterna. Dal luglio del 2014 esiste un dettagliato Piano Regolatore (Prip) che basterebbe applicare per eliminare il caos, aumentare le entrate per la casse capitoline e offrire importanti servizi alla città.

Insomma è solo una questione di volontà politica: la giunta Raggi non si è mai impegnata a riportare davvero la legalità in questo settore, nonostante predichi l‘Honestà con tutti gli hashtag. L’unico che ci credeva un po’, l’assessore al commercio Meloni, è ormai con un piede fuori dalla giunta, in odore di rimpasto.

Un altro, ennesimo passo indietro, provocato dall’inerzia e dall’ignavia di questa amministrazione.

 

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