Befana a piazza Navona, aridaje

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Convinti evidentemente che il centro storico di Roma non soffra di particolari problemi, al Municipio non trovano di meglio che ricominciare a perdere tempo con un ennesimo tentativo di mettere mano alla festa della Befana di piazza Navona.

L’interesse sempre vivo per questa manifestazione l’avevamo già colto alla presentazione della nuova giunta del Municipio, a luglio, allorché il tema era stato annoverato tra le urgenze che la riconfermata amministrazione voleva affrontare. Evidentemente la festa della Befana deve essere una vera e propria fissazione per la Presidente Alfonsi, stante che continua ad impegnarci la propria maggioranza pur dopo una serie imbarazzante di fallimenti inanellati negli ultimi anni.

Già a luglio facevamo presente come in realtà non ci sia alcuna urgenza, visto che la festa della Befana anche per quest’anno non salterà ma si terrà con installazioni ridotte come lo scorso anno e quello precedente. Per il Municipio una festa che lasci la gran parte di piazza Navona libera da ingombri è indegna di essere tenuta, quando invece a nostro avviso la situazione che si è creata con l’ultimo bando (quello del 2014, che portò alla riduzione del numero di banchi e che vide la gran parte dei vincitori non ritirare i titoli per protesta) rappresenta un male minore rispetto al suq che si era creato sulla piazza nelle edizioni fino al 2013.

Due gli aspetti innovativi di questo ennesimo tentativo di intervento del Municipio sulla festa della Befana a piazza Navona: da una parte cambia uno dei protagonisti principali, essendo l’assessore Jacopo Pescetelli (colui che della festa ne faceva quasi un fatto personale, avendola messa anche nel suo volantino elettorale) stato spostato dal commercio ai lavori pubblici, sostituito dall’assessore Tatiana Campioni che prima si occupava proprio di lavori pubblici; dall’altra questa volta il Municipio prova a prendere la questione da un lato diverso, cercando di modificare la tipologia della festa per svincolarsi dalle restrizioni previste per le “fiere”, sperando così di poter aprire il bando anche ad operatori di commercio non su area pubblica. La modifica normativa non può essere attuata dal Municipio ed è quindi stata richiesta direttamente al Sindaco Raggi che forse però in questo periodo ha ben altro a cui pensare.

 

Non si capisce bene questa iniziativa del Municipio, essendo essa priva di qualsiasi possibilità di incidere sull’edizione della festa di quest’anno. È stato infatti lo stesso Municipio ad affermare a luglio che bisognava fare in fretta, giacché l’Anticorruzione richiede bandi a 8 mesi, per cui ormai si è abbondantemente fuori tempo massimo, almeno per quest’anno.

I gravissimi problemi che sta affrontando la nuova amministrazione M5S fanno inoltre pensare che ben difficilmente al Comune vorranno impegnarsi in una cosa di così bassa priorità, con i tanti problemi enormi che ancora aspettano di essere affrontati.

L’unica spiegazione che ci viene in mente è la volontà del Municipio di poter dire di averci provato anche quest’anno a mettere mano alla festa, ma di non esserci riusciti per cause altrui, non proprie (quasi a doversi giustificare con qualcuno di non poter fare niente, con tutta la buona volontà, per cambiare lo status quo).

A nostro avviso il nuovo assessore al commercio Campioni ben farebbe a lasciar perdere tentativi velleitari di cambiare la festa della Befana fuori tempo massimo, impiegando il suo tempo in cose ben più urgenti come il contrasto all’abusivismo commerciale, che ormai dilaga incontrastato in tutto il centro storico (tra un po’ ripasseremo a via Nazionale per vedere se i banchi che noi riteniamo abusivi sono ancora lì), o lo stravolgimento del commercio che ormai è arrivato a livelli di vera emergenza.

Se proprio si vuole fare qualcosa per la festa della Befana a piazza Navona, si cominci a lavorare come si vede per una ipotesi di riforma della festa adeguata al prestigio del luogo che la ospita e che vada oltre i soliti slogan privi di contenuto (e per favore che si risparmino a piazza Navona le “casette in legno in stile nordico”, da novelli lanzichenecchi). Una tale festa ben difficilmente potrà essere progettata dagli uffici del Municipio, con tutta la buona volontà che essi possano metterci, ma potrebbe ben scaturire da un concorso di idee, magari a livello internazionale. Parallelamente si potrà lavorare col Comune, non certo con comunicati a mezzo stampa, per concordare le modifiche normative necessarie a rendere possibile la nuova manifestazione. Ovviamente un tale processo prenderà del tempo, diversi mesi, e potrà giungere a compimento giusto in tempo per l’edizione del prossimo anno che infatti sarebbe la prima non coperta dal bando vigente.

E se al Municipio non riescono a fare a meno di intervenire sull’edizione di quest’anno, che si facciano venire in mente qualcosa di più decente per i banchi delle onlus con cui ogni anno integrano l’allestimento della festa. Non dovrebbe volerci molto ad organizzare qualcosa di meno indecente in termini estetici e di più attrattivo per i visitatori della festa.

 

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