Bus a fuoco: per paura delle inchieste, Atac prosegue a comprare nuove vetture

Saranno 1000 entro al fine del 2026. L'ultimo ordine da 25 milioni per 75 veicoli ibridi. Alcuni dirigenti già rinviati a giudizio per i troppi roghi del passato

 

Alle fermate si aspetta troppo tempo, le metro si fermano un giorno sì e l’altro pure, i tram sono scassati e lenti ma su una cosa Atac sembra mantenere l’impegno: l’acquisto di nuovi autobus. L’azienda si era obbligata con la Procura della Repubblica a rinnovare profondamente il proprio parco mezzi per evitare il ripetersi degli incendi, i cosiddetti “bus flambé”. E infatti ha appena ordinato 75 Mild Hybrid di marca Mercedes che andranno ad affiancare i bus a metano entrati in servizio nel 2022.

Per la precisione l’ordine lo ha fatto il Comune di Roma in quanto è suo onere fornire ad Atac i mezzi ma è l’azienda ad aver pianificato il fabbisogno di vetture e la tipologia richiesta. Ogni Mercedes ibrido costerà circa 330 mila euro per un investimento complessivo di 25 milioni. Il parco circolante di Atac è oggi tra i più vecchi e inquinanti d’Europa con tre bus su quattro diesel e solo 100 ibridi in strada quotidianamente sui 1.500 che escono dai depositi.

Oltre alla vetustà occorre aggiungere la scarsa manutenzione e il numero eccessivo di chilometri percorsi. Per questo nel quadriennio 2022 – 2026 il Campidoglio e Atac hanno concordato di acquistare mille vetture, operazione finanziata dal Ministero dei Trasporti e dal Pnrr (su questi ultimi fondi però grava la lentezza burocratica e l’aleatorietà dello stanziamento).

Ad aprile del 2022 la Procura di Roma intimò alla municipalizzata capitolina di stabilire un cronoprogramma preciso con l’obiettivo di risolvere il problema dei bus a fuoco. Entro 120 giorni Atac avrebbe dovuto comunicare con precisione come evitare futuri incendi. Il piano prevede una migliore manutenzione periodica, un controllo puntuale sulle ditte che eseguono le riparazioni, la dotazione per i nuovi mezzi di sistemi antincendio e appunto il rinnovo della flotta.

 

Sembra che l’azienda stia dando seguito a tutte queste prescrizioni proprio a partire dall’acquisto dei mezzi. Nel 2018 il parco veicoli aveva un’età media di 11,6 anni che gradualmente sta scendendo verso i 10 anni. Il motivo di questa efficienza inusuale per Atac sta nelle inchieste che la Procura ha aperto a carico della dirigenza. Una per incendio colposo, coordinata dal Procuratore Giovanni Conzo e dal Sostituto Mario Dovinola, si riferisce a 31 roghi e un’altra ha già portato al rinvio a giudizio di alcuni funzionari. E’ chiaro che senza una veloce reazione, i magistrati avrebbero potuto perseguire gli stessi dirigenti per altri reati. Ecco perché gli ordini dei nuovi bus vanno veloci e oltre ai 75 a metano ne arriveranno 33 più piccoli da 8 metri. Si tratta di minibus che possono servire le strade più strette del centro e della periferia e che potrebbero essere disponibili i primi mesi del 2023. La gara (la 72/2022) si è chiusa a fine luglio e ora dovranno essere aperte le buste.

Intendiamoci tutto questo non renderà il tpl romano molto più efficiente ma almeno dovrebbe scongiurare i continui incendi che negli ultimi anni hanno afflitto la città.


 

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