Dopo l’incidente alla stazione Metro A di Repubblica il 23/10/2018, dopo l’intervento della Magistratura che il 23/03/2019 ha chiuso Barberini e ha indagato diverse persone, pensavamo che l’unico disagio rimasto da patire per i cittadini fosse quello degli impianti fermi e delle stazioni chiuse.

E invece no, ieri domenica 9 febbraio, intorno alle 18, un’altra scala mobile ha ceduto a Furio Camillo, mentre pare che fosse in funzione. Tanta paura ma, per fortuna, nessun ferito. ATAC si è subito preoccupata di coprire in fretta la “vergogna” con dei teli neri, ma le foto del danno circolavano ormai in rete. La storia ha aspetti molto inquietanti.

 

 

La stazione di Furio Camillo ha 4 scale mobili. Una di queste era stata appena collaudata con esito positivo il 7 febbraio (appena 2 giorni prima), dopo revisione decennale.

L’impianto che si è rotto aveva invece la revisione decennale che scadeva a gennaio 2018. In quel periodo era pienamente operante il contratto con la Società MetroRoma scarl, quella sotto indagine per l’incidente a Repubblica e per la manutenzione fatta con le fascette. L’impianto collassato a Furio Camillo quindi è stato revisionato appena due anni fa … sì, ma come?

Furio Camillo è una delle stazioni più soggette a chiusura proprio per gli impianti non funzionanti: è stata chiusa ben 9 volte negli ultimi 4 mesi, una media di una volta ogni 2 settimane.

 

 

Era una stazione quindi sotto particolare attenzione, almeno in teoria. Come si spiega un cedimento così grave su scale mobili che dovrebbero durare ancora quasi 20 anni? Quanto è preoccupante la situazione, e cosa stanno facendo per riportare tutti gli impianti in piena sicurezza – propaganda a parte?

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C’è a Roma qualcuno che guardi alla mobilità cittadina con il punto di vista degli utenti del TPL?

C’è @TUTraP_APS ed ha appena pubblicato un’analisi di com’è andato il 2025 (spoiler: malino, ad essere buoni, e il 2026 non si prospetta meglio).

https://www.tutrap.it/un-piccolo-bilancio-sul-servizio-atac-2025/

@gianni_botta Si vive in dignità. Confermo.
In splendida dignità, nelle città ricche del Nord, tipo Bologna, Milano, Torino e Firenze.
Con più fatica nelle città del sud, dove i cittadini non hanno l’abitudine di usare il taxi che lavorano, quindi solo coi turisti

Nel bilancio triennale del Campidoglio, neanche un euro contro scritte e cartelli abusivi. Nessuno vuole inimicarsi la “lobby politica” del degrado.

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